Call of Duty War World II: ritorno alle origini


Il lancio del nuovo capitolo di Activision, Call of Duty War World II, è un ritorno alla Grande Storia che ha cambiato gli equilibri del mondo. 


Ritorna agli albori uno dei giochi di guerra più amati di sempre: Call of Duty abbandona gli scenari - e le armi - avveniristici delle ultime edizioni e riscopre uno dei momenti più forti e salienti della storia mondiale: la Seconda Guerra Mondiale, le grandi battaglie, i luoghi che hanno visto cambiare gli esiti del conflitto, ancora una volta sullo schermo. L'ambientazione è quella che tutti ricordiamo e alla quale siamo affezionati: anni Quaranta, colori sbiaditi tra le insegne e i battenti delle finestre, strade polverose e intonaci sgretolati, paesini sconosciuti della campagna francese, grandi distese di sabbia delle spiagge francesi o boschi innevati del centro Europa. Come non tornare a far riecheggiare ancora i colpi dei vecchi fucili d'assalto come l'M1 Garand o l'M1903?



Il gioco sviluppato da Sledgehammer Games esce il 3 novembre, una data che nel 1942 segna la fine della seconda battaglia di El Alamein con la ritirata di Rommel e delle forze italo tedesche. Ma non è nel deserto che si combatte "per gioco". Le mappe classiche che rivivono nella modalità multiplayer si trovano sulla spiaggia della Normandia a Pointe du Hoc, appena dopo "il giorno più lungo" della storia del Novecento, tra trincee e bunker distrutti, nella Foresta delle Ardenne nel freddo inverno sotto una coltre di neve e a Gibilterra, strategico avamposto britannico per il controllo del Mediterraneo.


Ogni giocatore può scegliere una Divisione alla quale partecipare, con caratteristiche diverse come addestramento base e specifico, dotazione armi e abilità: questo approccio consente di progredire attraverso il gioco all'interno della divisione scelta. Si può scegliere tra Fanteria, Aviotrasportato, Corazzato, Montana e Spedizionieri a seconda del gioco che si preferisce affrontare: chi ama posizionarsi da cecchino non potrà che preferire la divisione montana, chi ama sparare in movimento, non potrà che optare per la fanteria.

La modalità Guerra è invece una nuova esperienza di gioco dove è importante fare gioco di squadra e coordinarsi per sconfiggere il nemico: i giocatori in multiplayer vengono calati con una storia a parte all'interno delle grandi battaglie della Seconda Guerra Mondiale. L'obiettivo non è uccidere il maggior numero di nemici ma è portare a termine un comando strategico ben preciso che divide i due schieramenti: c'è chi dovrà attaccare e chi dovrà impedire che si consegua l'obiettivo. Una modalità per gli appassionati del gioco e anche della storia: come essere lì, al fronte, settant'anni dopo.


Nella campagna single player invece si può contare sul coraggio dei propri commilitoni: dal soldato "Red" Daniels, il cuore del plotone, al soldato Zussman, un vero guerriero, dal duro sergente Pierson, al tenente Turner, un vero leader. Perciò non c'è tempo da perdere. Al via l'arruolamento delle nuove reclute per combattere nel nome della libertà: "To the end?"


A Mittleburg in Baviera, invece, si gioca una battaglia completamente diversa avvolta nel mistero e nell'oscurità, con avvenimenti sinistri mai visti prima volti a risvegliare un'invincibile armata dei morti. La neve è l'unica cosa candida che si può intravedere durante la missione, oltre ai capelli biondissimi di Marie Fisher, l'ingegnere bella e intraprendente che insieme a Drostan Hynd, Olivia Durant e Jefferson Potts faranno parte della squadra di ritrovamento di opere d'arte trafugate dall'Asse nella II Guerra Mondiale. Il resto è morte, perdizione e orrore all'insegna di Call of Duty WWII Nazi Zombies. Un'altra missione da vivere... o morire.

Tutte le informazioni su www.callofduty.com/it/wwii



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