A Ibra salta il nervo lo stesso

Tensioni con Balotelli e Mourinho

Incredibile ma vero, nemmeno l'aria di festa è stata sufficiente a calmare i bollenti spiriti di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, dopo il 2-0 segnato da Balotelli, è stato protagonista di uno show alla rovescia che l'ha visto prima insultare il compagno, colpevole di non avere passato il pallone, e quindi Mourinho, che ha ignorato la sua richiesta di sostituzione. "Lo volevamo aiutare per il titolo di capocannoniere", ha spiegato il tecnico.

"Non mi cambia. Te l'ho detto che non mi cambia. Non mi cambia, sto figlio di...". Questo il labiale, piuttosto intelleggibile, beccato dalle telecamere di San Siro sulla bocca di Ibra, che, parlando con un compagno, stava sfogando la sua rabbia verso il tecnico. Una rabbia che aveva origine dalla stanchezza e dal mancato rispetto di una consegna che ha raccontato lo stesso Mou dopo la partita: "Nell'intervallo volevamo fare qualcosa per Ibra, dopo che lui per tutto l'anno ha fatto tanto per noi. Doveva segnare e io ho detto a Mario (Balotelli ndr) di aiutarlo, ma lui non l'ha fatto. E io ero stato chiaro". Zlatan, dal canto suo, ha invece glissato sul fattaccio sfruttando l'assist del pubblico (che ha applaudito dopo il 3-0): "Volevo uscire perche' ero stanco e avevo preso una botta, ma il mister ha tanta fiducia in me, e ho corso tanto e poi ho segnato. Ma la cosa importante e' che abbiamo vinto anche da campioni, davanti ai tifosi"

Il mini-caso si esaurirà quindi con un nuovo "shampoo" per il pelatissimo Supermario e nulla più, visto che la sceneggiata non è obiettivamente da ascrivere a un rinnovato nervosismo di Ibra nei confronti della società e dell'ambiente. Niente a che fare, insomma, con i gestacci di Inter-Lazio. Però, sbollita l'ira, Ibra rifiuta ancora di pronunciare la parola magica, "Resto". "Ho un contratto che scade nel 2012 o nel 2013, tutto puo' succedere -ha detto ai microfoni di Sportmediaset- dipende dal club, da cosa vuole il mister. Nel calcio non c'e' garanzia. Mancano tre partite, poi vado in Nazionale e dopo ancora ci sono le vacanze".

Partita aperta? Tormentone che, una volta sfumati gli effetti della festa, ricomincerà ad agitare le notti nerazzurre? No, secondo la società. Ovvero, Massimo Moratti: "Ibrahimovic resterà  -ha detto al termine della partita- Milito invece non e' ancora un giocatore dell'Inter e non e' una trattativa cosi' avanzata come si legge sui giornali. Quante punte in rosa? Mourinho pensa piu' o meno a 4 attaccanti, Non credo che faremo cose spettacolose. E poi, bisogna anche imparare a vendere". Augurandosi, ovviamente, che non si cominci a farlo proprio con Ibra. 

17 maggio 2009