Mondiali 2018, Alireza Beiranvand: il pastore che ha fermato Cristiano Ronaldo

Il portiere dell'Iran è scappato dalla famiglia nomade. Prima del calcio ha dormito per strada, fatto il pizzaiolo e lavato i SUV, ma non si è mai arreso

Mondiali 2018, Alireza Beiranvand: il pastore che ha fermato Cristiano Ronaldo

Parare un rigore a Cristiano Ronaldo non è cosa da tutti. Farlo al Mondiale, difendendo la porta del tuo Paese è un qualcosa che anche tra vent'anni Alireza Beiranvand potrà raccontare con orgoglio a figli e nipotini. Il portiere dell'Iran in più ha una storia pazzesca alle spalle: scappato da una famiglia di pastori nomadi, ha dormito per strada facendo i lavori più disparati. Poi la grande chance grazie alla vecchia abilità di lanciare pietre.

Sì le pietre, da lanciare come divertimento ma anche e soprattutto come strumento di caccia nel Lorestan. Un gesto naturale affinato da bambino che oggi, da portiere professionista e nazionale, può essere considerato un biglietto d'ingresso nel calcio che conta. Da bambino Beiravand voleva fare l'attaccante ma come spesso accade in queste situazioni "da film", l'infortunio del portiere della sua squadra nel villaggio di Sarabias lo fece finire tra i pali. Un colpo di fulmine per un amore che negli anni ha dovuto superare mille ostacoli per affermarsi, a partire dalla famiglia.

"Mio padre non amava il calcio e non voleva che gli allenamenti sottraessero tempo al lavoro per la famiglia" ha raccontato il portiere al The Guardian "a volte mi strappò i guanti e ho dovuto parare a mani nude". Una convivenza impossibile con tanto di fuga dalla famiglia in direzione Teheran: su un autobus della capitale il destino si palesò nelle forme di Hossein Feiz, allenatore che gli diede una chance e un posto dove dormire dopo diverse notti passate all'aperto.

Giocando e lavorando, come pizzaiolo, spazzino, in un autolavaggio per i SUV, nel 2011 la chance con il Naft Teheran che dopo un solo anno lo fece passare dalle giovanili alla prima squadra, accendendo su di lui l'attenzione dei media per una grande qualità: rilanciare lontanissimo i palloni con le mani. Con la Nazionale non ha subito gol nelle 12 partite di qualificazione a Russia 2018, dove è caduto - poco - ma soprattutto si è esaltato contro Cristiano Ronaldo, l'uomo del momento, il più forte del pianeta negli ultimi anni.

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