Italia regina di medaglie di legno

A Pechino raccolti ben 13 quarti posti

Paese che vai, scaramanzia che trovi. Sta di fatto che all'Italia olimpica il 13 non ha portato troppa fortuna a Pechino. Tredici come le medaglie di legno che gli azzurri hano raccolto nelle due settimane di gara in Cina. Record poco ambito per il nuoto, con quattro quarti posti, e poi la ginnastica con tre. Quindi uno ciascuno per canoa, canottaggio, scherma, vela, taekwondo e pallavolo. Ben nove di più rispetto alle quattro di Atene 2004.

A pagare il conto più salato sono stati i nuotatori. E non sono stati pochi gli azzurri che si sono mangiati le mani, visto che per ben due volte è toccato alle staffette maschili di stile libero, la 4x100 e la 4x200, chiudere ai piedi del podio. Così come per Alessio Boggiatto nei 400 misti e Valerio Cleri nella 10 km di fondo.

Medaglie di legno ancor più amare per i ginnasti. Perché questa volta non è stato un cronometro imparziale a sancire la "sconfitta", ma una giuria di umani. Così Andrea Coppolino agli anelli e Igor Cassina alla sbarra si nono visti negare un podio che meritavano, mentre le ragazze della ritmica sono state defraudate nel concorso a squadre.

L'acqua ha regalato un po' di amarezza anche al portapandiera Antonio Rossi, che, insieme ai compagni del K4 1000 metri, Franco Benedini, Alberto Ricchetti e Luca Piemonte, non ha portato a termine per un soffio una clamorosa rimonta. Delusione divisa per due Marcello Miani ed Elia Luini nel doppio pesi leggeri in una spedizione, quella del canottaggio, che però ha raccolto ancora meno.

Tanta rabbia, invece, per i fratelli Gianfranco e Piero Sibello, protagonisti, loro malgrado, del caso 49er, la classe della vela finita davanti al Tas dopo che i vincitori danesi hanno utilizzato nella regata decisiva la barca dell'equipaggio croato. Un caso che ha lasciato pesanti strascichi e che, forse, non ha visto ancora scrivere la parola fine.

Veronica Calabrese nel taekwondo si è consolata con l'argento del fidanzato Mauro Sarmiento ottenuto 24 ore dopo aver perso il bronzo letteralmente all'ultimo calcio.

Non può dire lo stesso la grande Giovanna Trillini, che si è vista strappare la medaglia del fioretto da Margherita Granbassi in una giornata in cui le due compagne di squadra (l'oro è andato alla Vezzali) hanno avuto qualcosa da festeggiare tranne lei.

Infine, il quarto posto del volley maschile, schiacciato dalla Russia nella "finalina" e con il rammarico di non essere stato capace di sfruttare le debolezze del Brasile nella semifinale.

Tanto legno, che ora tutti brucerebbero ma che, tra quattro anni, potrebbe dare vita a qualche ramo nuovo. Con tanto di fiore.

25 agosto 2008

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