
di Edoardo Grassi
Nella tonnara di via Roma spunta Oscar Freire che, al centro della strada, brucia nell'ordine Hushovd, Boonen, Mc Ewen e Petacchi. Un ordine d?arrivo davvero regale. Tutto molto realistico, come anche la fuga di un plotoncino di temerari da Binasco fino ad Alassio ed il tentativo, tra Cipressa e Poggio, di Cancellara, lo svizzero che ama pedalare contro il tempo e che cerca di evitare la volata di gruppo.
E' la Milano-Sanremo, la classicissima di primavera, corsa con 'Pro Cycling manager', il videogioco che, più passano gli anni e più si caratterizza quale raffinata simulazione, roba, insomma, per amanti della managerialità o, più semplicemente, per 'guardoni'. Si, perché ci sono anche i voyeur nel mondo faunistico dei videogiocatori: qui basta che prendano, senza spremersi troppo le meningi, una squadra di seconda fascia da far vivacchiare nel gruppone per poi scanalare col mouse, sulle grandi salite, e godersi lo spettacolo dei big, davanti a fare la corsa, utilizzando le molte telecamere mobili, magari proprio quella posizionata sull'elicottero che permette di vedere la chirurgica dinamica dei giochi di squadra.
Non è affare, insomma, per smanettoni ma per autodidatti (benchè appassionati di ciclismo) perché nessuno nasce direttore sportivo e, quindi, diventa più che un optional il tutorial audiovisivo che insegna a muoversi in corsa. Ed allora questo gioco (il solo attualmente in circolazione dedicato al grande ciclismo) ha pure l'aspetto di una piccola 'Coverciano' del pedale, anche se poi occorre fare esperienza, possibilmente iniziando con un team del Continental tour, in tema di materiali (telai, ruote, caschi) e di gestione contabile, perché i soldi vanno spesi con una certa oculatezza tra ingaggi, stipendi ed attrezzature, senza rinunciare (perché gli avversari, gestiti dal computer, lo fanno tutti, come del resto le squadre reali) all'immancabile ritiro invernale in riviera. Più che le forature, sono le cadute a rappresentare il vero imprevisto in corsa, ma è lunga la schiera dei videogiocatori rovinati dalla scarsa dimestichezza con i 'ventagli', l'arma segreta per sopravvivere, a 'Pro cycling manager' come nel ciclismo vero, alle insidie delle classiche del nord.
17 marzo 2008