Dal rigore di Madrid a Ronaldo: tra Juve e Real è scontro frontale

Rapporti tra i club apparentemente cordiali, ma chiaramente deteriorati. E ora niente è da escludere

di A. F.
Dal rigore di Madrid a Ronaldo: tra Juve e Real è scontro frontale

Fuori un caldo che non si respira. Dentro la guerra fredda tra due superpotenze del pallone mondiale. Juve-Real non è più soltanto una sfida da Champions. Piuttosto sono due pugili che se le danno di santa ragione e non si risparmiano più nemmeno i colpi bassi. Con l'affare Ronaldo che altro non è stato che il picco più alto e non ultimo di questa lotta di potere.

Anche se la trattativa per portare il portoghese a Torino è piuttosto recente, la questione, a nostro parere, parte da lontano e va fatta risalire all'11 aprile 2018, data del ritorno dei quarti di finale di Champions. Quel che è accaduto quella sera a Madrid, ingarbugliato dentro una rete che ha separato nettamente "colpevolisti" e "innocentisti" (rigore sì o rigore no), può difficilmente essere archiviato alla voce incidente di percorso. Agnelli, furioso, attaccò duramente facendo chiare allusioni al potere politico della Casa Blanca. Chiellini mise mano alla sua migliore mimica per spedire in faccia ai giocatori del Real e in mondovisione il gesto dei soldi. Sergio Ramos, squalificato, e Max Allegri non se le mandarono a dire. Mentre l'alta dirigenza madridista evitò repliche pubbliche.

Fosse finita lì sarebbe stato un post partita come un altro, un po' più caldo evidentemente, ma niente più. Il problema è che lì non è finita affatto se è vero, come è vero, che un mesetto abbondante dopo Florentino Perez ha tentanto di prendersi la sua prima rivincita nei confronti della Juve. Via Zidane? Sotto con Allegri. Al netto di come effettivamente siano andate le cose e di quali parole siano state spese tra il numero uno del Real e il tecnico bianconero, è assai probabile che il tentato scippo non sia piaciuto troppo ad Andrea Agnelli. Che, infatti, per convincere il buon Max a restare a Torino contro ogni logica calcistica (non perché la Juve non sia una grande società, ben inteso, ma cosa ti spinge a rifiutare il Real Madrid dopo aver vinto quasi tutto il possibile in bianconero se non una grande promessa?) deve avergli buttato lì qualcosa come "guarda che ti facciamo una grande squadra". Detto, fatto. Alzi la mano chi non ha pensato "ecco perché Allegri ha detto no al Real" un secondo dopo la firma di CR7 per la Juve...

Quindi: Juve furiosa per il rigore di Madrid, replica Real con l'avance ad Allegri, controreplica bianconera con l'affare Ronaldo. Finita? Non ancora. L'acquisto del portoghese a prezzo di (quasi) saldo non è soltanto il colpo del secolo. E' una crepa lunga sul potere indiscusso del Real. Un Real che adesso non è solamente indebolito tecnicamente ma è anche e soprattutto più fragile, e quindi "scalabile", a livello societario. Fateci caso: una volta a Madrid, bene che andasse, potevi ammazzarti di fatica per un talento di seconda mano (leggi Kakà-Milan) o per un giovane di buone speranze (leggi Morata, recompra inclusa). Ora puoi bussare alla porta della Casa Blanca e prenderti Ronaldo. E' chiara la differenza? Chiarissima, tanto che, scrivono oggi i giornali inglesi, lo United sta pensando a Modric.

E tanto che, come scritto sul nostro sito anche ieri, la Juve è pronta a dare l'assalto a Marcelo facendo cadere, uno alla volta, i "generali" dei blancos. Il Real che manda Mendes in esplorazione per Milinkovic-Savic, acquisto che scalda talmente poco il popolo madridista da non trovare spazio su nessun giornale spagnolo, non fa altro che mostrare i muscoli per difendersi. Almeno due dettagli portano in questa direzione: il primo, se l'offerta è di 100 milioni Lotito non alza nemmeno la cornetta del telefono per risponderti (per ora); secondo, cosa se ne fa Lopetegui di Milinkovic avendo in mezzo al campo gente come Kroos e Modric e Casemiro? Ecco, appunto. In quel di Madrid direbbero nada e in effetti la notizia fatta circolare nelle ultime 24 ore sull'interessamento di Florentino per il tuttocampista laziale sa tanto di strategia di disturbo (salvo sorprese che sul mercato non si possono mai escludere ovviamente). Se ancora non siamo stati chiari, spieghiamo: se al Bernabeu ci sono 80mila magliette di Ronaldo sugli spalti, non è con quella di Milinkovic che puoi far felice i tuoi tifosi. Meglio pensare a cose serie, a Mbappé, Neymar, Kane. Roba così.

Milinkovic, invece, scalderebbe eccome i cuori bianconeri. Sappiamo che la Juve ci sta lavorando. Senza premere il piede sull'acceleratore, ma ci sta lavorando. I rapporti con Lotito sono quelli che sono, ma Lotito è uomo saggio: non importa chi paga, basta che paghi il giusto. Le indiscrezioni raccolte dal nostro Salvatore Riggio sono precise: soldi, tanti, più uno tra Cuadrado e Mandzukic. Un'offerta all'altezza, per chiarirci. Ma un passo alla volta. Adesso a Torino pensano e devono pensare anche alle cessioni. A partire da quella, ma questa è una coincidenza, di un uomo ex Real come Higuain. Perché dopo una notte in "blanco", quella del rigore di Madrid, la Juve ha ripreso immediatamente a fare sogni d'oro.

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