Roma, Di Francesco: "Possiamo lottare su tutti i fronti"

"Dobbiamo lavorare ancora tanto per essere da primo posto, è ancora la Juve la squadra da battere"

Roma, Di Francesco: "Possiamo lottare su tutti i fronti"

"Uniti possiamo lottare su tutti i fronti". Questo il messaggio che Eusebio Di Francesco lancia alla sua Roma. Il tecnico giallorosso si gode le prestazioni dei suoi, ma guai a parlare di scudetto. "Dobbiamo lavorare ancora tanto per essere da primo posto, e lo stiamo facendo. Il Napoli gioca bene, ma è ancora la Juventus la squadra da battere", ha detto al Corsport. Sul derby: "Va oltre il campionato stesso, ma la nostra mentalità non cambierà”.

Di Francesco torna sui mesi che lo hanno portato sulla panchina della Roma: "I primi contati sono stati avviati a maggio, e i miei dirigenti lo sapevano, li ho sempre aggiornati sullo stato della trattativa. L'ufficializzazione è arrivata mentre ero a Fusignano con il Sassuolo. Mi arriva una telefonata, e un dirigente della Roma mi conferma l'esito positivo. Ero contento, ma ho risposto solo "Ok, ci vediamo". Non mi sono offerto, sono sempre stato cercato". Da allora, dopo le prime, iniziali certezze, la Roma ha spiccato il volo. La svolta, per Di Francesco, è stata nei match dell'Olimpico contro Atletico e Napoli. "Con gli spagnoli non stavamo bene ma abbiamo resistito, mentre con i partenopei abbiamo difeso male, eravamo troppo bassi, e io volevo il contrario: dovevamo osare". Guai, però, a parlare di scudetto. "Dobbiamo fare ancora tanto per essere da primo posto - continua il tecnico giallorosso - e stiamo facendo dei grandi passi in avanti. Dobbiamo conoscere le nostre rivali: il Napoli gioca un bel calcio, ma la favorita è ancora la Juventus. La differenza la fa la sua abitudine a giocare grandi partite in campionato e Champions, oltre che l'acquisto di calciatori adatti. E poi lo stadio di proprietà porta almeno 10 punti in più in classifica. Spero lo faccia anche la Roma, e voglio inaugurarlo da allenatore giallorosso".

Il prossimo passo, per la Roma, è il derby, previsto dopo la sosta per le nazionali. "Ho imparato a capire che non è una gara come le altre. Da giocatore - dice Di Francesco - riscaldandomi sotto la Curva Sud, mi tremavano le gambe. E' una sfida che va oltre il campionato e la classifica. Sarà una partita di vertice, ed è merito di Simone Inzaghi: sta gestendo nel miglior modo possibile un grande gruppo. Le nostre caratteristiche e la nostra mentalità, però, non saranno stravolte da questa sfida. La Lazio è brava nelle ripartenze, noi useremo le nostre strategie". Dopo i primi mesi, è tempo di bilancio: "In questo momento siamo la mina vagante della Champions, ma dobbiamo ancora ottenere gli ottavi, magari da prima. Eravamo terzi ai blocchi di partenza, è stato un ottimo cammino finora. Io ho cercato di portare serenità, normalità e senso di appartenenza, fondamentale in una città come Roma e in una squadra come la Roma. Mi ispiro un po' a tutti: mi piacciono Guardiola e Sarri, ma ho imparato molto da Capello per la gestione dello spogliatoio e Zeman per la fase offensiva". Il tecnico giallorosso dovrà gestire anche la grana Schick, la cui intervista ha fatto discutere. "Non sono ancora riuscito a parlare direttamente con lui, le sue parole sono state fraintese. Non è stato bene fisicamente, l'ho allenato poco, ma è impressionante, ed è agile nonostante la sua stazza. Spero di averlo a disposizione già per il derby, ma ovviamente non giocherà subito. Proverò a farlo rientrare in gruppo la prossima settimana".

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