Mondiali 2018, allarme in Colombia: minacce di morte a Carlos Sanchez

Il centrocampista si era fatto espellere al 3' della gara col Giappone: richiami ad Andrés Escobar, assassinato nel luglio '94 perché ritenuto colpevole dell'eliminazione dal torneo staunitense

IPP

Allarme in Colombia per gli attacchi social contro Carlos Sanchez. Il centrocampista della Fiorentina è ritenuto colpevole della sconfitta contro il Giappone. Il giocatore, al debutto, era stato espulso dopo soli 3'. Ma da qui a essere minacciato sul web, ce ne passa. Una follia vera: alcuni utenti hanno fatto esplicito richiamo ad Andrés Escobar, il difensore assassinato nel 1994 dopo l'eliminazione dei Cafeteros dal mondiale statunitense.

Le autorità colombiane hanno subito attivato la direzione nazionale che si occupa d'indagare sui crimini informatici. Secondo quanto riferito da BLU Radio, l'obiettivo è quello di tracciare e individuare i titolari degli account che hanno postato le minacce contro Carlos Sanchez. Dell'indagine si occuperà anche l'Interpol.

IL PRECEDENTE

Andrés Escobar, difensore della Colombia, El Caballero del futbòl. Nella prima metà degli anni '90 in Colombia c'è una violenza dilagante. Nel paese prende il sopravvento la guerra della droga tra i vari cartelli rivali. Tre sono quelli più potenti: Medellin, Cali e Norte del Valle. C'è chi si è giocato la vittoria della Colombia al Mondiale di Usa '94 (negli ultimi 26 incontri hanno perso soltanto una volta), c'è chi invece si gioca l'eliminazione della Nazionale. Sta di fatto, che la Colombia perde la prima partita con la Svizzera per 3-1 e pure la seconda con gli Stati Uniti a causa anche di una sfortunata autorete di Escobar. Il successo sulla Romania, nell'ultima gara del girone, vale solo per le statistiche. Rientrato in patria, la sera del 2 luglio 1994 decide di uscire di casa nonostante gli avvertimenti dei compagni di Nazionale e dall'allora ct Francisco Maturana: "Resta a casa, ragazzo. Non è il momento. I conflitti, a Medellin, non si risolvono con una scazzottata". Sta di fatto che Escobar quella sera esce, ma non farà mai ritorno a casa perché crivellato da sei colpi di pistola. Muore così una persona onesta, un calciatore d'altri tempi, elegante e amato dal suo popolo.

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