Un mercato di scarti... di lusso
Gila, Amauri, Maxi: un passato da top
23/06/12

Nella vita la ruota gira per tutti, ma nel calcio riesce a farlo ancora più velocemente. Passare dall'essere un idolo che corre dietro a un pallone a essere schiacciato dal peso dello stesso è un attimo e nel nostro campionato di esempi così ce n'è tanti. Gilardino, Matri, Borriello fino a Maxi Lopez o Amauri. Tanto oggetti di desiderio e follie qualche stagione fa, quanto scaricati di lusso oggi. I rispettivi club vorrebberlo piazzarli, ma...
Che il problema sia loro o di un calcio italiano che stia cambiando, significa poco. La realtà è che nelle ultime stagioni il cartellino di diversi top player, per usare un termine di moda oggi, si è svalutato parecchio, tanto da trovare acquirenti con difficoltà. Ma non è solo questo. Si può parlare di sfortuna, scelte sbagliate, declino o quel che volete ma la verità è che oggi la figura del bomber in Italia sembra non essere più così necessaria ammaliati come siamo dal gioco di piccoletti del Barcellona.
Le scene di follia dei tifosi rossoneri o di quella della Fiorentina per l'acquisto di Alberto Gilardino saranno solo un bel ricordo per l'attaccante biellese che a oggi gioca nel Genoa (e ha lottato fino all'ultimo per salvarsi) ma difficilmente sarà rossoblù a fine agosto visto anche l'arrivo di Ciro Immobile. Per lui però non ci sarà nessuna asta milionaria, anzi. Qualche offerente c'è, e ci mancherebbe altro, ma il pretendente principale è il Monaco di Ranieri... Ligue 2 in Francia. Strano, anzi stranissimo per uno che nel nuovo millennio è stato l'oggetto di contesa dei più grandi club italiani e d'Europa.
Gilardino però è in buona compagnia in tal senso. L'asta per Amauri nel 2008, vinta dalla Juventus per 23 milioni di euro, è un altro esempio di quanto una carriera possa arrivare all'apice e toccare il fondo nel giro di pochi mesi. Oggi l'italo-brasiliano, a proposito un altro segnale fu tutto il cinema per renderlo cittadino italiano per poi fargli fare una sola partita in Nazionale, è libero a parametro zero ma i top club lo evitano. Borriello è un altro esempio: da fenomeno da riportare a tutti i costi in rossonero quando vestiva la maglia del Genoa, a merce di scambio tra prestiti e comproprietà oggi. Così come Pazzini, pagato 18 milioni dall'Inter e finito ben presto nel dimenticatoio dello spogliatoio nerazzurro. Infine Maxi Lopez, esordio col botto a Catania e finale, o quasi, chiuso in un albergo di Milano in attesa di un 'no' di Tevez che gli potesse dare una chance al Milan: otto presenze, un gol e tanti saluti con l'invito a cercarsi un'altra squadra. Scarti di lusso, insomma, ma una cosa è certa: in Italia il bomber non tira più.






ciroferrara2 - 24/06/12
Gli sono stati o sono buono giocatori.
Gilardino è stato un top player che la sua grande carriera, a differenza degli altri. l'ha fatta e come, è stato un bomber prlifico, tra i migliori d'Europa, ha vinto tutto con i club (Milan soprattutto) e con l'Italia. Non si può paragonarlo agli altri giocatori mensionati
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neckercole - 24/06/12
Tutta gente ormai da campionato francese o russo, svendibili velocemente per non rimanere sul groppone.
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pasquberd - 23/06/12
top player???ahahha non state mica scherzando cn queste notizie...fate un offesa al calcio..
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MeglioCalvoCheJuventino - 23/06/12
simone83ful
Senza dubbio è un buon calciatore, messo in una squadra che "gira" (come la juve di st'anno) farebbe senz'altro bene. All'inter come fa ad essere titolare se Milito fa 25 goal l'anno?
Considerando che l'inter st'anno non girava proprio bene....
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simone83ful - 23/06/12
per me pazzini e un gran attaccante messo in buona squadra farebbe un mare di gol secondo mme nella juve farebbe tanti gol... per me e meglio di matri
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MeglioCalvoCheJuventino - 23/06/12
Mariano14
4 persone probabilmente, molto probabilmente lasceranno l'inter: maicon julione lucio e forlan.
E cmq, tecnicamente parlando, forlan e pazzini sono due cose diverse: uno è SOLO una punta centrale, l'altro è ANCHE una punta centrale.
L'annata dell'inter (disastrosa) induce tutti a giudicare male i calciatori. Nessun errore potrebbe rivelarsi più fatale...
A buon intenditor, poche parole.
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