Juve, 7 anni di successi e una "top 11" da sogno

Dai primi tre scudetti di Conte ai quattro consecutivi di Allegri: i bianconeri si sono sempre rinnovati restando vincenti

Sette scudetti consecutivi sono un'enormità. Un'impresa simile non può riuscire a meno che tu non abbia a disposizione un gruppo di veri uomini e, soprattutto, di grandi campioni. La Juventus, dall'11 settembre 2011 (giorno dell'esordio nel neonato Juventus Stadium con il 4-1 al Parma) a oggi (Roma-Juve, 13 maggio 2017, giorno del settimo titolo) è stata una lunga carellata di calciatori in missione con un obiettivo comune: vincere. Due allenatori (Conte prima, Allegri dopo), un solo grande portiere (Buffon), la Bbc a formare una difesa inviolabile e tanto (tantissimo) talento dal centrocampo in su.

In porta, come detto, si parte da Gigi Buffon. Dal record di imbattibilità (973 minuti, superato Sebastiano Rossi) ai 300 "clean sheet" complessivi, il numero uno dei numeri uno non ha mai avuto nessuno (nemmeno Szczesny) a impensierirlo. Lo stesso si può dire della Bbc formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini: Leonardo, nonostante abbia sposato il Milan, per sei anni ha rappresentato una colonna portante alla quale né Conte né Allegri hanno mai potuto rinunciare (eccezion fatta per la tribuna "punitiva" di Oporto, ovviamente).

Nell'ipotetico 3-5-2 di Contiana memoria, sulle fasce trovano spazio Lichtsteiner (per almeno un quinquennio ha coperto due ruoli) e Alex Sandro (preferito ad Asamoah), mentre il centrocampo a tre è composto da Pirlo in regia con Vidal e Pogba ai lati (classe, corsa, interdizione, classe, gol: c'è tutto). In avanti, ecco Carlos Tevez (forse l'uomo copertina della Juve tornata competitiva ai massimi livelli anche in Europa) e Gonzalo Higuain (mai la Juve aveva speso così tanto per un solo calciatore, e comunque in due anni ha realizzato i gol necessari per due scudetti, due Coppa Italia e una finale di Champions).

E i tre cambi? Il primo, sulla corsia esterna, potrebbe essere Dani Alves: una sola stagione, ma un importnate valore aggiunto in termini di talento e personalità. A centrocampo scegliamo Claudio Marchisio, simbolo di una squadra che non muore mai e della juventinità pura. In attacco, Paulo Dybala: arrivato dal Palermo per sostituire Tevez, ha saputo imporsi subito in uno dei club più importanti al mondo (scusate se è poco). Resta fuori dagli undici titolari ma è la prima "riserva" di mister...Massimiliano Allegri. Quattro dobleti consecutivi, con due finali di Champions in quattro anni, lo mettono un gradino sopra Antonio Conte. Che, però, resterà per sempre l'uomo che capace di dare il via a una striscia di successi mai vista prima.

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