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Cuffiette sì o no? Ecco quello che c'è da sapere

Musica e corsa, un tema molto dibattuto: quale tipologia, a quale volume, in quale modalità?

Cuffiette sì o no? Ecco quello che c'è da sapere

C’è chi senza cuffiette non si allaccia nemmeno le scarpe, chi ha salvato playlist per ogni tipologia di allenamento, c’è chi invece ama ascoltare solo se stesso, il rumore dei passi e l’ansimare del fiato. Il tema è da sempre dibattuto: musica sì o musica no durante la corsa? E se sì quale tipologia, a quale volume, in quale modalità?

Tra i vari suggerimenti vi è quello di scegliere brani con bpm (beats per minute/battiti al minuto) simili al ritmo del proprio cuore durante la corsa. Musica come metronomo del runner per mantenere un ritmo costante di corsa anche distraendosi. Potrebbe addirittura paragonarsi a una sorta di doping perché in grado di stimolare una risposta più efficiente in termini di prestazione.

Sicuramente gli auricolari rientrano tra gli accessori preferiti dai podisti, partner inseparabili durante un allenamento, ma a volte anche in gara. Da tempo si discute del loro utilizzo durante le competizioni e il vivace dibattito ha coinvolto atleti, giudici e organizzatori.

L’unico chiaro richiamo normativo lo troviamo nella Regola 144.3 b) che vieta, tra gli altri, tutti gli strumenti riproduttori di musica o altro sul “luogo di gara”, in quanto potenzialmente atti a comunicare verso l’esterno e possibili portatori di assistenza diretta da parte degli allenatori o di altre persone. Ma l’uso degli auricolari può essere considerato assistenza? O è un problema di sicurezza che deriva dall’isolamento acustico dal mondo esterno?

Un’interpretazione molto restrittiva porterebbe a dire che l’intero percorso di una manifestazione su strada è da considerarsi “luogo di gara” e quindi tale da vietarne l’uso. È una visione rigida, ma è quella più ortodossa. C’è poi il problema della sicurezza: ascoltare musica porta necessariamente all’attutimento degli stimoli acustici provenienti dall’esterno che, sommati all’affaticamento derivante dall’azione di corsa, possono causare reazioni tardive a ipotetici pericoli, soprattutto dove la riapertura delle strade avviene quando vi sono ancora molti podisti lungo il percorso.

Sulla musica come doping psicologico, così come considerato dalla Federazione statunitense, non esistono (ancora) richiami normativi.


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Running
Corsa
Musica

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