MotoGP: le pagelle di Guido Meda

Marquez si prende la lode, per Rossi un 9,5 tendente al 10

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GUIDO MEDA

MotoGP: le pagelle di Guido Meda

Marc Marquez, 10 e lode - Ha solo continuato in maniera naturale il suo cammino da predestinato, da erede, fenomeno, quel che volete voi. La moto Honda sarà pure buona, magari ottima, ma non si guida da sola. I record battuti facendo fronte ad una concorrenza iperqualificata fanno il paio con lo stile e la nuova tecnica di guida che ha portato al motociclismo, prendendo un po’ qua e un po’ là da Rossi, da Stoner, da Perdrosa e da Lorenzo. Quando è forte la sensazione che la natura gli abbia dato di suo un po’ del meglio di ognuno di loro. Illuminato.

MotoGP: le pagelle di Guido Meda

Valentino Rossi, 9,5 - Il voto è oggettivo in quanto battuto da Marquez. Ma sarebbe un dieci pieno pieno e con la lode se solo mettessimo insieme tutto ciò che emerge dalla sua stagione. Ha riconquistato la Yamaha che se l’era ripreso con un po’ di sufficienza, accogliendo un pilota con la coda tra le gambe e dubbioso di riuscire a scrollarsi di dosso i due anni Ducati. Si è reimpossessato di un metodo di lavoro all’altezza del compito, ha avuto il coraggio di slegarsi da Burgess imbarcando Galbusera mentre in molti gli davano del bollito, del folle e dell’ingrato. Ha ridotto Lorenzo da padrone di casa ad ospite timido. E’ tornato velocissimo, concreto e sorprendente. Con 13 podi, due vittorie e una pole ci ha offerto una delle migliori stagioni della sua carriera, avendo Marquez e solo Marquez sempre nel mirino. A 35 anni non è facile e per quell’età il Motomondiale nella sua storia non ha esempi di vitalità pari livello. Straordinario.

MotoGP: le pagelle di Guido Meda
Jorge Lorenzo, voto 7 - Parecchio al di sotto delle sue e delle nostre aspettative. Non è partito bene dall’inverno scorso tra problemi di preparazione e gradimento per le nuove gomme e non ha saputo costruire un fronte psicologico per arginare un Rossi tonico come non mai in sella alla stessa moto. Anzi, l’ha sofferto. Troppo. Per non dire di quanto soffra l’ascesa della popolarità di Marquez. Se Marquez è il futuro e Rossi il passato che è ancora presente, Lorenzo è la generazione di mezzo che nel 2014 è mancata. Voto 10 al coraggio di dire a tutti della sua paura, voto quattro ad un nervosismo che non fa bene a lui, voto quattro anche alla scommessa di Valencia (ma era pur sempre una scommessa), voto dieci invece alla seconda metà della stagione. Non fosse che i conti si fanno sulla stagione intera. Cugino di Lorenzo.

 

MotoGP: le pagelle di Guido Meda

Dani Pedrosa voto 6,5 – Rimane un bel fenomeno il buon Pedrosa, ma il confronto con il compagno di squadra a parità di moto lo stritola tra le spire di un giudizio severo. Otto podi sono una quantità enorme, ma per uno come lui non bastano, anzi, sono il minimo della sua carriera e tra i top rider lo relegano al ruolo del perdente. A un Pedrosa in squadra non rinuncerei mai, perché non rompe, si adatta, non ostacola i progetti del capitano. Ma da uno con le sue doti vorremmo vedere il piglio del capitano. Che, poveraccio, tra gli Stoner e i Marquez che gli sono capitati accanto, non viene fuori mai. Anzi, pare un po’ consumato. Daaaai!

