F1, GP Ungheria: Vettel trionfa, delirio Ferrari

Rosse strepitose a Budapest: solo un guasto a Raikkonen impedisce la doppietta del Cavallino. Disastro Mercedes, Kyvat e Ricciardo sul podio

di MARCO ENZO VENTURINI

La Ferrari torna a vincere grazie a Sebastian Vettel, perfetto nel GP d'Ungheria. Il tedesco bissa il successo della Malesia nella domenica nera della Mercedes, restando primo dal via fino alla bandiera a scacchi. A completare il podio Kvyat e Ricciardo con Hamilton sesto e Rosberg ottavo dopo una gara pazza. Raikkonen costretto al ritiro: era secondo, avrebbe completato una pazzesca doppietta. E Vettel dedica il trionfo a Jules Bianchi.

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Nella domenica in cui raggiunge Ayrton Senna a quota 41 vittorie in carriera, infatti, Vettel celebra la vittoria via radio salutando gli uomini di Maranello in italiano e Bianchi in francese per un momento di grande commozione. Per lui è la prima vittoria in carriera all'Hungaroring. Da sottolineare invece la crescita della McLaren-Honda (Alonso 5°, Button 9°) e del tracollo Williams: Massa e Bottas sono solo 12° e 13° sotto la bandiera a scacchi. Ma la corsa è tutta da raccontare, dal primo all'ultimo metro.

VOLO ROSSO AL VIA - Partenza rocambolesca: Massa sbaglia il piazzamento sulla griglia e le vetture sono costrette a percorrere un ulteriore giro di formazione. E al nuovo via Vettel svernicia Hamilton, lo affianca all'esterno e si infila in un corridoio strettissimo. Non sarebbe passato uno spillo oltre alla sua Ferrari. Intanto anche Rosberg passa Hamilton e ne approfitta alle loro spalle Raikkonen, imitando il compagno di team su Rosberg. Il tedesco viene affiancato all'esterno di curva 1 e poi superato in curva 2 con l'incrocio di traiettorie.

LEWIS, RABBIA E ERRORE - Hamilton, quarto, si scompone e, nel tentativo di recuperare la posizione su Rosberg, frena tardissimo e va lungo. Parte la lamentela via radio: "Mi ha buttato fuori". Ma i replay scagionano il tedesco: le due Frecce d'Argento erano ben distanti in ingresso di curva 6. Al termine del primo giro quindi la classifica fa sognare Maranello: Vettel è in testa su Raikkonen, Rosberg, Bottas, Hulkenberg, Kvyat, Ricciardo, Perez e Massa con Hamilton solo decimo alle spalle del brasiliano.

LE FERRARI SCAPPANO - Le caratteristiche del tortuoso Hungaroring aiutano le Ferrari, che subito scappano su Rosberg. E Hamilton non riesce proprio a liberarsi di Massa, restando bloccato al decimo posto alle spalle della Williams. Solo al decimo giro riesce a completare il sorpasso. E soltanto al tredicesimo passaggio si prende l'ottava posizione su Perez. Ma anche l'altra Mercedes soffre, eccome: Rosberg infatti perde decimi su decimi ogni giro dalle Rosse, che con le gomme a mescola morbida volano.

SUPER VETTEL - Già al 15° giro Bottas inaugura il valzer dei pit stop, confermando quanto il tracciato magiaro è severo con gli pneumatici. E, dopo Ricciardo, sono tanti i cambi gomme che rivoluzionano le posizioni alle spalle dei primi. Intanto Vettel si prende il giro veloce: 1.27.913, con Rosberg staccato di 9.3 secondi. Hamilton, con pista libera, fa 1.27.695. Solo pochi decimi meglio del tedesco del Cavallino. Ma il distacco è impietoso: 30.3 secondi.

