Inter, la storia degli scudetti

Dal 1910 a oggi, 17 stagioni indimenticabili

1910
Una vittoria lampo. Due anni di vita, poco più. L'Inter, nata il 9 marzo 1908, vince il suo primo scudetto il 24 aprile 1910. Già piena di campioni, alcuni dei quali di origine svizzera, la squadra milanese arriva prima a pari merito con 25 punti in un girone unico a 9 squadre. Con lo stesso punteggio arriva alla fine la Pro Vercelli e si va alla finale. La Federcalcio stabilisce che si giochi a Vercelli il 24 aprile, la Pro chiede lo spostamento perché alcuni dei suoi giocatori (tra l'altro alcuni dei suoi migliori giocatori) sono impegnati con delle rappresentative in alcuni tornei militari. La Pro Vercelli rimane ferma sulle sue posizioni e gioca sì la finale, ma con una squadra di ragazzini di 11 anni. Logico che finisca in un massacro, 10-3 per l'Inter che festeggia il suo primo titolo. La Pro Vercelli con questa sceneggiata viene squalificata a tutto il 31 dicembre 1910, ma poi viene amnistiata e potrà vincere il campionato italiano nel 1911. L'Inter invece fa festa inaugurando quella che poi diventerà quasi una consuetudine. Molti scudetti dell'Inter, vinti ma soprattutto persi, saranno accompagnati dalle polemiche. Ma questo è ancora il calcio dei pionieri, basta guardare qualche foto d'epoca per capire quanto sia diverso.

L'INTER CAMPIONE 1910
Portieri: Campelli, De Magistris, Muller.
Difensori: Fronte, Yenni, Zoller.
Centrocampisti: Cadoni, Cocchi, Crespi, Fossati I, Furter, Moretti, Stebler, Streit.
Attaccanti: Aebi, Capra, Engler, Payer, Peterli, Schuler.
 
1919-20
Essere interisti era difficile anche agli albori. Se nei tempi moderni sono passati 18 anni dal 1989 al 2007, tempo intercorrente tra il 13° e il 15° scudetto festeggiati sul campo (il 14° è stato vinto a tavolino), dal primo al secondo titolo passarono 10 anni, dal 1910 al 1929. Quello del 1920 fu il primo scudetto assegnato dopo la devastante Prima Guerra Mondiale, che aveva fatto saltare i campionati del 1916, 1917, 1918 e 1919. Il calcio comincia a diventare una cosa seria, le squadre in campo sono tante e ben distribuite sul territorio nazionale. L'Inter vince il girone A della Lombardia davanti a Brescia, Juventus Italia, Trevigliese, Cremonese e Libertas. Poi vince un girone di semifinali interregionali davanti a Novara, Bologna, Torino, Andrea Doria ed Enotria Goliardo. Quindi trionfa in un girone di finali del Nord battendo 1-0 la Juventus a Genova e pareggiando 1-1 con il Genoa a Modena. Si arriva finalmente alla finale che viene disputata a Bologna tra i nerazzurri e il Livorno, vincitore della zona centro-meridionale. In finale l'Inter vince 3-2 ed è ancora un trionfo. Tavolta - a differenza del primo contestato scudetto - l'Inter è passata attraverso una lunghissima fase preliminare e nessuno può contestare la validità del titolo.

L'INTER CAMPIONE 1920
Portieri: Campelli, Dal Corso, Silvestri.
Difensori: Beltrame, Fabbri, Francescani, Milesi, Olivares, Vigano.
Centrocampisti: Cevenini I, Cevenini II, Fossati II, Scheidler.
Attaccanti: Aebi, Agradi, Asti, Contadini, Cevenini III, Conti.
 
