
'Tanto affetto davvero non me lo aspettavo'. Giuliano Razzoli, oro nello slalom a Vancouver, si confessa a Datasport.it. 'Non credevo che una medaglia olimpica potesse regalare tanto', ha detto il campione 26enne. Ma la sua è una medaglia speciale: l'unica d'oro per la squadra azzurra ai Giochi canadesi.
Come è stato il ritorno in Italia?
'Incredibile. Ho ricevuto, e continuo a ricevere, una marea di complimenti. La cosa che mi fa più piacere è la gente che mi dice: 'La tua discesa ci ha fatto emozionare''.
In quella seconda manche avevi gli occhi di tutta Italia puntati su di te. Come hai stemperato la tensione?
'Ero tranquillo, pensavo solo a quello che dovevo fare. L'ho vissuta serenamente e sono riuscito a gestire la situazione. Sapevo di arrivare da una grande stagione e l'ho coronata nel migliore dei modi'.
Hai fatto persino piangere Tomba. Quando e come nasce la vostra amicizia?
'Anni fa, lui ha incominciato a seguirmi quando ho esordito in Coppa del Mondo e da lì mi ha sempre seguito. Farlo commuovere è stata una delle soddisfazioni più grandi; lui era il mio idolo quando ero bambino. Era l'idolo di tutti'.
Come quelle di Tomba, anche la tua è una medaglia che viene dall'Appennino.
'Evidentemente siamo pochi ma buoni'.
Ora ci sono le finali di Coppa del Mondo di Garmisch. Tutta questa festa non ti ha fatto perdere un po' di concentrazione?
'Anzi, mi hanno dato una carica ulteriore. Mi sono allenato bene in questi giorni e mi piacerebbe tanto chiudere la stagione con una vittoria a Garmisch, e poi vincere il titolo italiano di slalom'.
A proposito di sci azzurro, la tua è stata l'unica gioia tra molte (troppe) delusioni.
'La nostra squadra è forte, molto forte. Abbiamo avuto un po' di sfortuna, ma sono sicuro che non siamo bolliti. C'è un grande futuro davanti a noi'. Parola di campione olimpico.

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