Verso Torino-Milan, Gattuso: "Occhio, sono una squadra rognosa"

Il tecnico rossonero: "Senza la giusta testa rischiamo la figuraccia. Problema gol? Non mi preoccupa"

Verso Torino-Milan, Gattuso: "Occhio, sono una squadra rognosa"

Gattuso mette in guardia il Milan. Dopo il pareggio con il Napoli ora la sfida col Torino: "I granata sono una squadra rognosa, fisica e che punta sulle ripartenze: se non andiamo lì con la testa giusta rischiamo di fare una figuraccia". Il tecnico non è preoccupato per i gol segnati col contagocce: "C'è anche un po' di sfortuna: la squadra gioca e lavora bene, le reti arriveranno". Dubbi di formazione: "Dobbiamo vedere come stiamo".

Si chiude il primo girone di Gattuso alla guida del Milan, dove si può migliorare?
"Leggendo i giornali state cavalcando l'onda che si fanno pochi gol. Si costruisce tanto, la mole di gioco è importante. Dobbiamo migliorare la finalizzazione, ma non sono preoccupato. Siamo decimi nei gol segnati, ma l'importante è costruire, poi miglioreremo negli ultimi 20 metri. Giochiamo da squadra".

Le difficoltà del match col Torino.
"Sanno battagliare, hanno qualità, è una squadra rognosa. Hanno nel dna il cuore Toro, hanno senso di appartenenza. Col Napoli abbiamo speso tanto, domani dobbiamo riproporre quello che abbiamo fatto e dare continuità senza fare passi indietro. Mi aspetto massima concentrazione, se non andiamo con la testa giusta rischiamo di fare una grande figuraccia".

Come state?
"Abbiamo giocato due giorni fa, oggi faremo la conta per capire chi sta bene. Si può fare tutto nella vita, ma oggi è più improvvisazione che organizzazione, bisognerà provare un tanto al chilo, per dire, perché davvero c'è da capire la situazione fisica di ognuno".

Come vede il suo Milan?
"Il Milan di oggi è più bello di quello della vittoria a Roma. Nella gestione della palla, nelle idee, è migliore oggi".

Ha allenato Belotti, cosa ricorda e cosa ne pensa?
"Lo avevamo visto all'Albinoleffe: si vedeva, dopo Sheva mi aveva impressionato lui. Tirava e prendeva sempre lo specchio della porta. Ha attraversato un momento negativo ma ha grande forza fisica, è concreto. Quando salta di testa sta su, è impressionante. Mi è sempre piaciuto, in questi anni ha fatto stagioni importanti. È un ragazzo con la testa sulle spalle, nei 20 giorni in cui l'ho allenato abbiamo avuto un ottimo rapporto. Se me lo aspettavo così forte? Ha il veleno dentro, è normale che venisse fuori".

A voi manca un Belotti?
"Io analizzo le partite dei miei. A volte serve anche fortuna. In questo momento non dobbiamo abbatterci, noi siamo lì, vicini a fare i gol. Quando ho detto che la coperta è corta non intendevo a livello numerico. La coperta è corta nel senso che a volte si potrebbe provare a lasciare i tre davanti senza che ritornino a difendere ogni volta, così da averli più brillanti. Ma in questo momento stiamo chiedendo a loro sacrificio per essere più compatti, a scapito della loro brillantezza. Quando saremo più squadra, quando avremo i sincronismi a 360 gradi, potremo dare loro più libertà. Suso è il nostro salvagente, vuole saltare l'uomo, fa sempre la giocata: gioca un calcio difficile, ti dà la superiorità, quindi può anche sbagliare".

Questa coperta corta: giocano sempre gli stessi...
"Non c'entrano i giocatori, voi non mi ascoltate. Riguarda come la squadra copre il campo. Non è che sono sempre gli attaccanti esterni ad andare ad aiutare i terzini. Non è a livello numerico questa affermazione. Sono Mirabelli e Fassone a scegliere i giocatori, io devo allenare la squadra che ho e arriveranno pochissimi giocatori. Io sono contento così perché i miei giocatori sono i migliori al mondo. Ne arriverà qualcuno, pochi, per migliorarci e darci una mano".

Si aspetta qualcosa in più da qualcuno in particolare?
"Mi aspetto tanto da tutti, è il collettivo che sta bene. Guardate col Napoli, ci davano per spacciati e invece abbiamo tenuto il campo. È tutta una questione di testa. Non possiamo accontentarci delle belle prestazioni, bisogna dare continuità: devi dare la sensazione di essere sempre squadra".

Locatelli un'opzione per le prossime partite?
"Mi sta piacendo molto ultimamente, per la serietà, l'impegno. Si allena bello cazzuto, come piace a me. Allenarsi con la faccia triste di chi non gioca non rientra nelle sue corde. Non è un caso come è entrato contro il Napoli: cattivo, con gamba brillante, sempre in movimento. Mi è piaciuto molto".

Zapata o Musacchio con Bonucci?
"Domani vedremo".

Il pubblico fischia Kalinic.
"Io vedo la prestazione di Kalinic. Se vi rivedete la partita, ha fatto cinque movimenti da giocatore vero e noi non l'abbiamo servito. Viene sempre a lavorare, ci aiuta, si muove bene. È normale che il gol sia fondamentale. Io quando viene sostituito mi sono incazzato con la tribuna, con i tifosi. I fischi sono ingiusti. Ma io, il mio staff, i miei compagni: siamo tutti con lui. Dopo il problema in allenamento con me ha avuto ancora più voglia e professionalità".

Si aspetta un Torino difensivo? Che partita ha preparato?
"Ce l'ho nella testa. Ha esterni bravi, ha gamba. È una squadra che tante volte gioca di rimessa, chiudono gli spazi e ripartono con qualità e forza fisica. Non costruisce molto dal basso, loro riconquistano e ripartono. Me li aspetto così".

Calhanoglu: si sta sacrificando molto. Sta pensando di farlo giocare più centralmente?
"Pensavo mi chiedessi se può giocare alla Pirlo, ci starebbe anche in quel ruolo. Lui ha un grande tiro, dovrebbe buttare giù la porta. Si possono fare tantissime cose, anche Suso per me può fare la mezza punta. Purtroppo ora non possiamo farlo perchè siamo ancora in lotta per i nostri obiettivi".

Come sta vedendo Rodriguez?
"È in crescita, da 4-5 partite da quando ha la palla gioca con grande qualità. Mi aspetto di più da lui a livello di corsa, deve lavorare di più con Bonaventura e Calha".

Su Suso.
"Mi aspetto quello che sta facendo, ma mi aspetto che attacchi meglio la porta. Lui vuole spesso la palla sui piedi, io lo voglio più dentro. Gli sto chiedendo tante cose nuove per lui, ora deve migliorare questo aspetto per segnare più gol. Mi piace molto quando si accentra e va in zona centrale. A livello mentale è cambiato, anche sul fatto di giocare in mezzo. Quando siamo in difficoltà ci dà una grande mano perchè si fa dare la palla. Paragone con Seedorf? Ci sta. Faremo di tutto per tenere Suso, anche se non credo che ci sia questo problema".

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