 
1929-30
Ancora una scadenza decennale. L'Inter vince il suo terzo titolo nel 1930 e anche qui si tratta di un risultato storico. Già, perché nel 1929-30 in Italia si disputa il primo campionato a girone unico della storia. E' anche il primo campionato che si disputa con la nuova regola del fuorigioco (non servono più due uomini più il portiere per tenere in gioco l'attaccante ma basta uno), si gioca con 18 squadre dopo che la Federcalcio aveva invece deciso di partire con 16. L'Inter nel frattempo ha cambiato la sua denominazione in Ambrosiana-Inter per seguire i dettami autarchici del fascismo. L'Ambrosiana schiera il fenomeno Peppino Meazza che risolve subito la prima partita a Livorno e dà il via alla cavalcata che avrà un parziale stopalla seconda giornata (sconfitta in trasferta contro la bestia nera Pro Vercelli) e che porterà poi i ragazzi nerazzurri a prendere il primato alla 16.a giornata dopo la vittoria per 2-1 sul campo della Juventus, ovviamente ancora con Meazza in gol. L'Inter chiuderà i conti con una giornata d'anticipo, il 29 giugno 1930. E' ancora una vittoria sulla Juventus, 2-0, a sancire l'ufficialità del titolo tricolore, con Peppino Meazza che conquista anche la classifica cannonieri con 31 reti, 10 in più del romanista Volk. L'Inter può permettersi il lusso di perdere l'ultima partita sul campo del Modena per 2-0 e chiude con 2 punti di vantaggio sul Genoa.

L'INTER CAMPIONE 1930
Portieri: Degani, Smerzi.
Difensori: Allemandi, Bolzoni, Coppo, Gianfardoni, Pietroboni.
Centrocampisti: Castellazzi, Ciminaghi, Gasparini, Rivolta, Viani.
Attaccanti: Balestrini, Blasevich, Conti, Meazza, Pedrazzini, Povero, Rizzi, Serantoni, Visentin.
 
 
1937-38
Stavolta non passano 10 anni, ne bastano 8. L'Ambrosiana-Inter ha ancora Meazza in squadra ma la vera novità è Annibale Frossi, l'attaccante esterno che ha la particolarità di giocare con gli occhiali e che è stato l'eroe delle Olimpiadi di Berlino 1936, vinte dall'Italia. Si comincia a delineare anche la figura dell'allenatore, che nei primi campionati era un misto tra un preparatore atletico e un accompagnatore. Sulla panchina nerazzurra c'è Armando Castellazzi, che guida una squadra capace di uscire alla distanza. L'Ambrosiana comincia con un pareggio per 3-3 sul campo della Lucchese e dunque deve inseguire fin dalla prima giornata. La sconfitta di Bologna alla quinta giornata rende ancora più difficile l'impresa dell'Ambrosiana. A 4 giornate dalla fine, la Juventus ha ancora 3 punti di vantaggio, 37 contro 34. Poi ecco la sequenza vincente. Alla 27.a giornata l'Ambrosiana batte l'Atalanta per 1-0 e la Juve perde per 2-0 a Trieste. Alla 28.a doppio pareggio per l'Ambrosiana a Torino con i granata e per la Juventus a Bologna. Alla penultima ecco il sorpasso: Inter-Roma 1-0 con gol di Ferrari, Juventus-Liguria 0-1, Meazza e Frossi firmeranno poi il trionfo per 2-0 a Bari in un'ultima giornata nella quale la Juve non andrà oltre l'1-1 sul campo del Milan. E' il 4° scudetto e Meazza vince ancora la classifica cannonieri con 20 reti.

L'INTER CAMPIONE 1938
Portieri: Peruchetti.
Difensori: Ballerio, Buonocore, Gattoronchieri, Locatelli, Sala, Setti.
Centrocampisti: Antona, Campatelli, Colli, Ferrara I, Ferrara II, Meneghello, Olmi.
Attaccanti: Bisigato, Ferrari, Ferraris, Frossi, Meazza.
 
