Fidel Castro: "La mafia si è burlata del Cio"
L'ex leader maximo di Cuba va all'attacco e difende Angel Valodia Matos

Il leader cubano Fidel Castro ha difeso il comportamento dell'atleta di taekwondo Angel Valodia Matos, squalificato a vita per aver colpito con un calcio un arbitro, denunciando nel contempo ''la mafia che si è attrezzata per farsi gioco delle regole del Comitato olimpico''.
In un articolo pubblicato dal portale Cubadebate, Castro ha ricordato di aver ''denunciato le ripugnanti azioni mercenarie'' per danneggiare lo sport dell'isola, e che in questo spirito ''è giustificabile'' la reazione di Valodia Matos, visto che i cubani avevano anche menzionato un tentativo del Kazakhstan di comprare l'incontro.
''Ho visto quando alcuni giudici hanno sfacciatamente rubato gli incontri a due pugili cubani nelle semifinali'', ha proseguito l'ex capo dello Stato cubano, che ha rigettato ''il professionismo che è stato introdotto nelle Olimpiadi per interessi commerciali e che ha trasformato lo sport e gli sportivi in semplice mercanzia''.
Alludendo al magro bilancio in medaglie d'oro registrato dalla rappresentativa dell'isola a Pechino 2008, Castro ha sostenuto che gli atleti cubani che hanno partecipato alle gare e che ''invece dell'oro hanno portato medaglie d'argento, di bronzo o buone posizioni, hanno un grande merito come rappresentanti dello sport dilettantistico che fu all'origine della rinascita del movimento olimpico''.
Castro, infine, ha anticipato i suoi sentimenti sul prossimo appuntamento delle Olimpiadi di Londra 2012. ''Non lasciamoci irretire dai sorrisi che già vengono da Londra'', ha osservato, perché ''là ci sarà lo sciovinismo europeo, la corruzione degli arbitri, l'acquisto di muscoli e cervelli, costi esagerati ed una forte dose di razzismo. Non si può neppure lontanamente sognare - ha concluso - che Londra raggiungerà il grado di sicurezza, disciplina e entusiasmo che ha caratterizzato l'evento di Pechino".
25 agosto 2008





