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Bonucci: "Calcio italiano all'anno zero? No, è anche peggio. Al derby tifo Milan"

Il difensore azzurro: "Non basta essere belli, dobbiamo fare gol. In bocca al lupo a Ventura"

Bonucci: "Calcio italiano all'anno zero? No, è anche peggio. Al derby tifo Milan"

Ultimo giorno di ritiro per l'Italia del ct Roberto Mancini in vista della già decisiva sfida di domenica sera contro la Polonia, che gli Azzurri sono obbligati a vincere per evitare la retrocessione nella Lega B della nuova Nations League. Alla vigilia della partenza per Chorzow, da Coverciano ha parlato Leonardo Bonucci, che parla di tutto: l'Europa, la Juve, il derby e lo stato di salute del calcio italiano. E' l'anno zero?

Anno zero del calcio italiano? No, anno meno uno. Al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che da Trento usa la metafora per la crisi del calcio italiano, replica ancora più duro Leonardo Bonucci, dal ritiro azzurro. "Come ho già detto siamo arrivati ad un punto zero ma in questo ultimo anno nulla è cambiato ed è stato fatto, anzi le cose sono peggiorate". Bonucci ha chiesto riforme al prossimo presidente Figc. "Tommasi ha scelto di non schierarsi con Gravina, ma questo non significa che non lo sosteniamo".

L'OBBLIGO DEI TRE PUNTI IN POLONIA

Domenica sera Azzurri obbligati a vincere, ma alla Nazionale il successo manca ormai da cinque partite: "Alla Juventus vinco e con l'Italia no? A me piace vincere - le parole del centrale bianconero - quando pareggio o perdo rosico, ma penso che contro l'Ucraina si sia vista una squadra diversa, propositiva, ci è mancato solo il gol. Sono fiducioso per domenica e per il futuro.
Domenica è una sfida difficile, ma abbiamo l'obbligo di vincere per non retrocedere e non compromettere anche l'Europeo del 2020. Vincere provoca una sensazione di benessere, la vittoria ti fa lavorare meglio".
Sulle difficoltà dell'attacco azzurro: "Non ci sono mai stati bomber con tantissimi gol in Nazionale - ha detto Bonucci - C'è chi arriva a 50-60 gol, in Italia il migliore è Gigi Riva con 35, se non sbaglio. La tradizione dice così, poi in quest'ultimo periodo sono girati molti attaccanti. Trovarne uno che ne faccia 20 in 20 partite è difficile, ma non basta giocare bene ed essere belli, dobbiamo fare gol. La Nazionale è una cosa diversa, la maglia ha un peso differente".
E ha proposito del peso della maglia ha aggiunto: "I giovani di oggi, forse, soffrono un po'. Devono esprimersi come meglio sanno, alla fine quando siamo qui ognuno cerca di aiutare l'altro. Rappresentiamo un paese che vuole farci vincere sempre, tornare orgogliosi come nell'Europeo del 2016 dove abbiamo fatto bene. È compito dei più vecchi fargli capire di giocarsi le loro chance al massimo".
Ma i problemi non riguardano soltanto la difficoltà a segnare: "Prendere sempre gol è un problema, dobbiamo riuscire a rimanere sempre equilibrati, è un dato che deve far riflettere, dobbiamo essere più compatti. Mancanza di centimetri? Concedere qualcosa nelle palle inattive quando mancano centimetri è normale. Marcando a zona cerchiamo un po' di limitare questo problema, ma quando ai palla finisce a tutti questi 'nanetti' c'è da divertirsi".

MANCINI CHIEDE TANTO ALLA SQUADRA

Restando in tema Nazionale, Bonucci ha parlato anche di Mancini ("Rispetto ad altri ct è meno ossessivo, ci dà più momenti di riposo, però chiede tanto alla squadra") e ha voluto augurare buona fortuna a Gian Piero Ventura, nuovo allenatore del Chievo: "Per lui è una cosa importante, potrà avere un'altra chance dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. Io ho esordito con lui, quindi non posso che ringraziarlo. Sia lui che noi abbiamo avuto delle colpe, anche se nei suoi confronti c'è stato un gioco al massacro. Gli faccio un in bocca al lupo".

Dall'Italia al campionato, che dopo la sosta proporrà il derby della Madonnina: "Tiferò per il Milan - ha ammesso Bonucci - Spero sia una grande partita, ma preferisco i rossoneri. Lì ho lasciato degli amici e un grande allenatore come Gattuso". Una battuta anche sulla chiusura della Curva della Juventus per i cori razzisti nei confronti di Napoli: Penso che il discorso sia molto più ampio rispetto alla sola curva della Juventus. Vediamo ogni giorno, nel sociale, episodi di razzismo e bullismo. Alcune pieghe negative che la nostra società ha preso negli ultimi anni. È un problema che dev'essere affrontato. Non verrà mai sconfitto, ma chi di dovere deve prendere posizioni più nette verso chi si atteggia da grande attraverso atteggiamenti deplorevoli". Parlando di Juve è impossibile non toccare l'argomento Cristiano Ronaldo, accusato da Kathryn Mayorga di un presunto stupro risalente al 2009: "L'ho visto tranquillo e sereno, sono vicende personali. Chi di dovere farà ciò che è giusto fare. In campo ti stimola sempre, vedi un ragazzo di 33 anni che ha vinto 5 Palloni d'Oro che non molla un centimetro. È soltanto da ammirare e ti può far rendere ancora meglio".

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