
Fatta eccezione per le grandi manovre di Milan e Inter, l'ultima giornata di mercato è stata segnata dalla Lazio, protagonista sia di una mancata cessione (quella di Ledesma), sia degli acquisti di due difensori, Biava e il brasiliano Andre Dias, affari-copertina del gran finale insieme a quelli relativi a Mancini al Milan e Mariga all'Inter. La Fiorentina ufficializza il brasiliano Keirrison, ma ha incassato i no per Matri, Rocchi e Tavano.
Lazio e Lotito, dunque, protagonisti della solita "vita spericolata" in un rush conclusivo della sessione trasferimenti. La vicenda più intricata e che, sicuramente, lascerà spazio a polemiche è quella di Ledesma. Il riassunto migliore - anche se, chiaramente, è di una delle parti coinvolte - è quella che ha fatto l'agente del giocatore, D'Ippolito. "Con l'Inter è sfumato tutto per una questione di tempi. Cristian è distrutto - ha dichiarato - Lotito purtroppo ha chiamato troppo tardi Moratti, quando ormai l'Inter aveva chiuso per Mariga. Ha aspettato troppo". La telefonata dell'orgoglioso presidente laziale, che fino a tutta la tarda mattinata aveva rilanciato arrivando fino a 10 milioni per il giocatore, è stata inutile. Lotito aveva poi trovato un'alternativa, anche se meno redditizia, quella del Genoa: ma lì si è scontrato con il comprensibile "no" dell'argentino. Alla fine, si è persino parlato di Manchester City: ma ormai era troppo tardi. Ledesma piange, ma non ride Lotito, che a giugno, col giocatore in scadenza l'anno dopo, si scorderà le contropartite comunque messe in campo da Moratti.
I soldi, tra l'altro, sarebbero serviti come il pane per finanziare le operazioni comunque chiuse dalla Lazio: dopo Hitzlsperger e Golasa, le ultime tornate di mercato hanno consegnato a Ballardini due rinforzi importanti per la difesa, Giuseppe Biava dal Genoa e André Dias dal San Paolo, centrale seguito da tempo anche dalla Fiorentina. A proposito, i viola: l'unica operazione ufficiale della giornata è stato il "nero su bianco" per Keirrison, già annunciato domenica. In realtà, Corvino ha fatto di tutto per assicurare a Prandelli un sostituto importante per Mutu: il ds viola ha giocato su quattro fronti molto difficili per Rocchi, Tavano, Julio Baptista e, a sorpresa, persino Matri, per il quale è stata fatta un'offerta assolutamente da tenere in considerazione. Ma Cellino, al momento, non si è sentito di privare il suo Cagliari della punta di diamante. Per tanti mancati "benvenuto", un addio non insignificante: quello di Martin Jorgensen, assecondato nel suo desiderio di tornare in patria (all' Agf Aarhus, suo club di origine) e guadagnarsi un posto per i mondiali.
Le altre consorelle della Serie A si sono perlopiù accontentate di operazioni di contorno, magari improntate al futuro. In questo senso ha colpito il Genoa, che ha strappato con i denti al Napoli il giovane centrocampista austriaco del Frosinone Gucher, classe '91, pagato un milione di euro per la metà, e si è assicurato per giugno il centravanti ungherese Rudolf. Sempre in tema di linea verde, l'Atalanta ha puntato in Scandinavia, prendendo il difensore Toivomaki, così come il Chievo ha spaziato dal Cile (preso Pinales) all'Under 21, visto che ha ottenuto in prestito dal Piacenza il centrocampista Tommaso Bianchi, già nel giro della Nazionale di Casiraghi.
Altre formazioni hanno puntato su affari di assestamento. Il Bari innesta un altro esterno di qualità con Sestu, l'Udinese, su imbeccata di De Biasi che ha lavorato con lui al Levante, prende l'attaccante Alex Geijo dal Racing Santander. Il Siena regala un altro difensore a Malesani con Pratali, altro transfuga del Torino insieme a Di Michele, Loviso e Calderoni, tutti mollati da Cairo: i primi due vanno al Lecce, il portiere a Trieste. E sempre in tema di portieri, il Cagliari si cautela dall'infortunio di Marchetti prendendo Agazzi dalla Triestina.
Il vero colpo di coda, comunque, l'ha fatto il Catania che sulla sirena, per usare una métafora cestistica, ha messo a segno il colpo-Pavone: l'attaccante argentino del Betis Siviglia sbarca in Sicilia e insieme a Maxi Lopez promette di risolvere una volta per tutte il problema-gol. Ma bisognerà pazientare qualche settimana per capire dove e come i "rattoppi" invernali abbiano funzionato.
1 febbraio 2010