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Pechino: diamo un voto ai 20 big

Le pagelle degli azzurri più attesi

25/08/08

di Andrea Saronni

Poi, grazie alla benedetta miniera di sorprese che è lo sport minore italiano, abbiamo scoperto ed esultato per i Cammarelle, i Minguzzi, le Quintavalle, le Cainero. Prima, invece, guardavamo le stelle, inteso come campioni, campionesse e squadre che, sulla sempre labile carta, dovevano regalarci le basi per un medagliere con la "m" maiuscola a Pechino. Qualcuno ha ottemperato, qualcuno no. Vediamo chi: venti nomi (squadre comprese) per venti pagelle.

Stefano Baldini 6,5 Al 20° chilometro della maratona, con i battistrada lontani oltre 5 minuti e lui galleggiante intorno alla 50.ma posizione, qualcuno stava già intonando il "de profundis". La grande rimonta fino al 12° posto e l'addio, annunciato con misura, al termine dell'ultima grande fatica salva ampiamente la sua Olimpiade. Grazie Stefano e, purtroppo, a non rivederci.

Andrew Howe 3 Come i tentativi ai confini dell'imbarazzanti effettuati in pedana prima di subìre una cocente eliminazione. Ma se perdere ci sta (anche se da vice-campione del mondo era lecito sperare il contrario), non ci sta prendere la cosa come un normale incidente di percorso, con quella filosofia tipo "Ma sì, è lo stesso". In un'Olimpiade, una frase e una prestazione simile annegano nel mare di lacrime di gioia o di delusione versate da chi (praticamente tutti) ci teneva un po' più di lui.

Alex Schwazer 10 Volere è potere: ha voluto questa medaglia d'oro molti, moltissimi chilometri prima dei 50 che, a Pechino, hanno decretato la sua assoluta superiorità nel mondo della marcia. Vittoria, record olimpico e tanta voglia di rimanere grande: e ha solo 24 anni...

Antonietta Di Martino 6 Olimpiade piatta, così come piatto è stato un po' tutto il suo 2008. Ha dato più di altri la sensazione dell'incompiuta: la misura da medaglia era nelle gambe, ma non nella testa, come ha ammesso molto onestamente lei stessa. Faccia comunque ampiamente salvata con la qualificazione alla finale. A differenza di illustri colleghi...

Paolo Bettini 6,5 Il suo grande merito è quello di essersi riscoperto gregario per il vecchio amico Rebellin quando si è accorto che le vacche erano scappate dal recinto. Stavolta non firma il grande acuto, ma conferma di esserci sempre

Volley (nazionale femminile) 5,5 Un'Olimpiade perfetta tra due parentesi che l'hanno distrutta: il dramma di Tai Aguero e la partitaccia contro gli Stati Uniti, dove le ragazze hanno buttato via sogni d'oro giustificatissimi alla vigilia e legittimati dal filotto di vittorie che ha preceduto il crollo nei quarti. E quello che fa rabbia è che non è stato flop tecnico: ma odioso "braccino" nel momento che conta.

Volley (nazionale maschile) 7 Meglio delle colleghe: chi l'avrebbe mai detto? Partita a fari spenti, la squadra di Anastasi ha avuto il pregio di una grande coesione per superare qualche lacuna tecnica e, soprattutto, la serie-record di caviglie slogate, ginocchia incrinate e via dicendo. Peccato solo per la finalina con la Russia: il bronzo sarebbe stato un premio giusto, ma i ragazzi sono arrivati all'appuntamento decisivo letteralmente svuotati.

Federica Pellegrini 9 Voto che non  è un 10, un 11 per la medaglia (d'oro) scelleratamente buttata al vento nei 400 stile. Insieme al record e all'oro nei 200 stile libero, avrebbe composto un mosaico che l'avrebbe direttamente proiettata nella storia dello sport italiano. Dove invece rimane, da subito, la sua tenace, esaltante resistenza al ritorno negli ultimi 50 metri della slovena Isakovic. E' grande e, mascolinamente parlando, ha pure gli attributi. Discorso chiuso.

Filippo Magnini 5 Gettato nella vasca degli squali (Phelps, Sullivan, Bernard) non poteva certo fare miracoli a meno di dotarsi di propulsori sottocutanei. Però nemmeno la qualificazione alla finale dei 100 stile...

