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Il Var sbarca in Serie A: ed è subito promosso

Il calcio italiano entra nel nuovo mondo alle 18.37 e 2 secondi del 19 agosto. Nessuna protesta e direttori di gara più sereni

di ANDREA GHISLANDI

Var (LaPresse)

Sabato 19 agosto, ore 18.37 e 2 secondi. All'Allianz Stadium di Torino il calcio italiano entra nella new age della tecnologia. Per la prima volta viene utilizzato il Var: lo chiama l'arbitro Maresca per fare luce su un contatto Alex Sandro-Cop: passano 1'37" e al Cagliari viene resa giustizia ai danni della Juve. Esulta mezza Italia (quella non bianconera), nessuno in campo protesta e gli arbitri sono apparsi più sereni. L'esperimento è riuscito: promosso.

Un risveglio diverso per i milioni di tifosi che amano la domenica (o il lunedì) mattina ritrovarsi al bar per commentare le partite. Niente più sfottò per l'eventuale aiutino arbitrale, per un rigore non concesso o per un gol realizzato in palese fuori gioco. Il calcio è entrato in un nuovo mondo e le chiacchiere da bar sono diventate da... Var.

La moviola in campo ha fatto il suo debutto in Serie A a furor di popolo e il primo bilancio non può che essere positivo. Come in un copione da film, la prima 'vittima' è stata quella Juventus che secondo i suoi detrattori ha sempre goduto di una certa benevolenza da parte degli arbitri. E ieri, quando Maresca è tornato sui suoi passi assegnando un sacrosanto rigore al Cagliari non visto in precedenza, in molti hanno urlato "Giustizia è fatta!". Il fischietto di Napoli ha impiegato 1' e 37 secondi per prendere la giusta decisione con l'ausilio del Var. Certo si possono certamente velocizzare i tempi, ma intanto in campo non ci sono state proteste e un clima più distensivo non può che far bene ai direttori di gara. I giocatori hanno potuto rifiatare un po' e, come proposto da Allegri a fine match, quel minutino può essere usato per dare indicazioni come un time-out nel basket.

Anche al Bentegodi, qualche ora dopo, la tecnologia è venuta in soccorso all'arbitro Fabbri. In questo caso il direttore di gara si è tolto ogni minimo dubbio sul gol dell'1-0 del Napoli. Dopo averlo assegnato ha aspettato un cenno dai due colleghi davanti al monitor che gli hanno confermato che l'azione era regolare. In questo caso ci sono voluti davvero pochi secondi, perché Fabbri non ha rivisto l'azione in tv (probabilmente perché aveva pochi dubbi), ma si è fidato del giudizio di Doveri e Chiffi. Non ha invece ritenuto di ricorrervi nell'altro grande episodio del match: il rigore e l'espulsione di Hysaj nel finale. Il penalty sembra starci, il rosso diretto appare eccessivo anche se il terzino albanese era già ammonito e il secondo giallo non gli avrebbe evitato lo stesso la cacciata negli spogliatoi. E' iniziata una nuova Era: benvenuti nel calcio 2.0.

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