MotoGP: le pagelle di Guido Meda
Andrea Dovizioso voto 8 – Il limite di Dovizioso è pensare di valere meno degli altri. Non è così. Come per Pedrosa vale anche per lui il discorso del pilota che si è trovato dei fenomeni sul cammino. Ha ri-firmato con Ducati incrociando le dita, ma dal momento in cui ha fatto la sua scelta ha creduto e collaborato mettendo tutto se stesso in un progetto di rinascita che ha dato i suoi frutti, pur godendo di qualche non trascurabile vantaggio tecnico/regolamentare. E’ pignolo, veloce e buono dentro, pure troppo a volergli trovare un difetto. Per Dall’Igna è insostituibile e Dall’Igna non è uno stupido. Il suo 2104 passa con risultati al di sotto delle sue aspettative di pilota completo, ma molto migliori rispetto al vecchio standard Ducati del dopo Stoner. Per noi: bravissimo.

 

MotoGP: le pagelle di Guido Meda

Andrea Iannone, voto 7,5 – Il bello viene adesso. Ora che veste i panni dell’ufficiale dovrà badare all’equilibrio. Dovrà imparare ad essere efficace in gara quanto lo è stato in prova, Ducati permettendo. Solo così potrà diventare una spina nel fianco per il neo compagno Dovizioso (più lucido di lui) e per gli avversari. Fantastico nei primi dieci giri di Valencia. Fantastico anche nella sua maniera di non subire Marquez nel corpo a corpo (del resto fu uno dei pochi a batterlo in certe giornate di grazie della Moto2), l’Andrea Iannone perfetto che immaginiamo bada più alla sostanza che alla forma. La strada è quella. Talento vero.

MotoGP: le pagelle di Guido Meda

Cal Crutchlow, voto 5 – Svegliarsi a fine stagione non serve. Crutchlow ci ha mostrato una stagione (e non è la prima ) in cui pareva infastidito tutte le volte che saliva in sella. E’ sembrato uno con l’atteggiamento del più forte ma l’applicazione di uno che ha sbagliato box e strategia.Si sentiva enormemente più forte di Dovizioso e oggi fa i suoi conti guardandolo da dietro. Credere che il fatto di ingaggiare un pilota con gli "occhi da matto" potesse essere la soluzione di ogni problema, è stato uno degli errori di Ducati (oggi redenta) e dei suoi tifosi. Il motociclismo moderno, che piaccia o no, richiede altro. Deludente.

MotoGP: le pagelle di Guido Meda
Stefan Bradl, voto 4,5 – Peccato, ma Stefan nella stagione che doveva consacrarlo e permettergli un passo avanti nella carriera che contempla un titolo di campione del mondo (della Moto2) e alcuni duelli veri vinti con Marquez in passato, è del tutto mancato. Un anno no ci può stare. Ma la moto era di quelle buone. Dunque? Un anno buttato.

 

MotoGP: le pagelle di Guido Meda

I fratelli Pol e Aleix Espargaro, voto 7,5 – Meritano un sette pieno. Sette e mezzo persino. Il debuttante Pol ha fatto presto ad entrare nel giro buono della Motogp senza essere un dio alla Marquez, anche se lui un po’ ci crede e tutto sommato fa pure bene a farlo. Aleix, re indiscusso della Open dello scorso anno, ha guidato fino a centrare il podio una moto semi-privata, ottenendo buoni risultati e con buona costanza. Costa poco ed è un investimento sicuro. Come il mattone.

Honda, voto 9 - la fortuna di avere Marquez in squadra genera dubbi sulla moto che guida. Sarà lui o il mezzo? Per fortuna (di Marquez) c’è Pedrosa a dirci che la Honda potrebbe anche non dominare in lungo e in largo. Anche se la guida di traverso di Marquez, sempre appeso a un filo ma raramente in terra, ci fa pensare che a strategie elettroniche non abbiano rivali. Innovatori sempre, anche con il cambio seamless e il trasduttore di coppia, ci lasciano il dubbio che la 213 attuale più che la solita moto per tutti sia la moto per Marquez.

