MotoGP, le pagelle di Austin: Vinales primo degli umani

Marquez è perfetto, Valentino è... trasparente

di LUCA BUDEL

MARC MARQUEZ – VOTO 10
Il ricercato numero 1 dai ranger di Austin mette in pista una vera e propria scorribanda nella landa texana. Gli bastano poche curve per dimostrare che su questo asfalto appartiene a un’altra categoria. Alle polemiche e alle chiacchiere ha risposto con i fatti. Insomma più cerchi di tirarlo giù più lui si tra su.

MAVERICK VINALES – VOTO 8
Nella domenica dello show di MM93 è il primo degli umani. A Austin ritrova i numeri del repertorio utili a rimettere i piedi sul podio. Nel mondiale ora è terzo a 5 punti appena di distacco da Dovizioso. Per ora è il punto di riferimento della Yamaha, sperando che non perda i punti di riferimento come accaduto l’anno scorso.

ANDREA IANNONE – VOTO 7,5
Centra il primo podio con la Suzuki dopo 21 gare. Un po’ troppe per rivedere il mondo da lassù. E’ l’ultimo ad arrendersi alla furia di Marquez e questo di per se è un bel merito. Da dimenticare il pianto nel dopo gara che ricorda tanto Calimero, il pulcino nero.

VALENTINO ROSSI – VOTO 6,5
Poco incisivo e quasi trasparente, pare abbia pensato solo a limitare i danni portando a casa 13 punti che posso tornare utili in una classifica ancora molto corta.

ANDREA DOVIZIOSO – VOTO 7
Ha reagito alla grande a un’altra fase critica della Ducati. I suoi compagni di griffe sono affondati, mentre lui si è battuto e sbattuto per un quinto posto che gli consente di tornare in testa al mondiale. Per pensare in grande però la Ducati deve ridurre alti e bassi che ne hanno caratterizzato le prestazioni in base ai circuiti. Insomma serve una maggior regolarità.

JORGE LORENZO – VOTO 4
La sua avventura in Ducati ricorda molto quella di Valentino Rossi. Pilota e moto che fatto quasi fatica a darsi del lei, figurarsi trovare un minimo di confidenza. Sarebbe meglio per entrambi chiudere il rapporto a fine anno, perché a Borgo Panigale fanno i conti con un ingaggio troppo importante a fronte della resa sotto la mediocrità del pilota.

DANI PEDROSA – VOTO 7
Ha corso in condizioni fisiche precarie e nonostante il dolore e la fatica è arrivato in fondo. Se i risultati di Dani fossero direttamente proporzionali alla sua generosità avrebbe dovuto vincere titoli a raffica. Purtroppo i dati di realtà sono altri.

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