Hamilton-Vettel, il 2016 accende la sfida

Tutto sembra finalmente pronto per il confronto che l'intero circus attende da anni

di RONNY MENGO

Vettel e Hamilton (IPP)

Si cercano, si osservano, vorrebbero tanto trovarsi per riuscire una volta per tutte a non stare insieme. Si seminano e si aspettano ma, fino ad ora, uno è sempre stato più veloce dell'altro, troppo più veloce dell'altro, per capire chi lo sia - in assoluto - veramente. È la locandina del film che non si decide ad essere appesa: pronta da mesi, anzi da anni, ma lì, sempre lì, non ancora sù. Abbiamo avuto una Red Bull troppo Red Bull per 4 stagioni, troppo anche per la McLaren di Hamilton o la sua Mercedes al debutto. Prima ancora abbiamo avuto un Vettel troppo giovane - due anni in meno di Hamilton, in quella/questa fase della vita contano molto - mentre Lewis abbagliava tutti, anno del signore 2008. Fino a oggi, con uno ancora troppo più veloce dell'altro, nonostante un avvicinamento graduale e intermittenti.

C'è da dire che si piacciono, si stimano, si trovano divertenti, forse proprio perché non c'è mai stata una vera scazzottata. Hanno addirittura lasciato libera la propria adolescenza nel siparietto con le ombrelline in Russia: alleluia. Si sono stuzzicati con l'ipotesi di un gomito a gomito, un ruota a ruota, in pista e nel mondiale, bene: è quello che ci auguriamo, quello che potrebbe accadere il prossimo anno. Sono pronti, siamo pronti. Una Mercedes meno spocchiosa, una Ferrari più reattiva e il gioco è fatto. Locandina sù. Cosi come abbiamo avuto le altre: Hamilton contro Alonso, Vettel contro Alonso, ma anche Hamilton contro Rosberg o Vettel contro Webber. Duelli - gli ultimi due di minore fascino, ovvio - che prendono per mano per tutta la stagione, danno il senso vero, altrimenti parliamo di golf. Tocca a loro e alle loro differenze con e senza casco. Talento puro contro velocissima lucidità. Pizza e cinema con la moglie contro showbiz. Biberon o flute. Ostentazione contro normalità. E poi ancora: manierismi o sobrietá. Tatuaggi o barba fatta. Uno splendido uomo squadra contro uno scintillante battitore libero. Inghilterra-Germania, finale dei mondiali. Vista la scelta sabbatica di Alonso, sono loro gli uomini copertina e finalmente scopriremo chi lo è più dell'altro. Chi regge meglio le sportellate, chi gestisce e chi si fa gestire, chi ne ha di più a parità di mezzi (come premesse e promesse lasciano pensare). E poi, prego: quattro mondiali a tre, palla al centro.

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