 
1939-40
L'Inter fa in tempo a vincere un altro scudetto prima che scoppi la Seconda Guerra Mondiale. Non c'è più il grande Meazza, ancora tesserato per l'Ambrosiana ma fermato da un infortunio (a fine stagione si trasferirà al Milan), l'Ambrosiana non acquista giocatori di primissimo piano ma disputa un torneo all'insegna della regolarità. Già alla prima giornata mette le cose in chiaro travolgendo la Juventus con un secco 4-0, doppiette di Rossi e Guarnirei. Eppure i bianconeri alla fine saranno terzi in classifica. L'Ambrosiana resta 7 partite in  una posizione diversa dalla prima, vale a dire dalla sconfitta della 2.a giornata sul campo del Venezia alla vittoria della 9.a giornata sul campo del Torino. Il campionato si risolverà in una lotta tra Inter e Bologna, con gli emiliani incapaci di tenere il ritmo soprattutto nella fase finale del girone d'andata. All'11.a giornata d'andata i rossoblu avevano un punto di vantaggio sull'Ambrosiana, in quella successiva non hanno approfittato della sconfitta nerazzurra nel derby (0-3) pareggiando a Venezia. Il sorpasso quasi decisivo è alla 26.a giornata, ma il calendario riserva lo scontro diretto proprio all'ultima giornata, con un solo punto di vantaggio per l'Inter. Si gioca a Milano e l'Inter vince per 1-0 con gol di Ferraris II al 9'. Così il 2 giugno 1940 l'Ambrosiana-Inter festeggia il 5° titolo.

L'INTER CAMPIONE 1940
Portieri: Caimo, Peruchetti.
Difensori: Ballerio, Battaia, Buonocore, Locatelli, Poli, Setti.
Centrocampisti: Campatelli, Candiani, Caracciolo, Demaria, Meneghello, Olmi, Pozzo.
Attaccanti: Barsanti, Ferrari, Ferraris, Frossi, Guarnirei, Rebuzzi, Rovelli.
 
 
1952-53
Lo scudetto del 1952-53 rappresenta una novità assoluta nel calcio italiano. Non vale più il teorema secondo il quale per vincere serve un attacco atomico. D'ora in poi l'importanza della difesa diventa fondamentale. Tant'è che i nerazzurri vincono il loro primo scudetto del Dopoguerra segnando appena 46 reti contro le 73 della Juventus e le 64 del Milan. L'Inter ha in panchina Alfredo Foni, gloria della Nazionale italiana, campione del mondo nel 1938. Da allenatore è uno dei maestri di quello che poi diventerà il catenaccio. La sua Inter 1952-53 è basata su uno straordinario rigore tattico e sulla grande libertà lasciata a Stefano Nyers. Il cammino dell'Inter è regolarissimo e solamente nelle prime giornate la Roma e il Milan riescono a tenerle testa. La squadra di Foni prende il comando alla 7.a giornata vincendo per 1-0 il derby con gol di "Veleno" Lorenzi a pochi minuti dalla fine dopo che Nyers ha sbagliato un rigore. Poi i nerazzurri non mollano mai il primo posto, ingaggiando un duello a distanza con la Juventus che alla fine chiuderà al secondo posto. In realtà però l'Inter vince lo scudetto con 3 giornate d'anticipo travolgendo per 3-0 il Palermo nel giorno in cui la Juve perde con lo stesso punteggio sul campo della Roma.

L'INTER CAMPIONE 1952-53
Portieri: Ghezzi.
Difensori: Blason, Giacomazzi, Giovannini, Grava, Padulazzi.
Centrocampisti: Broccini, Buzzin, Fattori, Mazza, Morin, Neri, Nesti.
Attaccanti: Armano, Brighenti, Lorenzi, Mazzoni, yers, Skoglund.
 
