MotoGP, Rossi: "Con Marquez nessun rapporto, ma non mi frega più"

"Lorenzo è il favorito per il titolo, io vado avanti fino a 39 anni e poi mi do alle auto"

Rossi (IPP)

A poco più di una settimana alla prima gara della MotoGP, in programma domenica 20 in Qatar, Valentino Rossi è pronto a vendicare la sconfitta del 2015. Subita, a suo dire, per colpa di Marc Marquez. "Dopo quello che è successo non ci potrà mai più essere un rapporto personale tra noi due. Neanche minimo. Ma dovremo essere avversari in pista, per qualche anno spero, e lì tutti e due dovremo portarci rispetto. Quello sarà importante", ha detto.

"Mi sono fatto fregare da Marquez. Lui mi ha veramente tradito. È arrivato dicendo che era mio tifoso, ma erano tutte cagate. Io ci avevo quasi creduto, ero pronto ad avere una rivalità matura, dando il 100% in pista, ma poi fuori comportandoti alla stessa maniera. Ma da parte sua era tutta una bugia. Ad Assen ho capito che faceva il mio amico solo se mi batteva. Troppo facile così", ha aggiunto parlando alla Gazzetta. Ma adesso si riparte da zero: "I test sono andati meglio, poi l'anno scorso è iniziato meglio che non si può, con una delle più belle gare della mia carriera. Sarà diffiicle ripetersi, vorrei però salire almeno sul podio. Lorenzo uomo da battere? Lui e Marquez. Al momento di più Lorenzo". Sul rinnovo: "Passeranno 5-6 gare, ma sono abbastanza convinto di continuare un paio d'anni e Yamaha anche. Poi basta, anche perché mi vengono i capelli bianchi. Però a 39 anni potrò correrne una decina in auto, fare le gare più affascinanti. La 24 Ore di Le Mans. O la Dakar. Anche se lì ci si alza troppo presto". Di recente è cambiata la regola delle penalità. "Io non ho capito bene cosa hanno fatto. Ma si sente spesso dire che a Valentino non fanno niente, che è amico di Ezpeleta, che comanda. Invece si è dimostrato che non è così. Sarebbe stato molto melgio ricevere una penalità in Malesia, ma potermi giocare le mie chance a Valencia. Invece la direzione gara mi ha tolto qualsiasi possibilità di giocarmela", ha concluso.

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