La F1 piange Amon, uno dei piloti più forti a non aver mai vinto un GP

Il neozelandese corse con la Ferrari e consigliò Gilles Villeneuve a Maranello

di STEFANO GATTI

La F1 piange Amon, uno dei piloti più forti a non aver mai vinto un GP

Viene considerato uno dei più forti piloti di tutti i tempi... tra quelli che non sono riusciti mai a vincere un Gran Premio di Formula 1, Christopher Arthur Amon, scomparso a Rorotua, nella sua Nuova Zelanda, all’età di settantatre anni. Se non fosse che l’affermazione suona riduttiva (addirittura poco rispettosa) nel momento di ricordare un pilota anzi un campione completo. Eclettico, come si usava dire tempo fa. Corse e vinse con le monoposto, i prototipi, le Can Am. Mauro Forgheri, che lo ha guidato dai box, lo considerava un collaudatore sopraffino. Forgheri quindi Ferrari, la scuderia per la quale Chris ricoprì il ruolo di pilota ufficiale tra il 1967 ed il 1969.

Anni cruciali per la vita e la sopravvivenza stessa del Cavallino Rampante, quelli del passaggio nell’orbita del Gruppo Fiat. Al volante delle vetture di Maranello Amon raggiunse in sei occasioni il podio. Mai, appunto, il gradino più alto. Sul quale salì invece grazie al successo nella 24 Ore di Le Mans del 1966, alla guida della Ford GT40 in coppia con Bruce McLaren. E poi ancora pochi mesi dopo nella 24 Ore di Daytona e nella 1000 Chilometri di Monza del 1967, questa volta però con la Ferrari, in coppia con Lorenzo Bandini. Successi che convinsero il Drake di Maranello a schierarlo in Formula Uno: debutto con la Rossa (terzo posto) a Montecarlo, proprio nel giorno della morte in gara di Bandini. Chiusa la parentesi ferrarista, Chris avrebbe poi continuato a correre nel Mondiale, andando rapidamente incontro alla fase calante di una carriera lunga ed intensa. Formula Uno fino al 1976, guidando per March, Matra, la bolognese Tecno, fino alla Ensign ed alla Wolf/Williams ed arrivando pure a schierare una monoposto che portava il suo nome, nel Mondiale del 1974. Un’avventura sfortunata ma che contribuisce a rendere il senso di una carriera e di una vita vissute senza risparmiarsi, mettendosi sempre e comunque in gioco, spaziando in orizzonti molto diversi tra di loro. Qualcosa di molto lontano dalla superspecializzazione odierna, qualcosa che ci fa pensare a Chris Amon con rispetto ed ammirazione. Anche con gratitudine: fu proprio al neozelandese che Enzo Ferrari nel 1977 chiese un parere sul pilota che il Commendatore aveva individuato per sostituire Niki Lauda. Si trattava di Gilles Villeneuve, futuro idolo del popolo ferrarista, che all’inizio di quella stagione aveva preso il posto dello stesso Amon nel team Wolf Can Am.

"Ma troppe volte, sulla via della vittoria, era stato fermato da guasti e inconvenienti a volte incredibili. Con la Dino 246 di Maranello vinse la Tasman Series del 1969, contro piloti del calibro di Jochen Rindt (campione del mondo F1 l'anno dopo) e Piers Courage - lo ricorda la Ferrari - Di Amon rimane comunque memorabile il successo nella 24 Ore di Daytona del 1967, in coppia con Lorenzo Bandini, su 330 P3/4: l'edizione dell'indimenticabile arrivo in parata delle tre Rosse".

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