Yamaha, voto 8,5 – La costanza di Rossi e il miglioramento di Lorenzo nella seconda parte della stagione ci dicono che la Yamaha sia una gran moto, almeno al pari di Honda, con qualcosa in meno nel cervello. Galbusera e Forcada a farla funzionare sono due garanzie. Ma le curve a spigolo di Marquez con la M1 non le abbbiamo viste fare a nessuno anche se la strada per vincere pare sia proprio quella. Sotto ingegneri, sotto!

Ducati, voto 8 – Per il recupero, se non altro. Abbandonare Filippo Preziosi e digerire il fallimento rimediato con Rossi è la cosa più difficile del mondo per una casa con la mentalità “ducaticentrica” come quella bolognese. Ingaggiare Dall’Igna avendo l’umiltà di mettersi in mani nuove, per un metodo di lavoro nuovo e strade tecniche nuove, è stata una conversione che merita un plauso e che sta portando dei risultati. Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto e chi l’ha presa in saccoccia l’ha presa in saccoccia. Sguardo in avanti. Ma l'anno prossimo serve vincere qualche gara, altrimenti il progetto è a rischio. Fiducia!

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I VOSTRI COMMENTI

curricurri64 - 16/11/14

anke se mi aspettavo di più dalla ducati e dal dovi,zitto,zitto il secondo anno ha migliorato sia la posizione ke il punteggio rispetto al lavoro di rossi.nn credo nel vantaggio delle gomme,anzi..e neanke nel carburante in più visto ke si perde appena un 5x100.sicuramente il vantaggio l hanno avuto nello sviluppo del motore"libero"x loro e senza scordare kiaramente il desmo.

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robi440 - 16/11/14

Marquez : Fuori concorso, Domina! Non corre contro gli avversari,corre contro la "storia" .. Superiore !
Rossi :10 . Vince il mondiale degli "umani" ...tante belle gare e 2 belle vittorie...il Dottore è tornato!
Lorenzo 5. peggior stagione in motogp..ha fatto anche delle belle gare,ma è lui il vero sconfitto ,dopo un disastroso avvio e un bel recupero...."crolla" nel finale .Bocciato...ora il riscatto! Dani : 6. Secondo pilota perfetto. Dovizioso: 8 . ora è piu' forte che in passato.

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statecollegati - 14/11/14

curricurri64 - 13/11/14 kevin schwantz fu uno dei primi ha montare slick su una moto da dirt x allenarsi e senza controllo di trazione alcuno, hai dimenticato. Uno che considera un talento Stoner non dovrebbe nemmeno nominare il 34.

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DocDocAvanti - 13/11/14

OK ragazzi... adesso smettetela di litigare.... mettete i giocattolil a posto che é ora di andare a fare la nanna!
Tanto alla fine non ha ragione nessuno e hanno ragione tutti.
Comunque sia, per me, Vale resta il migliore, punto.

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curricurri64 - 13/11/14

statedesmocollegati,quando riesco a decifrare quello ke dici mi diverto sempre.
ma come si fa a dire ke schwantz nn era un simpaticone.potrei tacere se lo dicessi di stoner,biaggi,melandri,visto ke nn li conosci e da quello ke facevano vedere nn traspirava una gran simpatia.ma kevin...?
ps kevin schwantz 34 kevin schwantz 34 kevin schwantz 34.
pps kevin schwantz fu uno dei primi ha montare slick su una moto da dirt x allenarsi,tiè prenditi sta perla.

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sandroarco - 13/11/14

Rimango senza parole. ..scrive gente che scambia la moto con la bici...maaaaa ....Senza rossi la moto gp non sarebbe così esaltante....

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statecollegati - 13/11/14

curricurri64 - 13/11/14 ormai è in loop, qualcuno che gli faccia Ctrl Alt Canc please. A uno come lui dovrebbe essergli vietato per legge anche solo nominare Kevin Schwantz.

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