Russia 2018, un Mondiale bellissimo: le storie da ricordare

Record, personaggi e episodi divertenti della Coppa del Mondo

di LUCIANO CREMONA

No dai, non può essere vero. Sono già finiti i Mondiali? Purtroppo sì. Sono volati, 64 partite, quasi tutte bellissime. Ha vinto la Francia, con buona pace per gli italiani che si sono trasformati in ultras croati. È stato un Mondiale bello, bellissimo, che Mediaset ha provato - e ci è riuscita - a raccontare al meglio. Di sicuro ne ha raccontato ogni momento, ogni storia, ogni sfumatura. Proviamo a riassumere quelle più belle e significative, per far sì che il ricordo di Russia 2018 resti vivo ancora per un po'.

IL MONDIALE DEI RECORD
Qualche record, qualcuno clamoroso, è caduto. El Hadary, portiere dell'Egitto, è diventato il più vecchio ad essere sceso in campo in un Mondiale: 45 anni e 161 giorni. Ma poi è stato soprattutto il Mondiale dei rigori e degli autogol. Il titolo di capocannoniere, infatti, l'ha vinto Kane (6), ma in realtà davanti gli è arrivata proprio la voce autorete: sono stati 12 i gol nella propria porta, compreso quello di Mandzukic, il primo in una finale mondiale. E poi c'è stato il record di rigori assegnati (anche grazie alla presenza del VAR): 29.

PREMIO SFIGATO
Nikola Kalinic, il premio è tutto suo. Si è rifiutato di entrare durante la prima partita, è stato cacciato. Poi la Croazia è arrivata fino in fondo. Perdendo, è vero. Ma lui si è verso la più grande avventura della storia del calcio della sua nazione.

IL GOL STORICO
Quello di Baloy contro l'Inghilterra è stato il primo gol della storia di Panama ai Mondiali. Ed è stata una festa, nonostante sia arrivato in un 6-1.

OSCAR ALLA FOTOGRAFIA
Yuri Cortez, segnatevi questo nome. È quello del fotografo dell'Agence France Press, travolto dai giocatori della Croazia dopo il gol di Mandzukic. Da terra ha continuato a scattare, regalando le foto più belle di Russia 2018 (guarda qui).

OSCAR AL MIGLIOR ATTORE
Scelta facile facile, quella di Neymar. Che verrà ricordato anche, ma soprattutto, per le incredibili simulazioni, per le simulazioni e i piagnistei. Non ha fatto una bella figura, questo è certo.

KARIUS CHI? MUSLERA E LLORIS, CHE PAPERE
Pensavamo di averle viste tutte, con la finale di Champions. E invece un paio di portieri hanno deciso di emulare il tedesco dei Reds. Prima Muslera, in Francia-Uruguay, poi proprio il capitano dei campioni del Mondo, in finale, nel più goffo tentativo di dribbling visto in un Mondiale. Ha fatto segnare così Mandzukic e la Croazia. Curioso che sua sia stata anche la miglior parata, su Gimenez.

CARICHI A... AMMONIACA
I complottisti hanno gridato allo scandalo doping, quelli chiamati in causa si sono difesi. Pare che i russi, prima delle partite, inalassero ammoniaca per essere più carichi. Effetto riuscito, a giudicare dalle prestazioni.

NIENTE DONNE, PLEASE
Ha fatto scalpore il richiamo della Fifa alle emittenti tv: vietato indugiare, nelle riprese, sulle belle donne sugli spalti. L'onda lunga di Me Too è arrivata anche in Russia, dopo la cancellazione delle ombrelline in F1.

TORNA A CASA, MESSI
Povero Leo. Schiacciato dal peso di dover per forza condurre l'Argentina al trionfo, è rimasto ancora una volta a recitare un ruolo di secondo piano. Un guizzo con la Nigeria, poi le lacrime, la mamma che le ha svelate al mondo intero e, in generale, un senso assoluto di impotenza.

PIÙ DIVERSI NON SI PUÒ
Jorge Sampaoli e Oscar Washington Tabarez. Il primo scalmanato, in maglietta, tatuaggi in vista, esautorato, costretto a chiedere a Messi che cambi fare. Il secondo epico: il più vecchio al Mondiale, in stampelle per una malattia neuro-degenerativa, capace di dimenticarsi le stampelle per esultare per i suoi ragazzi. Differenze.

PREMIO DELUSIONE
La Germania, senza dubbio. Spazzati via nei gironi, i campioni in carica, che hanno avuto solo un guizzo, con la Svezia grazie a Kroos. Poi solo la grande amarezza di tornare a casa subito.

IL CALCIO NON È TORNATO A CASA
Ci hanno provato per tutto il Mondiale: spingere la coppa verso casa, dove è stato inventato il calcio. Football is coming home ha accompagnato Southgate e compagni fino alla semifinale, poi a casa c'è tornata solo l'Inghilterra, senza coppa né medaglia di consolazione.

CALCIO E POLITICA
Le aquile di Xhaka e Shaqiri, la presenza di Kolinda, sfegatata ultras croata. Putin e Medvedev che si sono dati il cambio, Macron capopopolo nello spogliatoio della Francia. La contaminazione calcio-politica è stata totale.

SON... LACRIME
Affranto, disperato. Son Heung Min, coreano del Tottenham, in lacrime dopo la sconfitta con il Messico. La paura di dover rispondere alla chiamata del suo paese per il servizio militare, una storia unica nel panorama internazionale.

IL MONDIALE PIÙ ECOLOGICO DI SEMPRE
Non è stato raro, a fine partita, vedere tifosi che, sacchi alla mano, si sono prodigati a ripulire gli stadi. Giapponesi in testa, ovviamente. E la squadra di Nagatomo e compagni ha dato l'esempio migliore: eliminati dal Belgio, hanno lasciato uno spogliatoio lindo e intatto. Applausi.

LIBERTÉ, EGALITÉ, MBAPPÉ
Infine lui. Nato a dicembre 1998, comprato un anno fa dal Psg per 180 milioni. Tutti dicevano: potrebbe già essere il suo Mondiale. Lo è stato fino in fondo, fino al punto esclamativo in finale. Gli ha reso omaggio persino Pelé. Non c'è molto altro da aggiungere.

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