Alessia Filippi 9 All'ottavo 800 metri della sua vita si prende un argento in rimonta e perde solo contro la stupefacente albionica Arlington, che distrugge a pinnate il record mondiale. Bravissima, già matura, capace di interpretare le gare: uno dei mattoni per Londra 2012.

Calcio (nazionale maschile) 5 Tre a zero all'Honduras, tre a zero alla Corea: troppo bello, vero? E infatti i ragazzi del calcio hanno voluto chiarirci che anche questa volta pallone e cerchi (cinque) non sarebbero andati d'accordo. Dopo l'oscena melinata col Camerun, la sconfitta voluta, cercata e trovata contro il Belgio, ridotto in 10 e già in svantaggio. La finale, mai come questa volta, era alla nostra portata. Anche noi Messi: alla porta.
 
Vanessa Ferrari 6 Doveva essere l'Olimpiade della consacrazione, è stata quella della sofferenza e delle lacrime. Vanessa ha pagato un prezzo alto ai problemi fisici che ne hanno compromesso la preparazione ed è finita nel gruppo delle anonime: undicesimo posto, la gloria rimasta a chilometri. "Ma io ho dato il massimo", ha singhiozzato con grande dignità davanti ai microfoni. Su questo, Vanessa, nessuno ha avuto nemmeno l'ombra del dubbio. Forza piccola, il mondo non finisce a Pechino.

Josefa Idem 10 Strepitosa, stupefacente, radiosa, immortale: la signora Guerrini è il festival dell'aggettivo. Arduo capire se è stata più grande sulla canoa o appena scesa da essa: al posto che urlare la propria rabbia per un oro scippato da una logica totalmente assente (ma l'ex-aequo, in uno sport come la canoa, è una bestemmia?), ha spaccato le telecamere e i cuori di tutta Italia col suo sorriso, col suo show con i figli, con quella voglia di rispondere "sì" alla domanda "ci sarai anche a Londra?". Per noi la migliore, in assoluto.

Valentina Vezzali 9 Terzo oro consecutivo, bronzo a squadre: la Signora dell'Impossibile ha lasciato il segno ancora una volta. Sulla sua grandezza in pedana, non ci sono parole. Poi, magari, potrebbe limitarsi un pelo a parole: dalle citazioni preordinate di Eros Ramazzotti alla "no-tax operation" sul premio-medaglia, un paio di inciampatine le ha prese...

Margherita Granbassi 8 Brava, bella e finalmente matura: sia nell'individuale che in team si conferma protagonista assoluta, raccoglie bronzi e, soprattutto, l'eredità della grandissima Giovanna Trillini (voto 10). Speriamo voglia essere highlander come le sue due grandi compagne di squadra ed essere in pedana, per vincere, a Londra 2012. Dove non avrà il problema di regalare la maschera al Dalai Lama: il problema vero sarà di quando i tabloid inglesi si accorgeranno della sua avvenenza... 

Aldo Montano 7 Il bellone sciupabambole e catodico si è riscoperto schermidore di razza giusto in tempo per trascinare la squadra di sciabola al bronzo. Non fosse stato per lui, non sarebbe arrivato nemmeno quello. Nell'individuale, invece, da dimenticare. Non si era ancora calato nella parte...

Igor Cassina 6 Qualche errorino, qualche indecisione, forse un pizzico di tensione di troppo determinata anche dall'ambientino che si respirava nei palazzetti della ginnastica. L'oro magari no, ma la sensazione che la medaglia fosse alla sua portata rimane nel palato.

Alessandra Sensini 8,5 Quarta medaglia consecutiva all'Olimpiade e mannaggia a quella regata in cui, arrivando ottava, ha pregiudicato il possibile oro. Un'altra grandissima, che meriterebbe dallo sport italiano una maggiore glorificazione.

Antonio Rossi 6,5
E' entrato a far parte del vastissimo club azzurro del quarto posto: i suoi allievi del K4 non hanno capìto bene la lezione su come si vince. Peccato. Sarebbe stato bello chiudere sul podio. E' stato un perfetto portabandiera anche nelle sue dichiarazioni su Tibet, diritti umani e dintorni. Ci mancherà, eccome.

Canottaggio (nazionale) 4,5 C'era una volta un porto sicuro per la nave della spedizione olimpica italiana. Oggi c'è un argento preso con i denti dall'unico equipaggio ancora a livelli internazionali. Un settore da resettare.

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