F1, le pagelle dell'Hungaroring

Vettel cancella Alonso, flop Mercedes e rinascita Red Bull

di LUCA BUDEL

Il podio (Afp)

SEBASTIAN VETTEL - VOTO 10 La prestazione di Budapest è servita a convincere gli ultimi nostalgici dell’era Alonso. Il talento del pilota e le qualità dell’uomo sono ciò che serviva alla Ferrari per voltare pagina e accelerare il processo di transizione. Dopo 10 gare è a 42 punti da Hamilton e a 21 da Rosberg. Numeri che raccontano di un campionato ancora aperto nonostante la sensibile differenza dello spessore tecnico tra Mercedes e Ferrari.

DANY KVYAT - VOTO 9 Nella domenica delle sorprese riesce a scrivere una paginetta nella storia della Formula 1. Infatti chi anni fa avrebbe pensato a un pilota russo sul podio di un Gran Premio? Dani c’è riuscito nonostante una penalizzazione e 300 chilometri di gara difficili da decifrare visto quanto accaduto in pista.

DANIEL RICCIARDO - VOTO 8 Dopo aver passato troppo tempo nel cono d’ombra probabilmente si è gasato oltre il limite. Negli ultimi 20 giri ha sognato la replica del capolavoro dell’anno scorso, ma il contatto con Rosberg ha dato una bella ridimensionata alle ambizioni del ragazzone australiano, bravo comunque a riportare la Red Bull nella zona nobile anche in qualifica.

FERNANDO ALONSO - VOTO 8 Arrivare quinto guidando un cancello non è da tutti. Lui ci riesce dopo aver spinto il cancello in questione in qualifica. Un premio alla costanza e alla pazienza di un campione che meriterebbe altro.

LEWIS HAMILTON - VOTO 4 Dopo una pole da spavento tutti si aspettavano la sua scampagnata a Budapest. Lewis ha voluto smentire ogni banale previsione sbagliando l’impossibile, partenza compresa. A 20 giri dalla fine stava riuscendo addirittura nell’impresa di perdere la testa del mondiale. Colpa anche del complesso di superiorità della Mercedes (voto 4).

NICO ROSBERG - VOTO 4 Da ragioniere provetto ha pensato che bastasse il secondo posto per passare in testa al mondiale senza fare troppa fatica. Così ha rinunciato ad attaccare Vettel, dimenticandosi che sulla sua scia viaggiava un cane da caccia come Daniel Ricciardo. L’esito ha i contorni del disastro. Da potenziale vincitore a ottavo, battuto anche dal compagno di squadra che ha messo assieme la galleria degli orrori.

KIMI RAIKKONEN - VOTO 8 Nella domenica del riscatto viene tradito dalla macchina. Alla Ferrari serve riflettere sui problemi di affidabilità e valutare - visto il panorama in circolazione - se vale davvero la pena cercare un sostituto per Kimi.
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