MotoGP, Ducati accusa dopo l'eliminazione delle ali: "Sicurezza? Una scusa"

Dall'Igna: "Ducati era avanti con le ali e quindi altri hanno voluto farcele togliere"

Dovizioso (LaPresse)

Le MotoGP dal 2017 non potranno più avere le ali e la cosa non è piaciuta alla Ducati, la prima a sviluppare questa innovazione aerodinamica. "Ducati era avanti con le ali e quindi altri hanno voluto farcele togliere dopo che le avevano provate tutti. La questione sicurezza è una scusa", ha tuonato il repspnsabile tecnico Gigi Dall'Igna, in occasione del WDW 2016 di Misano. Sugli obiettivi di Borgo Panigale: "Vincere".

A Misano, comunque, gli occhi sono tutti puntati su Casey Stoner, atteso a un suo ritorno in gara, almeno come wild card. "Non è nei miei piani in questo momento, in programma c’è solo il test in Austria ad agosto. Dopo quelle prove parleremo del futuro e degli altri test", ha detto l'asutraliano. E Dall'Inga conferma: "Ne abbiamo parlato tante volte: fare una wild card non è l’obiettivo che abbiamo con Casey, semmai è quello di aiutarci a vincere un campionato del mondo. Stoner può essere di aiuto sia nello sviluppo, sia per i nostri piloti. Una wild card la lascio al caso”. Sta di fatto che per Stoner la Desmosedici è una moto più competitiva di quanto appare: "Il potenziale è molto più alto rispetto ai risultati di quest'anno. In generale, dobbiamo lavorare per raggiungere posizioni migliori. Non siamo lontani dal farcela. Nei test abbiamo fatto dei grandi passi in avanti nei settori che guardavamo. Gomme, chassis ed elettronica: c'è ancora da fare. Abbiamo ancora da sviluppare, vedremo come andrà il proseguimento della stagione".

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