 
1953-54
Per la prima volta nella sua storia, l'Inter vince 2 scudetti consecutivi. Merito ancora del profeta Alfredo Foni, che conferma quasi completamente la rosa della precedente stagione. I soli innesti sono Cavalli, Zamballi e Vincenzi, ma solo Vincenzi e dal girone di ritorno riesce a ritagliarsi un certo spazio. Stavolta il campionato è straordinariamente combattuto fino all'ultima giornata e l'Inter lo vince di un solo punto, ancora sulla Juventus. Inter e Juventus arrivano alla 31.a giornata appaiate a 46 punti. Alla 32.a si giocano Palermo-Inter e Atalanta-Juventus. I nerazzurri vanno due volte in vantaggio e due volte si fanno raggiungere, l'ultima da Cavazzuri al 17' del secondo tempo. Rientrano negli spogliatoi a testa bassa, pensando di aver perso lo scudetto. Qualcuno accende la radio e scopre che la Juventus ha perso per 3-2. In svantaggio per 3-0, è riuscita solamente a segnare 2 gol con John Hansen e Boniperti. La tristezza lascia spazio all'allegria, l'Inter è prima da sola e manterrà questa posizione fino alla fine, vincendo le ultime due gare contro il Torino (2-0) e la Triestina (4-2), rendendo inutili le due contemporanee vittorie della Juve. Stavolta però nessuno può parlare di gioco utilitaristico dei nerazzurri, che con 67 reti all'attivo risultano l'attacco più forte del campionato, meglio del Milan terzo classificato (66 gol) e della stessa Juventus (58).

L'INTER CAMPIONE 1953-54
Portieri: Ghezzi.
Difensori: Blason, Giacomazzi, Giovannini, Padulazzi, Vincenzi.
Centrocampisti: Broccini, Buzzin, Fattori, Mazza, Neri, Nesti.
Attaccanti: Armano, Brighenti, Lorenzi, Nyers, Skoglund, Zambaiti.
 
 
1962-63
E arriva anche il ciclo di Angelo Moratti. Il padre di Massimo prende l'Inter nel 1955 e non gli risulta facile costruire una squadra vincente. Passa attraverso vari tentativi, poi indovina il nome dell'allenatore giusto: Helenio Herrera. Il mitico HH sbarca in Italia nel 1960 proveniente dal Barcellona e stupisce tutti con i suoi metodi, le sue interviste aggressive, il suo linguaggio colorito. Non vince subito, ma fa capire che sta costruendo qualcosa di grande. Infatti nel 1963 riporta lo scudetto in casa nerazzurra dopo 10 anni di digiuni. Herrera mette tutto quello che può nel suo lavoro e ottiene il massimo dai suoi giocatori. L'Inter 1962-63 segna meno di Bologna e Roma che arrivano molti punti dietro, ma subisce appena 20 gol in 34 partite. L'Inter è già una squadra ricca di fuoriclasse, Giacinto Facchetti e Sandro Mazzola sono nazionali, Luisito Suarez è uno straordinario leader che con i suoi lanci illuminanti riesce a ribaltare il gioco in un millesimo di secondo. Come spesso è avvenuto nella storia, questa vittoria dell'Inter viene parzialmente oscurata dal trionfo del Milan in Coppa dei Campioni a Wembley contro il Benfica di Eusebio. Ma questo è un particolare che il seguito della storia farà diventare insignificante, l'Inter di Herrera saprà rifarsi abbondantemente anche in Europa nei 2 anni successivi.

L'INTER CAMPIONE 1962-63
Portieri: Buffon, BUgatti, Ferretti.
Difensori: Bolchi, Burgnich, Dellagiovanna, Facchetti, Guarneri, Picchi.
Centrocampisti: Maschio, Masiero, Suarez, Tagnin, Zaglio.
Attaccanti: Bettini, Bicicli, Corso, Di Giacomo, Hitchens, Jair, Mazzola, Morello.
 
