Mondiali Russia 2018 - Tifoso di giornata: oggi no, perché Messi è per sempre

Critiche fuori controllo e memoria azzerata sul più grande fuoriclasse contemporaneo: come sarebbe bello se tappasse bocche e tastiere

di ANDREA SARONNI
Mondiali Russia 2018 - Tifoso di giornata: oggi no, perché Messi è per sempre

Molta gente ha problemi di memoria. Resetta, pulisce, non ricorda o fa finta di non ricordare. Ce ne accorgiamo in questo periodo di parole pesanti, di venti pericolosi che arrivano dal passato. E se ciò vale per la politica, per la società, per i rapporti, figuriamoci se non vale per una roba come il calcio, con i meccanismi mentali tutti particolari che suscita. La memoria del tifoso – e di chi sui tifosi vive, addetti ai lavori e giornalisti – è fortissima sulla propria squadra ed è labile e semovente sul resto. Come una cache nel pc o nello smartphone, si elimina spesso e si libera spazio per i file nuovi.

In occasione del Mondiale russo, questo spazio serve indubbiamente, bisogna registrare e salvare le prodezze di CR7, di Diego Costa, di Kane, del Senegal, di tutti quelli che si stanno mettendo la medaglietta. E cosa si può eliminare, per farci stare tutto? Beh, Leo Messi, certo. Ė anche un file molto pesante, quindi conviene cancellarlo. Tanto è il solito Messi versione Nazionale, il Messi che tradisce, che è sul viale del tramonto, il Messi che senza il Barcellona, il Messi che è proprio perché è al Barcellona se no figurati, il Messi che non sa essere leader, il Messi che avrei voluto vederlo nel campionato italiano se faceva tutti ‘sti gol, il Messi che senza un Mondiale altro che Maradona e Pelé, anzi, il Messi che mica lo vorrai paragonare a Cristiano Ronaldo. Come ha fatto proprio quel quotidiano nazionale in prima pagina oggi: “Messi frigna, lo zar è CR7".

La mamma della Pulce ha fornito l’assist perfetto, ha raccontato del momento di debolezza post-Islanda, le lacrime al telefono per avere inciampato al primo test: sarà vero? O, cuore di Mama, è un tentativo di difesa e contrattacco, vedete quanto ci tiene? Non è vero che dell'Argentina se ne frega.

Ora, che lo sconforto di Messi sia reale o costruito non può fregare di meno, il punto è trattare questo fuoriclasse gigantesco, assoluto, come l'ultimo dei falliti. La memoria del tifoso, per esempio, ha resettato che quattro anni fa a quest'ora, proprio, si titolava sul Messi che trascina l'Argentina, un colpo dei suoi per abbattere l'Iran, che giocò una partita tipo quella vista ieri sera con la Spagna: e ancora quattro gol nel girone eliminatorio per spingere una Albiceleste come sempre preda di lacune assortite. Ah, l'Argentina andò in finale, eh? E i gol del possibile trionfo non li sbagliò Messi, ma qualcun altro.

Il tutto mentre CR7 collezionava un golletto al Ghana e risaliva molto velocemente sull'aereo che lo portava nelle dorate vacanze. E questo è solo un caso per rimanere nello specifico della Coppa del Mondo e della questione Leo-Nazionale. Perché se poi apriamo il libro di chi ė Messi, di che cosa ha fatto, cosa ci ha mostrato e dimostrato, cosa ha vinto, e lo pesiamo con gli editoriali, i titoli e i tweet di questi giorni entriamo veramente nel campo della blasfemia pallonara. Messi non è partito bene, certo, ma sui suoi compagni, sul suo bizzarro commissario tecnico che schiera gente improbabile (tipo la mediana Mascherano-Biglia, perfetta per la partita d'addio di Pirlo) e la mette in posizioni altrettanto improbabili, che in compenso non ne schiera altra che, in una partita da vincere, almeno nel finale potrebbe servire, ecco, su costoro nessuno ha niente da dire? Chi ha visto – non guardato: visto – Argentina-Islanda sa che Messi è stato comunque uno dei meno peggio. E però vince sempre la voglia di eliminare, di seppellire i grandi, specie quelli che sono da troppi anni ai vertici: perché Messi, 31 anni, faceva già sbavare e vinceva quando ne aveva 19. A differenza del suo grandissimo contraltare delle Azzorre.

Quante puttanate, Leo. Oggi, una volta tanto, non mi sento occasionale, non sono tifoso o controtifoso di giornata (visto l’osceno Portogallo?), perché questo ragazzo mi ha sempre fatto impazzire, mi ha esaltato, mi ha riempito ben più di una serata, l'ho ringraziato e lo ringrazio per avermi fatto rivedere qualcosa che pensavo non avrei visto mai più, vale a dire Diego Maradona. Mi ha fatto sognare. E se è vero come è vero che il tifoso si vede nel momento del bisogno, io ci sono, e – peccato per la bellissima Croazia – farò un tifo da hincha consumato non per l'Argentina, ma per te, Leo. Rialzati, chiudigli la bocca, le capre l’erba la brucano, tu l'hai sempre sorvolata con un pallone tra i piedi e la meraviglia dentro. Costringili a recuperare il file dal cestino, a questi cialtroni. Vamos, Campione.

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