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"Appuntamento alla Confederations"

Buffon: "Poi Mondiali da protagonisti"

02/07/12

Buffon, Lapresse

Il giorno dopo è già il momento di cambiare pagina. Logico, quindi, che la prima cosa da fare sia fissare il prossimo obiettivo: "Comincio dandovi un appuntamento: Brasile 2014, anzi meglio, mi anticipo di dodici mesi con la Confederations Cup, quindi giugno 2013! Io voglio esserci e non per fare presenza". Gigi Buffon non lascia e raddoppia. "Vi ho raccontato di un sogno che ieri ho sfiorato, ma il sogno continua. Siamo cresciuti".

E ancora: "Siamo cresciuti in questo mese come squadra e nella consapevolezza di essere un gruppo - dice il numero uno della Nazionale -. Un gruppo in cui ognuno ha fatto il suo e di più. In cui ognuno ha trovato il suo spazio. Un gruppo che ha incoronato un grande capitano che non sono io. Ma Cesare Prandelli. Un maestro prima che un ct. Un uomo perbene prima che un selezionatore. Possiamo essere orgogliosi di quanto fatto e non posso che stare dalla sua parte ancora una volta".

"La vera sorpresa a Kiev - dice ancora - non è stata la coppa alzata da Casillas, ma il fatto che fossimo noi gli avversari dei campioni di tutto. Inarrivabili ragazzi, ancora troppo distanti gli spagnoli, li guardi negli occhi e sai che per il momento non ce n'è... Ma ho dormito sereno perché conscio di aver dato tutto, io come chiunque sia sceso in campo e anche come chi non ha giocato nemmeno un minuto", dice ancora.

"Ci avete visto piegati dalla stanchezza, in lacrime, con al collo un argento che non può sapere di sconfitta quando hai dato tutto. Per qualche 'gufetto' d'occasione dovevamo uscire al girone. Siamo arrivati a Kiev carichi solo di pensieri belli. Quelli più belli li rivolgo a voi tifosi, vero premio a questo mese massacrante. Il vostro affetto, il vostro amore che avete portato nelle piazze italiane", dice rivolgendosi ai tifosi.

"Mai avrei voluto vedere i vostri occhi delusi e tristi. Ci sta nel breve, ma fate come me. Siate lungimiranti, andate oltre. Questa onda ci ha travolti. La prossima sarà perfetta, come nel 'Delfino'...", dice riferendosi al romanzo di Sergio Bambaren. "Un ultimo ringraziamento va ai miei compagni, è stato un onore per me poter giocare insieme a un gruppo simile, un gruppo di ragazzi a posto, un gruppo che conosce il valore di rappresentare la nostra Italia - conclude -! Grazie ragazzi per quello che mi avete regalato, grazie vita per avermi dato la possibilità di essere il loro capitano".

I VOSTRI COMMENTI

Tony63 - 05/07/12

Se erano spompati giocando in Europa, figuriamoci a latitudini così difficili e climi insopportabili. Fuori al primo turno come in Sud Africa.

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