Sheva: c'è anche il sì di Ancelotti

Il tecnico, chiamato da Berlusconi e dal bomber, pronto a riabbracciarlo. Dinho sì, ma...

"Ancelotti ha detto sì". Prima a Berlusconi, poi a Shevchenko in persona. E adesso il ritorno a Milano dell'ex attaccante rossonero resta solo una formalità. Questo si racconta dalle parti di Milanello.

L'ultima puntata della saga 'Sheva - Il ritorno' ha visto protagonista proprio l'attaccante del Chelsea. Che a inizio settimana ha alzato la cornetta e chiamato il tecnico rossonero: "Vengo al Milan senza alcuna pretesa, mister, ho una gran voglia di ricominciare". Ancelotti si è spiegato con lui, dopo le accuse di tradimento di due anni fa e dopo le frasi poco ospitali degli scorsi giorni: "Il mio era solo un giudizio tecnico che coinvolgeva Pato", ha detto l'allenatore, che aveva bocciato la coppia immaginata da Berlusconi.

Il numero uno di via Turati, al termine dell'ennesimo colloquio con Ancelotti, ha ribadito che ormai non esiste più alcun ostacolo per il ritorno a Milano del suo vecchio pallino: "Ci sono molte probabilità di riaverlo con noi, l'allenatore aveva manifestato una sua opinione, che non è un convincimento perché ora ci ho parlato io".

CAPITOLO DINHO
Berlusconi ha anche ammesso di essere molto vicino a Ronaldinho: "Galliani doveva incontrare Laporta, che poi ha dovuto rimandare per problemi di lavoro". L'accordo con il giocatore praticamente c'è già: guadagnerà 8 milioni all'anno, con la libertà di sfruttare a piacimento i diritti d'immagine. Il problema è capire le intenzioni del club catalano. Anche in considerazione delle tante offerte in arrivo per il proprio asso. La più insidiosa è quella di Moratti: l'Inter avrebbe offerto 25 milioni di euro per il suo cartellino. Il Milan "solo" 20.

10 aprile 2008

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