STRATEGIA ROSBERG - Al 19° torna a infiammarsi la gara: Raikkonen perde un'appendice dal muso. Preoccupazione in Ferrari, dopo la rottura dell'ala di venerdì. Fortunatamente si trattava solo di una telecamerina, nessun problema per il finlandese. Intanto Perez tenta il sorpasso su Maldonado che lo tocca e lo manda in testacoda. Drive Through per il venezuelano. Dal 20° passaggio cambiano le gomme anche i big: Hamilton monta un nuovo treno di soft (sosta lenta: 4.1 secondi). Rosberg invece cambia strategia e opta per le medie. Soft anche per i ferraristi, che dopo il primo giro di pit stop restano al primo e secondo posto.

LEWIS CI PROVA - Hamilton, quinto alle spalle di Ricciardo, soffre: difficile passare l'australiano della Red Bull su una pista del genere. Tanto che il leader del campionato commette un altro errore andando lungo al giro 25. Al 29° invece riesce a prendersi la quarta posizione e si mette a caccia del compagno di squadra, che monta gomme meno prestazionali: ma il distacco è di ben 15 secondi. La rimonta però è possibile: dopo cinque giri i due sono già separati da meno di 10 secondi. E Hamilton gira nove decimi più veloce anche rispetto a Vettel: suo il giro veloce in 1.26.801 (per Vettel 1.27.769).

PAURA HULKENBERG - Le Ferrari restano in controllo al primo e secondo posto, con Vettel che al 41° giro ha 36.6 di vantaggio su Rosberg. Proprio in questo passaggio però Raikkonen denuncia un calo di potenza del suo motore, perdendo un secondo e mezzo nel primo settore e quasi tre secondi a fine giro. Al 43° giro, poi, Hulkenberg rompe l'ala in piena velocità e va dritto. Fortunatamente è illeso. Viene ordinata la Virtual Safety Car, con Rosberg che è il primo ad approfittarne effettuando il suo secondo cambio gomme (ancora pneumatici a mescola media per lui). In seguito viene imitato da tutti gli altri, Ferrari incluse. E dopo il pit stop di Raikkonen entra in pista la Safety Car.

HAMIILTON COMPLETA LA FRITTATA - Piloti costretti a transitare nella corsia dei box per permettere ai commissari di pulire il tracciato dai detriti della Force India. E corsa che riparte al 49° giro con Vettel davanti a Raikkonen, Rosberg, Hamilton, Ricciardo, Bottas, Verstappen, Kvyat, Sainz e Button. Subito Rosberg infila Raikkonen, dietro è il caos. Ricciardo attacca Hamilton che lo tocca. Il contatto danneggia proprio l'anglo-caraibico, che rovina l'ala e precipita al sesto posto, alle spalle anche di Kvyat (intanto va in crisi Bottas, completando la domenica da dimenticare della Williams). Lewis poi è costretto a cambiare l'appendice aerodinamica e viene anche punito con un Drive Through: si ritrova quindi 12°.

KIMI IELLATO - La domenica della Ferrari però si complica: al 53° giro Raikkonen torna ai box. Dopo una sosta eterna i meccanici gli rimettono in moto la monoposto, ma al 57° giro Kimi è costretto al ritiro. Intanto Rosberg si mette negli scarichi di Vettel, con Ricciardo terzo che si avvicina ai due per un finale di gara pazzesco, con tre piloti, tre team e tre motori diversi a contendersi la vittoria.

NICO, CHE DISASTRO - Vettel e Rosberg girano infatti un decimo più lenti rispetto a Ricciardo, veramente minaccioso alla spalle del tedesco della Mercedes (che errore per lui montare le gomme medie invece delle soft!). Hamilton intanto sa che non andando a punti sarebbe superato nella classifica mondiale da Rosberg. Al 65° giro però Nico rovina tutto: Ricciardo stacca tardissimo e lo passa, il tedesco lo centra e fora una gomma. Si ritrova decimo, con l'australiano a propria volta costretto a cambiare l'ala. Sul podio sale quindi Kvyat, davanti a Ricciardo, Verstappen e un incredibile Alonso. Hamilton chiude sesto, con Rosberg che alla fine è ottavo. E Hamilton gli rosicchia quattro punti in classifica quando aveva rischiato di perderne 18: incredibile.

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