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Missione Juve: protagonisti in Champions

Rischia un girone di ferro: per Conte un'altra sfida

ALBERTO BRANDI06/05/12

Conte, ANSA

Il capolinea in una notte cupa d’inverno. Dicembre 2009, Torino: Bayern batte Juventus 4-1. Si fermò in quell’occasione l’ultima avventura in Champions League della squadra di Ferrara davanti all’armata-Van Gaal. Uscita dal campo a testa bassa accompagnata dal coro “Vergognatevi” della curva.

Ci sarà tutt’altra atmosfera il prossimo settembre (18 o 19) per il Grande Ritorno. Per la ripartenza. La Juve in Europa dopo un anno di purgatorio e seduta al tavolo delle grandi. Con la rivale di una stagione, il Milan, con le due di Manchester, le regine di Spagna Barcellona e Real, le tedesche Borussia Dortmund, Bayern e Schalke, il Porto e tutte le altre che si aggiungeranno. Nuovo spirito, nuovo stadio, nuovi appetiti europei. L’obiettivo è chiaro: tornare QUELLA Juve.

La Juve che tra il 1995 e il 1999 giocò 42 partite consecutive in Champions, record tuttora imbattuto. La Juve che ha alzato la Coppa nell’85 e nel ’96. Non certo quella dell’ultimo capitolo: 6 partite della prima fase, 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte per un terzo posto dietro a Bordeaux e Bayern e conseguente retrocessione in Europa League. Non sarà un ingresso dalla porta principale: il ranking europeo la mette al 43esimo posto, presumibilmente in terza fascia, con altissimo rischio di “girone di ferro”. Ma come quest’anno in campionato, sarà una Juve affamata. Spinta da chi quella Champions l’ha vinta: Antonio Conte, titolarissimo, da giocatore, nella finale con l’Ajax dell’Olimpico di Roma di 16 anni fa. Quella volte un infortunio lo tolse dai giochi alla fine del primo tempo. Un contrattempo che rischiò di costare caro alla Juve: Vialli buttò fuori il pallone proprio per consentire i soccorsi al compagno. L’Ajax non restituì dalla rimessa laterale e dall’azione nacque la punizione del pareggio olandese.

E’ vero, tutto cancellato dall’apoteosi ai rigori… ma -conoscendolo- Conte non avrà dimenticato. Ha un conto aperto con la Champions, salutata per l’ultima volta nel 2004 con una sconfitta negli ottavi di finale (1-0 dal Deportivo). La dirigenza, i tifosi, l’ambiente, gli chiedevano per prima cosa di tornare a respirare quell’aria, di tornare ad ascoltare l'inno ufficiale di Tony Britten che nel pre-partita mette sempre i brividi . Missione compiuta. Ora tutti sanno che lui, Buffon, Chiellini, un uomo-Champions come Pirlo non si accontenteranno di una semplice apparizione.

I VOSTRI COMMENTI

ItaGlia - 07/05/12

se rimane del piero vinceremo anche quella..

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