Marquez ed Hamilton come Rossi e Schumacher: campioni insieme?

Era il 2003: trionfi in "contemporanea". Domenica può succedere di nuovo

di STEFANO GATTI

Marquez ed Hamilton come Rossi e Schumacher: campioni insieme?

Ci sono altissime probabilità che domenica 29 ottobre sia un giorno di gloria sia per Lewis Hamilton in Messico che per Marc Marquez in Malesia. Lo dicono prima di tutto i numeri: Hamilton ha 66 punti di vantaggio su Sebastian Vettel e le mani sul suo quarto titolo iridato in Formula Uno a tre gran premi dalla fine. Marquez ha esattamente la metà dei punti di vantaggio (33) sul suo rivale Andrea Dovizioso ma anche un gran premio in meno da affrontare e quindi, al pari di Lewis, Marc può tranquillamente ordinare t-shirt celebrativa e gadget vari per festeggiare il suo quarto titolo MotoGP nelle ultime cinque stagioni.

Per restare in tema di numeri, la doppietta iridata “simultanea” Formula Uno-MotoGP manca da quattordici anni. Era il 2003 e la differenza fondamentale con il presente sta nel fatto che la missione alla quale sono chiamati Vettel e Dovizioso è quanto mai complicata mentre allora i “nostri” erano calati nella parte dei vincitori. Sì perché nel 2003 il doppio trionfo a due ed a quattro ruote portava la firma di Valentino Rossi e di Michael Schumacher e la data del 12 ottobre. Successi che, da Sepang e Suzuka, arrivarono in rapidissima sequenza, uno dopo l’altro. Ma, contemporaneità delle rispettive “incoronazioni” a parte, il quarto centro consecutivo di Schumi con la Ferrari ed il terzo di fila per il Dottore nella MotoGP in sella alla Honda, non avrebbero potuto essere tanto diversi. Per Valentino l’ultima stagione nel team ufficiale HRC prima del clamoroso passaggio alla Yamaha fu una specie di marcia trionfale: sedici gran premi senza mai scendere dai gradini del podio, per uno straordinario bilancio finale di nove vittorie (tra le quali quella decisiva in Malesia, per un poker Honda completato nell’ordine da Gibernau, Biaggi e dal suo compagno di squadra Nicky Hayden), cinque secondi e due terzi posti: in pratica, percorso netto. Impresa riuscita in carriera anche a Schumacher: non però in quello stesso 2003 ma già l’anno prima, con addirittura diciassette gran premi tutti sul podio e Mondiale sotto chiave... il 21 di luglio del 2002 a Magny Cours!

Meno lineare di quello di Rossi (campione con due gare d’anticipo), anzi decisamente complesso fu per il tedesco e per la Ferrari il Mondiale di quattordici anni fa. La F2003GA (dedicata a Gianni Agnelli, scomparso a gennaio) fa il suo debutto - peraltro vincente - al quinto GP stagionale, a Barcellona, dopo un avvio di campionato nel quale a Maranello preferiscono affidarsi ancora alla gloriosa F2002. Nel corso dell’estate però le prestazioni di Schumi e quelle della Rossa peggiorano, consentendo al giovanissimo Kimi Raikkonen (alla sua terza stagione nel Mondiale) ed alla McLaren-Mercedes di farsi sotto e di portare la sfida fino al GP conclusivo di Suzuka, dove a rivelarsi decisivo è la performance dell’altro ferrarista Rubens Barrichello. Con Schumacher in affanno (al via dalla settima fila), il brasiliano centra la pole e vince il GP davanti a Raikkonen, al quale per sorpassare Schumacher in classifica sarebbe stato indispensabile proprio il primo posto. Michael chiude solo ottavo... ma campione. Per la quarta volta con la Ferrari appunto, per la sesta in assoluto, battendo il record di Juan Manuel Fangio che aveva eguagliato dodici mesi prima. Il “settebello” del più grande di sempre in Formula Uno sarebbe poi arrivato già nel 2004, insieme al sesto titolo Costruttori consecutivo della Ferrari nell’era Schumacher. Ma questa è tutta un’altra storia.

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