 
1964-65
Tra il 1963 e il 1965 c'è un buco che forse non doveva esserci. Qualcuno ne parla ancora oggi. Nel 1964 lo scudetto è andato al Bologna dopo uno spareggio vinto per 2-0 proprio contro l'Inter. Ma Helenio Herrera definirà quel trionfo emiliano "lo scudetto del pipì", proprio così, storpiando un po' l'italiano. Già, perché all'inizio di marzo 5 giocatori del Bologna sono stati accusati di doping, il Bologna è stato penalizzato ma poi graziato dalla Corte d'Appello Federale per l'impossibilità di fare le controanalisi. E nello spareggio un'Inter ormai svuotata ha perso male. Nel 1965 invece l'Inter si riprende lo scudetto con autorità. Herrera - che nel frattempo ha vinto la Coppa dei Campioni del 1964 - chiede ai suoi giocatori una grande prova d'orgoglio e la ottiene. Il campionato è un duello con il Milan e alla fine l'Inter arriva con 3 punti di vantaggio sui cugini. Nasce proprio qui la leggenda della formazione mandata a memoria da tutti i tifosi interisti: "Sarti... Burgnich... Facchetti... Tagnin... Guarneri... Picchi... eccetera". E' anche l'anno in cui l'Inter mette a segno una magica doppietta, perché oltre al campionato vince ancora la Coppa dei Campioni, senza dimenticare la Coppa Intercontinentale. Un trionfo su tutta la linea, la massima espressione dell'Inter morattiana e herreriana.

L'INTER CAMPIONE 1964-65
Portieri: Bugatti, Di Vincenzo, Sarti.
Difensori: Burgnich, Dellagiovanna, Facchetti, Guarneri, Landini, Picchi.
Centrocampisti: Bedin, Malatrasi, Suarez, Tagnin.
Attaccanti: Canella, Corso, Domenghini, Giori, Jair, Mazzola, Milani, Peirò.
 
 
1965-66
Terzo scudetto in quattro anni, senza contare uno scudetto che teoricamente doveva essere vinto e invece è stato perso allo spareggio. Il 1966 rappresenta la chiusura del cerchio, l'ultima vittoria dell'era di Angelo Moratti ed Helenio Herrera, che chiuderà la sua avventura interista nel 1968 con un bilancio di 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali, non prima di aver perso clamorosamente un altro scudetto (sconfitta a Mantova all'ultima giornata) e un'altra Coppa dei Campioni (finale contro il Celtic) nel 1967. Invece nel 1966 l'Inter vince il campionato chiudendo con 4 punti di vantaggio sul Bologna e 5 sul Napoli. La squadra di Herrera risulterà anche il miglior attacco con 70 reti e la miglior difesa con 28 gol al passivo. E' anche l'anno in cui Sandro Mazzola segna 19 gol ma non riesce a tenere testa a Luis Vinicio, che vincerà la classifica cannonieri con 25 gol vestendo la maglia del Vicenza. Le cose vanno meno bene in Coppa dei Campioni, perché l'Inter trova sulla sua strada il Real Madrid e viene eliminata con un 1-1 in casa (gol di Amancio e Facchetti) dopo l'1-0 subito in Spagna, gol di Pirri. Sono i primi segnali di un declino di HH, perché la critica se la prende con il tecnico per l'impostazione della semifinale d'andata. Herrera puntava allo 0-0, invece l'1-0 lo condanna.

L'INTER CAMPIONE 1965-66
Portieri: Miniussi, Sarti.
Difensori: Burgnich, Facchetti, Facco, Guarneri, Landini, Picchi.
Centrocampisti: Bedin, Cordova, Malatrasi, Suarez.
Attaccanti: Canella, Cappellini, Corso, Domenghini, Gori, Jair, Mazzola, Peirò.
 
