Mondiali 2018, si rischia una vera e propria rivoluzione: ecco perché

In Russia ci potrebbe essere il sesto vincitore diverso nelle ultime sei edizioni. E la finale, in ogni caso, sarà inedita

di GIULIA BASSI
Mondiali 2018, si rischia una vera e propria rivoluzione: ecco perché

Il Mondiale di Russia 2018 ha iniziato a rivelarsi, fin dalla fase a gironi, come quello delle sorprese: fuori a poco a poco, ma inesorabilemnte, le cosiddette big, le favorite storiche, quelle dal curriculum più ricco e affascinante. E così si può riflettere su alcune significative curiosità per arrivare a una conclusione netta: il calcio mondiale va verso una vera rivoluzione rispetto a quanto visto fino ad ora. Vediamo perché. 

Partiamo, innanzitutto, guardando l'albo d'oro. Gli ultimi 5 Mondiali sono stati vinti da 5 Nazionali diverse: la Francia nel '98, il Brasile nel 2002, l'Italia nel 2006, la Spagna nel 2010 e la Germania nel 2014. Ad eccezione dei Bleus, che si giocheranno la semifinale con il Belgio e hanno la possibilità di alzare la Coppa a Mosca, tutte le altre sono a casa, con gli Azzurri mai nemmeno partiti alla volta della Russia. Se a trionfare in questa Coppa del Mondo non sarà la squadra di Deschamps assisteremo al sesto trionfo di un Paese diverso nelle ultime sei edizioni: quanto mai Mondiali senza padroni. Altra considerazione: non solo nessuna delle ultime vincitrici non è stata in grado di riproporsi sul tetto del mondo ma nemmeno di dar vita, negli ultimi vent'anni, a un ciclo vincente se ne escludiamo due che sarebbe più corretto definire "mini-cicli": quello della Francia, che dopo il trionfo Mondiale del '98 ha vinto anche l'Europeo del 2000 ma soprattutto quello vero e proprio della Spagna che prima di diventare campione del Mondo in Sudafrica aveva già conquistato il titolo continentale nel 2008 e lo stesso avrebbe poi fatto anche nel 2012. E se a livello di club il dominio spagnolo è ancora incontrastato e quanto mai attuale (basti pensare alla prossima finale di Supercoppa europea che sarà questione "madrilena" tra il Real e l'Atletico), a livello di Nazionale le certezze delle Furie Rosse hanno subito un colpo decisamente duro con critiche al tikitaka e al possesso iberico tali da decretare quasi, secondo alcuni, la fine di un ciclo o di una filosofia calcistica. 

L'aria di rinnovamento, o di vera e propria rivoluzione
, portata dal Mondiale di Russia 2018 è evidente anche per altri fattori: delle sei squadre rimaste in corsa (Francia e Belgio già in semifinale, Inghilterra, Svezia, Russia e Croazia ultime a sfidarsi nei quarti), solamente due hanno già messo le mani almeno una volta sulla coppa del Mondo: come detto, i francesi nel Mondiale casalingo del '98 e l'Inghilterra nel lontano 1966. Ed in entrambi i casi le due naizonali hanno vinto il Mondiale solamente una volta nella loro storia, rimanendo ben distanti dalle 5 stelle brasiliane o dalle 4 tedesche e italiane. Infine, qualunque finale andrà in scena sarà una finale inedita per un Mondiale. L'unico incrocio possibile che già si era visto almeno una volta è sfumato con l'eliminazione del Brasile (che nel '58 giocò una finale contro la Svezia): che sia Francia-Croazia, o Belgio-Inghilterra o qualunque altra cosa, l'atto conclusivo che andrà in scena a Mosca sarà un incrocio mai visto prima per un trofeo così prezioso e ambito. Segno dei tempi, di un calcio che si rinnova e che diventa sempre più imprevedibile, che ha mandato a casa Messi, Ronaldo e Neymar e che prima ancora aveva impedito a una storica partecipante come l'Italia persino di imbarcarsi, che poi ha decretato il fallimento di quel calcio spagnolo fino a poco tempo fa osannato e imitato ovunque e che ha sancito, tra l'altro, anche la vulnerabilità del colosso tedesco. Comunque vada a finire, quella di Russia sarà stata una vera rivoluzione, come non se ne vedevano da decenni. Anche nel caso in cui sull'albo d'oro dovesse venire inciso il nome della Francia, perché sarebbero passati vent'anni esatti, non proprio pochissimi, dall'ultima volta. E in qualunque altro caso sarà ancora di più un attacco al potere calcistico Mondiale. 

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