Jaconi, mezzo secolo nel calcio
Il tecnico del Bassano si confessa
22/02/12

Oltre mezzo secolo sui campi da calcio e non avvertire gli anni che passano. Osvaldo Jaconi, prima da calciatore e poi da allenatore, ha dedicato la sua vita al calcio. Calciatore talentuoso, l’attuale mister giallorosso da allenatore ha ottenuto in carriera 9 promozioni, collezionando oltre 700 panchine. Ma non chiedetegli se c’è una stagione che gli è rimasta particolarmente nel cuore : ”Il calcio si evolve sempre,
cambiano gli interpreti, cambiano le situazioni ed ogni stagione è diversa dal'altra. Gli uomini di ieri sono diversi da quelli di oggi e se c'è una cosa che ho imparato, è quella di non stupirmi. Ho sempre desiderato fare questo lavoro, che mi entusiasma e mi appassiona, per questo ritengo che ogni annata sia da ricordare, quindi non sono in grado di scegliere una stagione in particolare".
Mister Jaconi spesso è ricordato per il "Miracolo Castel di Sangro", ma non tutti sanno che ha una particolare predilezione per lavorare coi giovani: "E' vero, la cosa che mi da più soddisfazione è crescere i ragazzi. La mia tesi a Coverciano è stata data in psicologia proprio perché anche in questo mondo, prima viene l'uomo e poi il calciatore. Ci tengo a insegnare calcio, è naturale, ma uno dei miei obiettivi è quello di indirizzare i più giovani verso valori quali la disciplina, l'umiltà, l'orgoglio, il rispetto delle regole; sono tutti aspetti che pretendo dai miei ragazzi e sono i valori che ti consentono di fare carriera. Mi fa piacere sapere che calciatori come Di Carlo, Fusco, