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Spagna, la legge di Luis Enrique: niente cellulari né uscite libere e rientri a Madrid

Il nuovo ct della Roja vuole cambiare rotta e tornare a vincere, con regole diverse rispetto ai predecessori

Spagna, la legge di Luis Enrique: niente cellulari né uscite libere e rientri a Madrid

Nuovo allenatore, nuove regole. Vale anche e soprattutto per chi ha fallito nel recente passato. Luis Enrique lo sa e prova a far cambiare il passo alla sua Spagna, dopo l'inattesa eliminazione agli ottavi di finale dei Mondiali contro la Russia padrona di casa. Tre le novità più rilevanti: uso del cellulare durante i pasti abolito, niente serate libere e voli diretti per le destinazioni delle partite internazionali.

La voglia di vincere dell'ex allenatore del Barcellona è la cura migliore per un gruppo che durante il soggiorno a Krasnodar sembrava poco concentrato, complice anche l'avvicendamento in panchina tra Julen Lopetegui e Fernando Hierro. Ora Lucho ha il compito di far provare nuova fame ai suoi giocatori per affrontare gli impegni della Nations League come se fossero le partite dei prossimi Europei e ha subito fatto capire in che modo.

Innanzitutto ha vietato l'uso del cellulare durante i pasti, perché Sergio Ramos e compagni non si distraggano e facciano maggiormente gruppo dopo l'allenamento alle 10 del mattino e prima della sessione di tattica pomeridiana. Poi niente serate libere e uscite dal centro sportivo di Las Rozas per le vie di Madrid durante il ritiro: altra concessione che tutti i precedenti ct davano senza problemi alla squadra.

Infine, per non perdere tempo, non si passa più da Madrid: quando la Roja giocava fuori, soprattutto le partite in Spagna, c'era un piccolo rientro nella capitale con conseguente notte libera. Abolita anche quella, ci saranno solo collegamenti diretti tra le città in cui sarà impegnata la nazionale: dopo la sfida di sabato a Wembley contro l'Inghilterra, subito il volo per Elche dove martedì è attesa la Croazia vicecampione del mondo. 
Meno libertà, più concentrazione e più gruppo. Luis Enrique non è un sergente di ferro, vuole solo vincere. E spera che i suoi giocatori lo seguano.

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Spagna
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