
Il tecnico dei biancocelesti tuona: 'O si fa come dico io o potrei andarmene'. Il ritiro di Norcia ormai è alle spalle e la Lazio si è ritrovata questa mattina alle 11 a Formello per la rifinitura prima della partenza per Cagliari dove domani i biancocelesti sono chiamati ad una grande prova per uscire dalla zona retrocessione. Il tecnico Edy Reja in sala stampa ha parlato del ritiro appena concluso: 'Mi auguro che questo ritiro abbia giovato, sia fisicamente che dal punto di vista mentale. Abbiamo fatto un buon lavoro. La compattezza della squadra mi sembra sia arrivata quasi al massimo, c'è stata la volontà di unirsi, di considerare questo momento particolare. E' chiaro che ci deve essere un'inversione di tendenza rispetto a tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora. I ragazzi sotto questo punto di vista hanno una grande voglia e volontà'. In questi giorni si è parlato molto del 'motivatore' che avrebbe dovuto dare la carica all'ambiente ma non voluto dalla squadra: 'Io penso che non serva il motivatore per trovare la compattezza, quella la deve dare l'allenatore e basta. Il tecnico deve fondersi con i ragazzi, dare dei stimoli, prendersi delle responsabilità come sempre ho fatto. Quando sono arrivato qui ho trovato sicuramente un po' di disordine, sicuramente c'è scoramento, ci sono ragazzi insoddisfatti. Ho lavorato e dovrò farlo ancora, ma purtroppo non abbiamo tanto tempo. C'è la presa di coscienza che dobbiamo saltare fuori da questa situazione problematica'.
Reja torna a parlare ancora una volta del ritiro in terra umbra e della decisione di andarci senza dirigenza: 'Le scelte sono sempre mie. Qui si parla tanto ma le responsabilità sono sempre mie. D'ora in poi, tutte le situazioni che si verificano all'interno della Lazio le prendo io, non voglio interferenze né sul piano organizzativo per quanto riguarda le trasferte o eventuali ritiri, né per quanto riguarda la squadra. Le responsabilità sono soltanto mie, i giocatori devono pensare a lavorare e a dare il massimo in campo. Le motivazioni devo dargliele io e basta. Per tanto sono completamente autonomo, se vanno bene le mie decisioni ok, altrimenti io me ne posso andare da dove sono arrivato. Questa è la linea da qui a fine campionato'. Un'ultima battuta sul prossimo avversario, un Cagliari lanciato verso l'Europa e che vuole continuare nel sogno: 'Il Cagliari ha giocatori entusiasti, tutti hanno la partecipazione al gioco offensivo. Hanno questa filosofia, quella del loro allenatore che vuole che tutti si propongano. Ci sono giocatori giovani con stimoli importanti che vogliono ottenere risultati importanti. Ma noi dobbiamo guardare in casa nostra. Serve una difesa accorta, chiudere gli spazzi da metà campo in avanti. Ma la Lazio penso che non sia da meno. Andiamo lì, accettiamo questo scontro, questa sfida e cerchiamo di tornare a casa con un risultato positivo, questa è l'unica medicina'.

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