Napoli, Sarri convinto da un nuovo patto-scudetto?

Le manifestazioni di affetto di tifosi e giocatori e la sensazione che la squadra voglia riprovarci con lui: ecco perché il tecnico dirà sì a De Laurentiis

Napoli, Sarri convinto da un nuovo patto-scudetto?

Come prima, più di prima. Maurizio Sarri si è preso qualche giorno di tempo per decidere ma alla fine, quasi certamente, dirà sì ad Aurelio De Laurentiis e accetterà l'offerta del Napoli firmando fino al 2021 (a 4 milioni di euro più bonus). Questo perché, al netto di offerte concrete che evidentemente non ha ricevuto o non lo hanno convinto, il tecnico azzurro ha sentito, forte, in questi ultimi giorni, l'affetto del popolo napoletano - che gli ha dedicato un eloquente striscione domenica scorsa: Sarri uno di noi, ndr - e la vicinanza dei giocatori più rappresentativi della sua squadra. Tutti, da Hamsik fino a Koulibaly (che era disposto a seguirlo un po' ovunque), da Jorginho a Hysay. Tutti pronti a schierarsi a fianco del loro tecnico per riprovarci, sancendo, come un anno fa, un nuovo patto scudetto.

La verità è che la squadra sa di aver perso la corsa con la Juve per una questione di dettagli e per una serie di problemi legati a infortuni importanti - Milik e Ghoulam, ad esempio -, alle storture del calendario (che li ha costretti a giocare contro Roma e Fiorentina a 24 ore dalle imprese della Juve contro Lazio e Inter) e a qualche passo falso inatteso (Sassuolo, per dirne uno) ed evitabile. Di qui la voglia di provarci ancora e la consapevolezza di aver bisogno del loro tecnico per poterlo realmente fare. Per chiarirci, il pensiero comune era più o meno questo: con Sarri possiamo farcela, senza bisognerebbe cominciare da capo.

Non è un caso, in questo senso, che più di un giocatore gli abbia discretamente chiesto di restare a Napoli. E non è un caso nemmeno che queste richieste abbiano avuto un peso nella decisione di Sarri e, probabilmente, anche in quella di De Laurentiis. I due, giusto per dire le cose come stanno, non si prendono molto. Anzi. Hanno caratteri diversi ma sono entrambi portati a mal sopportare imposizioni. Quindi De Laurentiis, in qualità di proprietario, si arroga il diritto di dire la sua. E Sarri, dal suo ruolo di allenatore, non vuole interferenze tecniche e gestionali. Entrambi, però, hanno l'obiettivo comune di entrare nella storia del Napoli. Che piaccia loro o no, devono farlo insieme. E insieme lo faranno. Dentro un altro patto scudetto e un'altra lunga sfida alla Juve.

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