Russia 2018, è l'ora dei quarti di finale: 4 duelli decisivi per un posto in semifinale

In campo ognuno mette il proprio asso: sfida Suarez-Mbappé, Neymar-Hazard e Modric-Golovin, ma occhio a Forsberg-Kane

Russia 2018, è l'ora dei quarti di finale: 4 duelli decisivi per un posto in semifinale

Ad ognuno la sua stella. Otto Nazionali ancora in gara, e otto campioni pronti ad affrontarsi in quattro duelli. La voglia di riscatto di Neymar e la ricerca della consacrazione di Mbappé, la grande responsabilità sulle spalle di Suarez, l'obiettivo capocannoniere nel mirino di Kane e la rincorsa di Hazard. Nei quattro duelli decisivi per un posto in semifinale, in campo scenderanno anche Golovin e Modric, così come Forsberg, etichettato come l'anti-Ibra.

Show e banco di prova al Ninzhny Novgorod tra Uruguay e Francia. Kylian Mbappé fa parlare di sé da un anno e mezzo e si attendevano i Mondiali per capire dove può arrivare. Dopo il gol contro il Perù, le due reti e il rigore procurato contro l’Argentina di Messi gli hanno permesso di raggiungere l’ennesimo record: il numero dieci francese è stato il primo under 20 a realizzare una doppietta ai Mondiali dopo Pelé (Svezia 1958). Un’annata da ricordare per l’attaccante 19enne che userà talento, velocità e imprevedibilità per compiere un passo in più verso quella Coppa che in Francia manca da vent'anni. Non sarà una passeggiata, però, perché dall’altra parte c’è Luis Suárez, che dovrà dimostrare di avere delle spalle larghe. Decisivo contro Arabia Saudita e Russia, il numero 9 uruguayano ha contribuito a un gol di Cavani contro il Portogallo, ma nei quarti dovrà quasi sicuramente fare a meno del suo compagno di reparto, uscito per infortunio al polpaccio sinistro e non ancora rientrato in gruppo. Il fiuto del gol non gli manca, questo si sa, e la stagione con il Barcellona, iniziata in ritardo di due giornate per infortunio al ginocchio, lo ha confermato: 25 gol in 33 presenze in campionato.

Clima diverso ma grande tensione tra Brasile e Belgio. Neymar contro Hazard. Il brasiliano si è orami lasciato alle spalle l'infortunio al metatarso, che gli aveva imposto la chiusura anticipata della sua stagione con il Psg. Un inizio poco convincente con un gol alla Costa Rica e un assist alla Serbia, poi contro il Messico ha trascinato la Seleçao aprendo le marcature e contribuendo al secondo gol di Firmino. Riscatto o no, sicuramente al centro del discorso, non tanto per le sue prestazioni quanto per i numerosi falli subiti che lo hanno tenuto a terra 14 minuti ma qualcuno parla di sceneggiate. La Kazan Arena sarà il teatro giusto per brillare ancora? Non dipende solo da lui, ma anche da quanta luce farà il suo diretto avversario Eden Hazard. Il capitano belga è stato incisivo in tutte e tre le partite disputate: un assist contro Panama, la doppietta con la Tunisia e un altro assist contro il Giappone. Sarà una sfida in cui i gol peseranno tantissimo perché al miglior attacco del torneo (quello belga, con 12 gol all’attivo), il Brasile risponde con la miglior difesa (solo 1 gol subito).

Svezia-Inghilerra sarà l’anti-Zlatan contro l’attuale capocannoniere. Schivo e taciturno, corre a testa bassa, costruisce, salva palloni sulla linea di porta e segna un gol decisivo contro la Svizzera: questo è Emil Forsberg. Leggendo gli altri nomi si potrebbe considerare un intruso ma con quella rete al minuto 66 ha trascinato la Svezia a un risultato storico che mancava da ventiquattro anni. Aveva un futuro scritto nell’hockey su ghiaccio, ma la genetica non sbaglia mai e ha seguito le orme di suo nonno e suo padre, entrambi calciatori. La stella del Lipsia ha permesso alla nazionale svedese di rinascere dopo l’addio del mito Zlatan Ibrahimovic. Dall’altra parte, però, ci sono gli inglesi spinti dalle sei reti di Harry Kane, che gli hanno permesso di eguagliare il record di numero di gol in un Mondiale, detenuto da Gary Lineker (Messico 1986). Si pronuncia come hurricane, ovvero uragano, e lui lo è di nome e di fatto: l’obiettivo è la semifinale che manca all’Inghilterra dal 1990 per rimboccarsi le maniche e battere la vincente tra Russia e Croazia, arrivando in una finale attesa dal 1966.

Cuore e patria tra Russia e Croazia, ultimo duello in programma. I padroni di casa hanno superato il girone ed eliminato la Spagna agli ottavi sorprendendo i più scettici. Aleksandr Golovin è l'unica vera promessa russa non tanto per il gol e i due assist contro l’Arabia Saudita, quanto per la sua crescita esponenziale. Tecnica molto sviluppata grazie al tempo trascorso nei campetti di periferia, a 16 anni la mezzala siberiana viene notata dagli osservatori del CSKA Mosca e a 19 anni esordì in prima squadra. Da allora è rimasto lì e ad oggi è un titolarissimo, ma i saluti sono vicini perché il russo piace a diversi grandi club europei, tra cui Juventus e Chelsea. Dall’altro lato, Luka Modric, capitano croato, classe ’85 che ha vissuto con grande responsabilità quest’avventura Mondiale. Alti e bassi, due gol (contro Nigeria e Argentina), poi quel conto in sospeso: nell’ottavo contro la Danimarca crea l’episodio che ha portato al calcio di rigore su Rebic, ma dal dischetto sbaglia e la Croazia non può evitare i rigori dopo i supplementari. Riprende il pallone in mano e si avvicina al dischetto con in testa l’obiettivo mancato dieci anni prima. Il suo stato d’animo si percepisce dal tiro, lento e centrale, ma la rete si gonfia e la sua nazionale è ai quarti. Non avrà voglia di fermarsi dopo un successo così.

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