C'è chi non conosce crisi

Boom degli impianti Gpl e metano. L'Italia è leader mondiale

impianti Gpl e metano

Ci sono due stand alla fiera di Bologna dove non ci sono sorrisi finti, pronti a nascondere proeccupazioni vere su vendite, fatturati e occupazione. Sorrisi veri e dati con molti "più", da sventolare sotto le insegne della Landi Renzo e della Brc Gas Equipment. Due nomi che, se non avete mai pensato al gas e al metano come alternativa alla benzina, forse non dicono molto.

impianti Gpl e metano

Queste due aziende però, sono il classico fiore all'occhiello - come si direbbe in un comunicato ministeriale - dell'industria italiana. Stiamo parlando rispettivamente del primo e del secondo produttore mondiale di impianti di alimentazione a Gpl e metano per auto. Due realtà che insieme dominano oltre il 50% del mercato mondiale (35% per Landi e 17% per Brc).

Una ricetta tutta italiana poiché nel nostro paese il boom di questi carburanti è in evidente crescita: la rete disrtibutiva in certe zone, del nord sorpattutto, non ha nulla da invidiare a quella di benzina o gasolio. Se un tempo la macchina a gas era considerata uno status symbol inverso, una roba da sfigati insomma, ora si sono accorti tutti che si può risparmiare senza sfigurare.

Dopo la crescita vertiginosa delle installazioni su macchine già immatricolate, sono arrivate le case automobilistiche a bussare a queste due aziende con sempre maggior insistenza. Infatti basta vedere i numeri dei primi sei mesi del 2008, +154% per immatricolazioni benzina/Gpl e +27% per benzina/metano. Ora non esiste marchio che non abbia tra i suoi modelli una bi-fuel, benzina e Gpl o metano.

Anche al Motorshow '08 molte delle novità rigurdano proprio questi nuovi modelli. Il tutto sarebbe irealizzabile senza la collaborazione di questi marchi di Reggio Emilia, la Landi, e di Cherasco, la Brc. Così, in vetrina al salone, di macchine bi-fuel belle e pronte ce ne sono parecchie: dalla prima mondiale Opel Zafira Turbo a metano, fino alle Chevrolet di ogni dimensione, per arrivare alla Fiat Punto e alle nuove Dr.

Se invece siete in rosso in banca, dopo aver osato un acquisto a benzina e non potete più muovere l'auto per i divieti anti-inquinamento, la possbilità di rinnovare il serbatoio è alla portata di tutti. I vantaggi si avvertono nelle tasche e nell'aria respirata. I nuovi serbatoi sono ormai sicurissimi e anche la normativa ha eliminato, quasi del tutto, i divieti di parcheggio nei garage sotterranei. I costi sono ammortizzabili con il risparmio sul prezzo del carburante. In media per l'installazione di un impianto Gpl si spendono tra gli 800 e i 1800 euro, mentre per il metano dai  1300 ai 2300.

I contro riguardano soprattutto il peso in più sulla vettura, che non permette una guida troppo sportiva e la distribuzione in alcune zone d'Italia. Zone dove i distributori di metano e Gpl non sono così diffusi da permettere di dimenticare la benzina. Ad esempio in Val d'Aosta e in Sardegna non esistino distributori di metano.

Certo basta dire che, ai prezzi attuali, con 50 euro si fanno circa 445 km a benzina, mentre se ne fanno 796 a Gpl e ben 1147 a metano. Quanto basta per dimenticare questi contro.

13 dicembre 2008

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