Beijing 2008, l'olimpiade tra le mani
Grande realismo ma ci voglio dita ben allenate

Non vi verranno i pettorali di Michael Phelps o i tricipiti di Usain Bolt, ma dopo un'oretta di gioco davanti a Beijing 2008 il videogioco ufficiale delle olimpiadi cinesi prodotto da Sega, sviluppato da Eurocom Entertainment, ci vorrà un po' fisioterapia alle mani, alle dita soprattutto.
Mettere insieme una quarantina di sport in un unico gioco non è un'impresa facile e i games olimpici da sempre rappresentano un scommessa non sempre vincente. Dopo Athens 2004 il passaggio in avanti si nota nelle grafica e nell'introduzione di altri sport olimpici.
Le specialità sono sconfinate, talmente tante che la longevità del gioco è assicurata per i prossimi quattro anni, fino all'uscita di Londra 2012. Si spazia dall'atletica, pista o pedana, al ciclismo, al nuoto, al tiro, al canottaggio, passando per ginnastica, ping pong, Judo o sollevamento pesi. Insomma difficile non trovare qualcosa che piaccia. In ogni specilità la grafica è eccellente grazie la livello di dettaglio degli atleti e del contorno, ma anche grazie al motion-capture che ha permesso di osservare gare praticamente reali. Tutto ciò che serve per esaltare le doti delle console di nuova generazione, Xbox 360 o PS3.
C'è di che far nottata. Si parte dall'allenamento, all'organizzazione delle squadra olimpica, fino al cuore del gioco: le gare. E qui viene il bello perchè le modalità di gioco prevedono un vero sforzo fisico e mentale che da digitale diventa reale. Due tasti da schiacciare furiosamente arrivando fino ai crampi di mano e falangi. La maggior parte delle gare è basata proprio sulla velocità nel premere due tasti alternati ma ci sono varianti, dalla rotazione al movimento anche in questo caso foresennato delle levette.
Altrettanto diffcile sono le gare di destrezza come il tiro con l'arco o il piattello. In questo caso non si parla di pura forza e resitenza manuale, ma di coordinazione dita-cervello, non molto diversa da quella richiesta ai veri atleti.
Quindi ci vuole allenamento, intenso, continuato e spesso non basta. Alcune gare come tiro o judo rischiano di produrre arrabbiature e pad scagliati a terra dopo l'ennesima sconfitta. Certo i pad sono ad alto rischio anche per l'usura e i danni possibili proprio a causa del sistema di gioco.
In questo caso Beijing 2008 è un gioco da compagnia, da sfida uno contro uno o ancora meglio per immergersi nello spirito olimpico uno contro il mondo. Attraverso il mutiplayer per la prima volta è possibile sfidarsi da un capo all'altro del mondo, anche se le gare in salotto tra amici offrono qualche soddisfazione in più.
20 agosto 2008