 
1970-71
Cambia decennio e cambia anche era geologica per l'Inter, nel senso che Angelo Moratti nel 1968 ha ceduto la società a Ivanoe Fraizzoli, industriale tessile, signore d'altri tempi innamoratissimo dei colori nerazzurri. Dopo qualche tentativo andato male, Fraizzoli consegna all'inizio della stagione 1970-71 la squadra nelle mai di Heriberto Herrera, omonimo ma non parente del grande Helenio, soprannominato HH2. Heriberto aveva allenato la Juventus e si era conquistato la fama di "ginnasiarca", vero e proprio maniaco della preparazione atletica. Ma al gruppo dell'Inter certi metodi non piacciono molto. Va bene il lavoro fisico, ma le idee tattiche di HH2 imprigionano troppo le personalità dei giocatori. Dopo 6 giornate l'Inter va malissimo e i giocatori convincono Fraizzoli a esonerare il tecnico. Al suo posto arriva Gianni Invernizzi, un allenatore che non lascerà molte tracce nella storia nerazzurra, anzi resterà nei ranghi societari a vari titoli. Invernizzi ha il pregio di essere amico dei giocatori e di farli rendere come sanno. Inizia la rimonta e alla fine i nerazzurri arriveranno primi con 4 punti di vantaggio sul Milan. Roberto Boninsegna è capocannoniere del campionato con 24 reti, stacca Prati che si ferma a 19. L'anno seguente l'Inter raggiungerà la finale della Coppa dei Campioni, che perderà contro l'Ajax.

L'INTER CAMPIONE 1970-71
Portieri: Bordon, Vieri.
Difensori: Bellugi, Burgnich, Cella, Facchetti, Giubertoni, Righetti.
Centrocampisti: Achilli, Bedin, Bertini, Fabbian, Frustalupi, Mazzola, Oriali.
Attaccanti: Boninsegna, Corso, Jair, Pellizzaro, Reif.
 
 
1979-80
Ivanoe Fraizzoli vince il suo secondo scudetto nel 1979-80. Anno stranissimo, perché in pieno campionato scoppia il primo Calcioscommesse, che porterà a retrocedere in serie B il Milan terzo classificato in campionato e la Lazio, 13.a classificata. L'impresa dell'Inter non viene però minimamente intaccata da tutto questo caos. In panchina c'è Eugenio Bersellini detto "il sergente di ferro", un tecnico che non inventa niente di nuovo ma riesce a far maturare giocatori come Beccalossi e Altobelli, il primo ricchissimo di creatività, il secondo terminale perfetto di tutte le giocate. L'Inter resta in testa alla classifica dalla prima all'ultima giornata. Addirittura il 2-0 al Pescara con cui si inaugura il campionato porta i nerazzurri subito al comando da soli, in virtù dei 7 pareggi usciti dale altre gare della serie A. Lo scudetto viene festeggiato con 2 giornate d'anticipo, la partita è Inter-Roma 2-2 e l'Inter la raddrizza proprio alla fine con un gol del difensore Mozzini. Borsellini l'anno successivo porterà l'Inter alla semifinale di Coppa dei Campioni, dove verrà eliminata dal Real Madrid con molte recriminazioni. Il 1979-80 è anche l'ultimo anno in cui le frontiere sono chiuse.

L'INTER CAMPIONE 1979-80
Portieri: Bordon, Cipollini.
Difensori: G. Baresi, Bini, Canuti, Mozzini, Occhipinti, Cancheri.
Centrocampisti: Beccalossi, Caso, Marini, Oriali, Pasinato.
Attaccanti: Altobelli, Ambu, Muraro.
 
