LITALIADICONTE e i ragazzi del 1982

Una Nazionale a immagine e somiglianza del suo tecnico che potrebbe ricalcare le orme dei campioni del Mondo di Bearzot

di BRUNO LONGHI

Zico e Gentile, Ipp

Ci sono vittorie e vittorie, quelle in cui porti a casa il risultato per un episodio fortunato, per un tiro sbilenco, e poi via a sparare palloni in tribuna fino al fischio finale. Ci sono poi quelle che ti riempiono il cuore, perché ottenute con pieno merito, contro un avversario che è campione d’Europa uscente, addirittura con un risultato inferiore a quello che doveva essere. Come quella di ieri dell’Italia di Conte. Perché la nostra nazionale non è semplicemente l’Italia , è LITALIADICONTE, come fosse un’unica parola.

Perché nel calcio, i piedi buoni, la tecnica, contano eccome. Ma la strategia, il sapere occupare il campo, l’arrivare sempre primi sul pallone, il chiudere gli spazi nella propria metà campo e conquistarli in quella avversaria, contano ancora di più. LITALIADICONTE si è dimostrata più forte della Spagna, nonostante alla vigilia fossimo tutti d’accordo del contrario, almeno sulla carta. Più squadra, più cuore, più temperamento, più idee, più tutto.

Forse avranno avuto il loro peso anche i 10 giorni di riposo in più goduti da parecchi azzurri (squadra rivoluzionata nell'inutile gara contro l'Irlanda, ndr), mentre gli spagnoli non hanno mai cambiato formazione. Ma chi è causa del suo mal o delle sue scelte, pianga se stesso.

Sicuramente il ciclo della “roja”, che era iniziato nel 2008 con quella fortunatissima vittoria ai rigori contro noi italiani, si è chiuso allo Stade de France sotto i colpi di Chiellini e Pellè. Prematuro invece affermare che si sia aperto - o riaperto - quello dell’italia. Prendiamo per buono, per il momemto, ciò che è successo nella gara di Saint Denis in cui i difetti che avevamo impietosamente evidenziato contro Svezia e Irlanda si sono dissolti nel nulla, semplicemente perché abbiamo interpretato noi quel copione che era stato il loro; ma con quel quid di qualità in più che svedesi e irlandesi non potranno mai possedere.

Godiamoci questa Italia e godiamoci lo scatenato Antonio Conte, più assatanato e coinvolto dei suoi giocatori in campo. Sicuramente il suo indice di gradimento è in forte rialzo e sta diventando simpatico anche a coloro ai quali stava cordialmente sullo stomaco. Conte è l’uomo copertina, è da ieri lo è anche molto di più dello Special One. Chissà che spettacolo quando ci sarà Chelsea-Manchester United. Ma adesso guardiamo avanti, a un calendario non molto dissimile da quello che ci toccò nel Mondiale dell’82, quando, dopo le prime tre gare opache, affrontammo nell’ordine Argentina, Brasile, Polonia e Germania.

Se tutto andrà come auspichiamo avremo nell’ordine - dopo la Spagna - Germania, Francia e probabilmente il Belgio.Ma ora pensiamo ai tedeschi, e facciamolo con sano realismo, senza eccessi di ottimismo. Siccome però abbiamo eliminato i campioni d’Europa, perché non potremmo fare altrettanto con i campioni del Mondo?

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