Girardelli: "Cambiamo lo sci, bisogna andare in Oriente"

L'ex sciatore: "Il futuro è in Cina e India"

di STEFANO VEGLIANI

Girardelli: "Cambiamo lo sci, bisogna andare in Oriente"

Per festeggiare i suoi trent'anni il Comitato Organizzatore dello slalom gigante della Val Badia ha organizzato la Ski Challenge dei Giganti, un breve gigante a squadre composte da un campione del passato (possibilmente che abbia vinto sulla Gran Risa) un ospite Special Guest e uno sciatore paralimpico del comitato altoatesino. Vittoria della squadra di Rainer Salzgeber che aveva come special guest l’oro olimpico Jean Luca Cretier.

Tra i campioni che hanno fatto la storia dello sci non poteva mancare Marc Girardelli, uno che non si vede spesso alle gare di Coppa del Mondo, ma che non si puo' dimenticare per la sua personalità e naturalmente per essere stato avversario di Alberto Tomba. Quarto classificato allo Ski Challenger dei Giganti. Per Girardelli, austriaco di nascita ma sciatore per il Lussemburgo, qui un successo nel 1992, una carriera fantastica con le sue 5 Coppe del Mondo. Atleta mai banale, anche ora che ha 52 anni non ha perso la voglia di fare, sperimentare, di esplorare il mondo degli affari.

"Il mio business principale ora è portare la gente a sciare, non faccio il maestro, ma accompagno gruppi di aziende oppure ospiti Vip" racconta Girardelli "perché la montagna è il mio mondo e sciare mi piace sempre. Ieri ero con un gruppo di 26 persone a Sankt Anton in Austria. In società con Bode Miller ho un marchio di sci, realizzati in Italia, che si chiama Bomber: sci di altissima gamma, una parte della collezione con serigrafie di Basquiat e Keith Hering. Siamo molto contenti anche se è appena l'inizio. Inoltre lavoro con un'azienda del Lichtenstein che produce apparati terapeutici per il recupero dagli infortuni: io con le mie 18 operazioni sono un esperto". Marc indossa un paio di strani occhiali con la montatura di legno che rappresentano un nuovo progetto ancora allo studio. una volta smesso di sciare aveva tentato fortuna in Cina aprendo un'attività con il padre ma non era andata bene, non erano pronti.

"Comunque l'Europa alpina è satura e i nuovi mercati sono all'Est e in Oriente, Cina e India soprattutto" continua Marc "dobbiamo portare la il nostro sport e anche la nostra visione di come viviamo la montagna, quello è il futuro. La Coppa del Mondo purtroppo è uguale da quarant'anni, non cambia nulla. Secondo me sono gli organizzatori che possono contribuire al cambiamento, proprio con eventi come questo con i campioni che sono la memoria storica dello sci e grandi ospiti. A Kitzbuhel lo fanno da tempo. Ed è la gara di sci più famosa del mondo, non solo perché la pista è difficile e spettacolare".

Naturalmente ci vogliono personaggi che diventino famosi del mondo. Marcel Hirscher che ha vinto il gigante della Gran Risa in recupero è un atleta straordinario che probabilmente sarà difficile da battere ancora per un po', ma la sua immagine fuori dall'austria non "buca". Giradelli ha vissuto gli anni magici di Tomba. Ha corso in Coppa del Mondo dal 1980 al 1997 (tomba dall'85 al 98); è stato il primo a vincere in tutte le specialità (discesa, superg, gigante, slalom e combinata) nello stessa stagione, en plein riuscito poi solo a Bode Miller (ma senza Combinata) molti anni dopo.

"Guarda Kristian Ghedina, il miglior discesista Italiano di sempre che però non ha mai vinto una medaglia olimpica e una Coppa del Mondo di specialità" continua Girardelli "è famoso in tutto il mondo, Von Grueningen che ha vinto più di 20 giganti fuori dalla Svizzera non lo ricorda nessuno. Gli anni assieme ad Alberto sono stati straordinari, non si può non volergli bene. Ci sentiamo ancora ogni tanto, mi è sempre stato simpatico, sicuramente una persona intelligente, peccato che non abbia fatto qualcosa di nuovo e significativo finita la carriera di atleta. Secondo me gli è mancato un po' di coraggio legato alla paura di sbagliare e magari di essere criticato. L'anno prossimo per i suoi 50 anni bisogna fare una grande festa".

Come detto Marc Giradelli non frequenta spesso il Circo Bianco, ma è attento a quello che succede: "Vediamo se l'esperimento dello slalom parallelo che torna proprio qui in Val Badia può funzionare. Sicuramente è una gara più spettacolare di quella per nazioni che fanno ai mondiali e alle finali: non ci sono più di 5 nazioni che possono puntare al podio, è una gara un po' povera. Il parallelo con 32 partenti è una gara veloce che mantiene sempre una buona suspence fino all'ultimo. Credo sia una buona idea".

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