di Giorgio Terruzzi
Brawn, come previsto. Con una gabola, secondo Ferrari&C. Vedremo. Intanto, dentro questo primo, clamoroso risultato, c'è una bizza del destino altrettanto fuori media. Jenson Button, una volta, era considerato l'eroe promesso del motorismo non solo britannico. Biondo e bello, veloce e scrocco. Perfetto.Conteso. Sino a quando non è apparso sulla scena Lewis Hamilton, in tutto opposto a lui. Una apparizione e poi un tifone che ha cacciato Button in un angolino, complice quel disastro agonistico che fu la Honda. Bene: non solo Button si trova all'improvviso al centro della scena. Si ritrova lì dopo aver rischiato di restare senza lavoro (causa ritiro della stessa Honda) mentre proprio Hamilton piomba in un'ombra assoluta, 15esimo addirittura, anzi peggio: in fondo al gruppo. Poi Barrichello, il vero favorito della corsa autraliana. Era fuori pure lui, doppiamente. Causa Honda ko, come detto. Causa concorrenza del giovane Bruno Senna, candidatissimo a soffiargli il posto. Senna, un cognome come un incubo perchè è stato Barrichello a pagare il conto più salato connesso alla morte di Ayrton. Doveva colmare un vuoto incolmabile e, ovviamente, non ce l'ha fatta, nonostante una lunga avventura Ferrari, Una avventura con dentro la peggiore controindicazione assoluta per un pilota: Michael Schumacher. Sì, il destino si sta divertendo a Melbourne. Anche a proposito della Brawn. Perchè adesso viene il forsissimo sospetto che, al di là di questo fondo probabilmente non regolare, questa sia un'ottima macchina, una vera rivelazione. Il destino-non solo quello- si diverte anche ai danni della Fota. Davanti ci sono due team, non due costruttori. Brawn e Red Bull, grazie all'eccezionale exploit di Vettel. E' lui-se togliamo di mezzo reclami e proteste-il dominatore di questo inizio. E sarà lui, con molta probabilità, un protagonista assoluto di questa stagione.
28 marzo 2009