F1, Hamilton padrone delle libere a Baku

L'inglese domina anche la seconda sessione su Robserg. Le Ferrari sono lontane e nei guai

di ALBERTO GASPARRI

Un super Lewis Hamilton ha chiuso davanti a tutti la prima giornata di prove del GP d'Europa di F1. Sul nuovo tracciato cittadino di Baku, l'inglese della Mercedes ha messo tutti in riga nelle libere 2 col tempo di 1'44"223. Quasi sette decimi meglio di Rosberg, secondo. Dietro alle Frecce d'Argento si sono piazzati Perez (Force India) e Bottas (Williams). Ferrari ancora lontane: Vettel 8°, Raikkonen 13°. Anche le Red Bull in ombra.

Hamilton si è trovato subito a suo agio su un tracciato in parte lento e in parte velocissimo e la brutta notizia, per gli avversari, è che è stato rapido come nessuno non solo sul singolo giro, ma anche nella simulazione di gara. Per ora non è riuscito a ribattere Nico Rosberg, che anzi nel finale di sessione è stato appiedato dalla sua Mercedes. Al momento, gli altri sono staccatissimi. A partire dalla coppia di Maranello, che anche in quanto a passo gara non è messa bene. Leggermente meglio Vettel (ma comunque a 2" da Hamilton), mentre Raikkonen è apparso più in difficoltà e negli ultimi minuti ha avuto un problema al posteriore della sua SF16-H, che lo ha appiedato. Come se non bastasse, anche Seb non ha chiuso le sue prove indenne, rientrando ai box per un guasto. Attenzione dunque alla Williams e alla Force India, che potrebbero dare fastidio alle rivali della Mercedes visto che anche Verstappen e Ricciardo non hanno impressionato.

Curioso guaio per la McLaren di Alonso, rimasta bloccata con il cambio in settima marcia e con lo spagnolo costretto a mettere in folle utilizzando il pulsante posto all'esterno della scocca. Come al mattino, in tanti hanno avuto difficoltà nel prendere le misure con la pista. Da Vettel a Verstappen, passando per Hamilton, tutti protagonisti di qualche "lungo" senza conseguenze. Da segnalare più di un problema con i cordoli, che tendevano ad alzarsi al passaggio delle monoposto. Difetti di gioventù prevedibili, ma ugualmente pericolosi per i piloti su una pista dove si superano i 340 km/h di velocità massima.

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