 
1988-89
Lo scudetto 1988-89 è l'unico dell'era Pellegrini. Il ragionier Ernesto ha acquistato la società da Fraizzoli nel 1984, ha stupito la gente prendendo Rummenigge e nel 1986 ha strappato il mitico Giovanni Trapattoni alla Juventus. Nei primi 2 anni anche non riesce a far fare il salto di qualità, ma nell'estate del 1988 il presidente azzecca tutti gli acquisti: Matthaeus, Brehme, Berti, Bianchi, Diaz. Il campionato torna a 18 squadre e inizia solo a ottobre per permettere alla squadra azzurra di giocare le Olimpiadi di Seul. L'Inter vive un precampionato tesissimo, perde molte amichevoli e va male anche in Coppa Italia, facendosi eliminare già nella prima fase. Poi inizia il campionato e magicamente va tutto a posto. L'Inter inizia subito a vincere e non si ferma più. Matthaeus si dimostra un leader straordinario, Serena un goleador fantastico che chiuderà la stagione con 22 gol all'attivo. L'Inter perde la sua prima partita solamente all'ultima giornata d'andata contro la Fiorentina e in maniera rocambolesca, 4-3. Poi riprende a macinare gli avversari. Il trionfo si celebra a 4 giornate dalla fine, quando i nerazzurri battono il Napoli 2-1. Decide una gran punizione di Matthaeus, alla fine la squadra di Maradona avrà 11 punti di distacco, l'Inter stabilirà il record di 58 punti in 34 partite, imbattuto nell'era dei 2 punti per vittoria.

L'INTER CAMPIONE 1988-89
Portieri: Malgioglio, Zenga.
Difensori: G. Baresi, Bergomi, Brehme, Ferri, Galvani, Mandorlini, Rivolta, Verdelli.
Centrocampisti: Berti, Bianchi, Fanna, Matteoli, Matthaeus, Rocco.
Attaccanti: Diaz, Morello, Serena.
 
 
2005-06
Il 14° scudetto dell'Inter si è portato dietro delle polemiche che finiranno chissà quando. Il titolo viene assegnato a tavolino dopo il processo per Calciopoli. In realtà sul campo vince la Juventus, che con 91 punti stabilisce anche un teorico record poi cancellato proprio dall'Inter l'anno successivo. Il Milan sarebbe secondo ma viene penalizzato di 30 punti. L'Inter si cuce lo scudetto sul petto avendo chiuso al terzo posto nella classifica del campo, a quota 76 punti. Per la squadra nerazzurra è una stagione ricca di polemiche più che di trionfi, l'allenatore Roberto Mancini rischia varie volte di essere esonerato, si parla di diversi sostituti, ma poi rimane al suo posto. E' il primo scudetto per Massimo Moratti, figlio del grande Angelo, che ha rilevato un'Inter sull'orlo del fallimento da Ernesto Pellegrini il 18 febbraio del 1995. Moratti definirà questo successo "lo scudetto degli onesti", una frase che alimenterà una nuova rivalità con i tifosi della Juventus, anche se in realtà lo scandalo Calciopoli ha azzerato i vertici bianconeri.

L'INTER CAMPIONE 2005-2006
Portieri: Julio Cesar, Orlandoni, Toldo.
Difensori: Andreolli, Bonucci, Burdisso, Cordoba, Favalli, Materazzi, Mihajlovic, Samuel, Wome, J. Zanetti, Zè Maria.
Centrocampisti: Aloe, Cambiasso, Cesar, Figo, Kily Gonzalez, Maa Boumsong, Pizarro, Solari, Stankovic, Veron, C. Zanetti.
Attaccanti: Adriano, Cruz, Germinale, Martins, Recoba, Slavkovski.
 
 
2006-07
Una sinfonia nerazzurra, dalla prima all'ultima giornata. E' l'anno della Juventus in serie B, delle penalizzazioni per alcune teoriche e potenziali concorrenti, ma l'Inter cancella tutto con un colpo di spugna. I 97 punti conquistati sono un'enormità, un traguardo che sarà difficile per chiunque tagliare un'altra volta. Addirittura il cannibalismo della squadra nerazzurra sembrava portare oltre i 100 punti, ma è anche normale prendersi un minimo di pausa ogni tanto. Da record anche i 22 punti di vantaggio sulla Roma seconda classificata, una Roma tutt'altro che scarsa, capace di arrivare nei quarti di finale in Champions League e di vincere la Coppa Italia. Ma l'Inter 2006-2007 è forte, fortissima. Ha preso Ibrahimovic e Vieira dalla Juventus, ha trovato un portiere straordinario in Julio Cesar e nonostante le lune storte di Adriano ha una serie di attaccanti che si danno il cambio in un'ideale staffetta del gol. Vince sempre e ovunque, perde solo una partita in casa contro la Roma, ma serve solo a rimandare di poco la festa scudetto. In tutta la stagione sbaglia solo mezza partita, ma purtroppo per Mancini e Moratti è proprio quella che non doveva essere sbagliata, l'ottavo di finale di Champions League a San Siro contro il Valencia. Al ritorno arriva uno scialbo pareggio con rissa finale e raffica di squalifiche. Una macchia in una stagione straordinaria, che rimarrà a lungo nella storia nonostante l'assenza della Juventus e la penalizzazione del Milan.
 
