Mondiali 2018: Messi e la triste Albiceleste, la solitudine del numero uno

La maledizione del Genio del Calcio con la sua Nazionale. Mascherano: "Addio Nazionale". Sampaoli: "Non mi dimetto"

Mondiali 2018: Messi e la triste Albiceleste, la solitudine del numero uno

No, stavolta non voleva, non poteva sbagliare. Perché è l'ultima volta (forse) al suo quarto mondiale, anche se a 31 anni è presto per dire basta. Ma si è capito presto, al primo impatto con Russia 2018, che Lionel Messi e la sua Argentina un po' così, diciamo scombinata, avrebbero fatto fatica a emergere. Erano già fuori contro la Nigeria, e un autentico miracolo di Rojo li ha salvati all'ultimo sospiro. Erano fuori e poi dentro e poi sono finiti malamente coi maramaldi di Francia, al di là del 4-3 che dipinge una partita chissà come, invece sempre in mano a Mbappé e compagnia, salvo una parentesi.

Eccolo dunque il Genio del Pallone che depone le armi dopo un Mondiale stanco e triste, mai e mal giocato. La sua faccia non è mai stata allegra: nemmeno quando ha segnato quel magnifico gol ai nigeriani, la sola cosa bella di Messi in Russia. Anche lui vittima della desolazione collettiva, di questa Nazionale che al traino del suo fenomeno si è congedata da quattro mondiali in questo modo: quarti di finale nel 2006 e nel 2010; la finale persa con la Germania nel 2014; gli ottavi oggi, peggiore risultato della peggior Albiceleste degli Anni Duemila.
La maledizione di Messi, dicono. Il Mondiale che rincorre da sempre, colpa dell'altro Genio che fu (Diego Maradona), quel paragone che ha un senso e anche no, ma che pesa sul destino ...nazionale della Pulce. Le Champions, i Palloni d'oro, il Barcellona, la sua immagine planetaria, il confronto con Cristiano Ronaldo, il talento assoluto: Messi nel calcio è tutto, Messi nell'Albiceleste è un'ossessione che gli rimane dentro.

MASCHERANO: "ADDIO NAZIONALE, SONO DISTRUTTO"

"Lascio la nazionale argentina, da oggi non sono più un suo giocatore ma solo un suo grande tifoso". A dirlo, in lacrime per l'eliminazione da Russia 2018, è Javier Mascherano, uno dei veterani dell'Albiceleste, le cui prove in questo torneo iridato non sono state all'altezza della sua fama. "E' stata una partita pazza -dice-, in cui abbiamo dato tutto ma non ce l'abbiamo fatta. Credo che a farci male sia stato in particolare il loro pareggio, quel 2-2 quando eravamo riusciti a ribaltare la situazione. Comunque la Francia è una grande squadra". Distrutto anche Gabriel Mercado, autore del secondo gol: "Siamo a pezzi, e vuoti dentro, ed è facile capire perché. Il nostro sogno era di arrivare in finale e invece ce ne torniamo a casa. Oggi abbiamo fatto sforzi enormi, ma non abbiamo giocato al meglio, e ci fa male. Ora vorrei solo ringraziare i tifosi per il sostegno che ci hanno dato".

SAMPAOLI: "DIMISSIONI? NON RISPONDO, SONO TROPPO TRISTE"

"Ora non voglio rispondere a questa domanda, e posso solo dire che questo è il posto dove ho sempre desiderato di stare. Ma in questo momento la frustrazione è troppo forte per poter parlare". Così il ct dell'Argentina Jorge Sampaoli risponde a chi gli chiede, nel dopo-partita di Kazan, se rimarrà sulla panchina dell'Albiceleste dopo il Ko contro la Francia. "E' molto doloroso essere eliminati dal Mondiale -aggiunge Sampaoli - dopo tutti gli sforzi che i miei hanno fatto in campo. E' stata una partita particolare, in cui hanno dato tutto, e non è stato possibile passare".

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