Napoli, AdL all'attacco: arbitri, Var, Juve e Sarri. "E Balotelli non è una priorità"

Il presidente degli azzurri: "Hamsik? Se vuole andare vada, io non faccio sconti"

Napoli, AdL all'attacco: arbitri, Var, Juve e Sarri. "E Balotelli non è una priorità"

Il presidente del Napoli De Laurentiis a ruota libera. "Abbiamo fatto un campionato bellissimo, l'unico torto è stato uscire dalle coppe. Spero che Ancelotti resti dieci anni. A Sarri ho dato un tempo poi... Gli arbitri devono essere dipendenti della Lega e dobbiamo scrivere le regole del Var. Perché lasciare spazio alla dietrologia sulla Juve?". E ancora: "Balotelli non è una priorità. Hamsik? Se vuole andare vada ma niente sconti".

De Laurentiis ha parlato in occasione del convegno 'Generazione Var' all'Università degli Studi di Napoli di Monte Sant'Angelo. "Quello che mi ha 'sfasferiato' (scocciato) è il fatto che qui si è diventati tutti Ponzio Pilato. Sono stato molto attento alle trasparenti spiegazioni di Rizzoli, ma la domanda è: non ci sono forse troppi se e troppi ma? Forse dovremmo riunirci tutti, calciatori, presidenti e arbitri stessi, e stilare un regolamento di cosa è verificabile con il Var e cosa meno. Poi nella cabina di regia ci vogliono dei tecnici, non degli arbitri, che invece devono essere indenni, assunti dalla Lega Serie A e non parte della Federazione, pagati profumatamente e ammoniti se sbagliano. Il Var non può essere introdotto come un esperimento, ma noi non possiamo guardare nulla pur non essendo propensi a criticare. Poi si dice perché lasciare sempre punti interrogativi e dietrologia? Perché far dire che la Juve ha sempre un rapporto di forza sugli arbitri sin da Pechino? Con Calciopoli vogliamo dimenticare il mondo arbitrale? Proprio per tenerla fuori si devono togliere dubbi".

Capitolo mercato: "So già la domanda che mi volete fare: chi compriamo? E io vi dico: non preoccupatevi. Con Ancelotti faremo quello che dobbiamo fare. C'è un sentire comune col quale si pensa che l'erba del vicino sia sempre più verde, ma alle volte non ci rendiamo conto che offendiamo dei giocatori che hanno vestito la maglia del Napoli, inneggiando a quelli che potrebbero arrivare. Non dimenticherò mai quando il mio amico Antonio Conte mi fece una corte spietata per Koulibaly e due anni fa mi offrì 58 milioni. "Ma come non lo vendi?" Mi dicevano, ma io che ci faccio io con 58 milioni? Perciò ripeto: state tranquilli". E ancora: "Retroscena su Sarri? Non ce ne sono stati, ho comunicato alla stampa e quindi anche a lui 'tempo scaduto'. Sono responsabile di un'azienda così particolare, non posso stare a disposizione degli altri, dovrebbe essere il contrario. Ho dato un tempo, poi è scaduto e mi sono mosso. Se una moglie se ne vuole andare io devo prenderne atto, ma l'importante è avere una carta di riserva che ovviamente non va svelata a cuor leggero. Se ci sono stati contatti con Sarri? No, nessuno mi ha chiamato, ma la clausola è stata messa a tutela di alcune mie scelte ed è stata una decisione bilaterale".

Balotelli: "Non lo ho abbiamo preso in considerazione nonostante sia un bravissimo giocatore e straordinario attaccante. Noi dobbiamo prima di tutto capire con Ancelotti, durante il ritiro quali sono le possibilità del nostro gruppo esistente. Sono tanti i nostri calciatori in attacco. Sarebbe un torto a chi, con la fede, si è lasciato acquistare per il Napoli e magari non ha ancora mai giocato. Far credere che l'attacco sia una nostra priorità è un errore. Abbiamo altre priorità".

Hamsik: "Ci siamo visti e gli ho detto: 'Dove vai? Questa è casa tua'. Poi se vuole andare via io non faccio sconti, ma per rispetto ai tifosi. Insigne? Lui è un simbolo dell'essere napoletano e a volte si dimentica come sia difficile per i napoletani giocare a Napoli".

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