Beckham-Milan, la voglia rimane
Un'idea folle o un progetto vero? Due anni fa, David era alle soglie di Milanello. E oggi...

di Roberto Omini
C'è una data, cui riferirsi: 11 gennaio 2007, ovvero ventuno mesi fa. Mica una vita. Quel giorno, il Real Madrid e David Beckham resero note le modalità di un divorzio da consumarsi a fine stagione, dopo quattro anni di (in)felice vita sportiva in comune, seppur corredata da un fiume -in piena- di euro: fra sponsor, diritti d'immagine, amichevoli milionarie e tutto quanto produceva, e ancora produce, l'asso inglese. Poco oltre, Beckham scelse l'avventura del calcio negli States, a Los Angeles, e annunciò di aver rinunciato a una offerta del Milan, che strenuamente l'aveva corteggiato dopo aver portato a Milano il fenomeno Ronaldo.
Follie rossonere dell'inverno 2007? Nossignori. Su Beckham in quei giorni lavoravano anche i dirigenti dell'Inter, e Massimo Moratti in primis, l'attrazione verso un talento del calcio e un fenomeno - senza eguali - come immagine era il dato dominante. Ma lui aveva scelto il Milan come sponda del suo eventuale futuro italiano, e milanese, poi decidendo per l'avventura americana, quel calcio che profuma di ricchezza e rasenta i margini dello stress, perché così volevano anche la moglie e la famiglia. Insomma, un cumulo di attenzioni oltre il quale Beckham ha forse trovato il suo ambiente, ma di sicuro ha perduto il senso del calcio vero: tant'è che Capello, cittì dell'Inghilterra, un po' lo ha seguito, e un po' non lo segue più.
Ora, questa voce: di allenamenti, di eventuali amichevoli, di un assaggio rossonero, senza la pretesa - immediata, o scontata - che il tutto si trasformi in una occasione vera e propria, di ambire a 34 anni (tanti ne avrà Beckham, nel 2009) a una platea così vasta, com'è quella rossonera.
Il tutto va visto con ampio beneficio di inventario. E col giudizio dei primi passi, dunque molto accorto. In senso spettacolare, un Milan che guardi al domani aggiungendo Beckham a Ronaldinho e Kakà, beh, come effetto e impatto di scena non avrebbe eguali. Come prospettiva tecnica, sarebbe quasi un non-senso, seguitando la raccolta di Palloni d'oro - Beckham non l'ha mai vinto, ma fa lo stesso - lasciando ad Ancelotti il rompicapo di un progetto esageratamente disinvolto. Ma si sa: anche su Ronaldinho si sono consumate mille perplessità, e adesso che c'è tanto vale goderselo per capire come funziona. E quel Beckham, perché negarselo?
17 ottobre 2008





pippoMio - 03/02/09
Avete visto tutti sti commenti che si leggonoche Beckham era fallito...
Interisti nn date dei falliti + a nessuno (Ronaldinho vi ha battuti)
traker - 15/11/08
A gennaio il biondo, giugno al pacino o de niro.....
forza Milan
pinz. - 25/10/08
iniziare a tremare????????avere paura da una squadra ke fa sali e scende dalla B mi sembra esagerato!!!!!!forse vi possiamo al massimo guardare dall'alto in basso,credimi e x voi e un onore!!!!a proposito c'e'ROMARIO ke deve andare in penzione vi interessa!!!CIAO da pinz.grande INTER
lorenzo 96 - 25/10/08
Io sono un interissta.A me Beckham piace come gioca ma nel milan no perche e una squadra di bidoni.Quelli che sono forti sono kaka',pato,pirlo e nesta.vi saluto a tutti quelli dello SPORTMEDIASET un bacio a tutti..........e ricordatevi che la squadra che e piu forte al mondo e:
FORZA INTER....!!!!!!!!!!
giovanni - 22/10/08
Il Milan fa collezione di sponsor e nient'altro. Allora meglio l'Ambrosiana, visto i tempi che corrono.