Ferrari, confermare Raikkonen era l'unica soluzione

Non c'erano vere alternative al finlandese, anche perché il vivaio rosso non produce veri talenti

di LUCA BUDEL

Raikkonen (Afp)

Confermando Kimi Raikkonen la Ferrari ha scelto la strada più semplice e allo stesso tempo l’unica percorribile. Una decisione che ha inevitabilmente diviso la critica tra chi è pro o contro Kimi in rosso. La riconferma di Raikkonen a Maranello è stata dettata da due motivi fondamentali. Il primo riguarda l’assenza di alternative. Dal momento in cui la Ferrari ha iniziato a sondare il mercato la Red Bull ha blindato i suoi piloti quindi il panorama non era in grado di fornire opzioni logiche al sacrificio del finlandese, che per la cronaca sta mettendo in pista una stagione dignitosa nonostante le difficoltà della squadra. La squadra appunto.

Raikkonen va d’accordo con Vettel, non è mai stato una presenza ingombrante e esegue senza creare problemi quanto gli viene chiesto. Aggiungiamo che con i problemi di affidabilità e di competitività di questa stagione, il primo passo sensato sarebbe stato quello di cercare equilibrio e stabilità nei vari reparti. A Maranello lo hanno fatto partendo dai piloti. Alla critica poniamo una domanda. Quale pilota disponibile sul mercato in questo momento ha le caratteristiche per correre su una Ferrari, il tutto alla vigilia di un cambio del regolamento che nel 2017 proporrà macchine diverse? GP2 e GP3 non offrono nomi utili, poi come categorie formative rappresentano un fallimento. Semmai sotto accusa è da mettere la Ferrari Academy che, da quando è in attività, ha prodotto un solo potenziale candidato alla rossa, il povero Jules Bianchi. Una bella differenza con il vivaio Red Bull che da sempre ha problemi di abbondanza.

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