L'INTER CAMPIONE 2006-07
Portieri: Carini, Julio Cesar, Orlandoni, Toldo.
Difensori: Andreolli, Burdisso, Cordoba, Grosso, Maicon, Materazzi, Samuel, J. Zanetti.
Centrocampisti: Cambiasso, Dacourt, M. Gonzalez, Figo, Maxwell, Solari, Stankovic, Vieira.
Attaccanti: Adriano, Choutos, Crespo, Cruz, Ibrahimovic, Recoba.
 

2007/08

Un campionato strano, che inizia così così, decolla in maniera trionfale e poi rischia di sfasciarsi proprio quando non resta che atterrare verso lo scudetto, artigliato comunque grazie alla storica doppietta di Ibrahimovic, appena entrato in campo, nell'ultima partita di Parma. I nerazzurri hanno un primissimo inciampo già alla prima giornata, quando pareggiano in casa con l'Udinese, offrono prestazioni alterne, poi svoltano alla sesta giornata, quando nello scontro diretto di Roma travolgono 4-1 i giallorossi. Da lì fino a Natale, i manciniani mangiano punti e avversari arrivando ad assommare sette punti di vantaggio sulla Roma. Il distacco si dilata ancora di più nelle prime settimane del 2008 e raggiunge gli 11 punti, ma qualcosa, nel gioco dell'Inter, si rompe. Certe vittorie arrivano anche a causa di decisioni arbitrali favorevoli ai nerazzurri che suscitano polemiche. La discesa, però, comincia nel momento in cui il contraccolpo psicologico dell'eliminazione dalla Champions subìta dal Liverpool e dalle conseguenti "dimissioni" di Mancini si unisce all'evidente calo fisico. L'Inter pareggia a fatica in casa il big match con la Roma, poi comincia incappare in sconfitte (Napoli, Juventus a San Siro) e in pareggi come quelli con la Sampdoria e con la Lazio. La Roma si riporta a 4 punti, che diventano 3 dopo il ko nerazzurro nel derby di ritorno. Penultima giornata. La gara interna col Siena, con una vittoria, può chiudere definitivamente i conti: invece Materazzi fallisce il rigore della vittoria, i toscani strappano il 2-2 e la Roma, ora, è a un solo punto. I verdetti sono rinviati all'ultima tornata. Alla fine dei primi tempi, la Roma vince a Catania e l'Inter è bloccata sullo 0-0 a Parma. Ibrahimovic, assente per infortunio nelle ultime domeniche, si alza dalla panchina dall'intervallo ed è il deus-ex-machina: doppietta nel giro di pochi minuti sotto il diluvio. E l'Inter, finalmente, può cantare sotto la pioggia.

Portieri: Julio Cesar, Orlandoni, Toldo
Difensori: Burdisso, Chivu, Cordoba, Maicon, Maxwell, Materazzi, Rivas, Samuel, J.Zanetti
Centrocampisti: Cambiasso, Cesar, Dacourt, Figo, Jimenez, Maniche, Pelé, Solari, Stankovic, Vieira
Attaccanti: Adriano, Balotelli, Crespo, Cruz, Ibrahimovic, Suazo

16 maggio 2009