Tifoso di giornata: la Svezia e una gufata controvoglia

Gli scandinavi meritano: ma la loro eliminazione metterebbe fine all'assurdo “perdonismo" che monta verso la nostra Nazionale

di ANDREA SARONNI (@andysaro)
Tifoso di giornata: la Svezia e una gufata controvoglia

Oggi la via dell'occasionale è tracciata, però con motivazioni opposte alla decisione di superficie: gufo la Svezia, spero che la Svezia non passi. Sarebbe più semplice affermare che sto con la Svizzera, che mi è pure simpatica, ma non sarebbe esatto. Perché se parliamo di calcio-calcio, i gialloblù del profondo Nord stanno facendo un grande Mondiale e meriterebbero di andare avanti, addirittura con la prospettiva di arrivare tra le migliori quattro 24 anni dopo la felice esperienza americana.

Privi, ma assolutamente non vedovi, del totem Ibra e pure di altri talenti, gli scandinavi – o meglio il ct Andersson – hanno messo in piedi una compagnia del mutuo soccorso sottoforma di squadra di calcio. È la squadra finora più solida di questo Mondiale, dove tutti aiutano tutti, la disciplina tattica è massima, lo spirito di gruppo fortissimo. Hanno vinto due partite e perso con la Germania all'ultimo secondo per una topica del portiere, davanti a un “vincere o morire" hanno preso il Messico per gli stracci. Per me sono favoriti anche oggi con gli svizzeri, anche se molto probabilmente sarà una partita tirata, ad alto rischio supplementari-rigori. Bene: detto tutto questo, perché andare loro contro, allora?

Per il solito rosico dell’eliminazione azzurra, il pugno del ko di San Siro? Sì, c'entra. Ma nella misura in cui i successi della Svezia stanno scatenando il revisionismo sulla più grande debacle, sulla incancellabile figura di guano della nostra Nazionale nello scorso novembre. Questo, è inaccettabile. Questo mi porta controvoglia a sperare che il cammino svedese finisca qui. Con la qualificazione di Granqvist e compagnia agli ottavi, la marea del “eh beh, avete visto, non erano così scarsi" ha cominciato pian piano a montare, ribaltando completamente le responsabilità: mai detto o pensato – almeno io – che la Svezia fosse scarsa, il punto è che lo siamo noi, lo siamo diventati, eravamo (e forse siamo, chissà) tutto meno che una squadra e uno spogliatoio, a differenza loro.

L'assenza dell'Italia fa ancora malissimo, la cicatrice rimarrà, ma forse c'è qualcosa di buono nel godersi un Mondiale liberi dal peso di cosa NON avrebbero combinato i nostri eroi, divisi, non guidati dalla panchina e dal palazzo, con gente che faceva la formazione partendo sempre da se stessa, tipo l'Argentina che tutti abbiamo scorticato e che ha fatto la fine che ha fatto. Qualcuno pensa seriamente che l'Italia di Ventura avrebbe potuto approfittare di questo torneo magnificamente pazzo, che si sarebbe infilata nella strada aperta dalle cadute degli Dei? Ma per favore, suvvia. Salvo eventi astrali o un improbabilissimo repulisti pre-Mondiale, avremmo fatto anche noi la fine del topo.

Stiamocene buoni e godiamoci il gran finale a cominciare da questo Svezia-Svizzera, e ai nostri killer chiediamo almeno un favore, un minimo risarcimento, dai, perdete, e magari anche male, così questo ridicolo dibattito nostrano viene zittito. Tanto il vostro bilancio rimarrebbe largamente positivo. Oppure sul serio pensate di potere arrivare fino in fondo? Effettivamente, guardando il tabellone… ops, che errore: così si scatena il partito del #seceralitalia. Mamma mia. Quasi meglio essere occasionali, che stolidi talebani azzurri prigionieri del tifo e del sogno. Specie mentre gli eroi azzurri sono schierati a Formentera e dintorni.

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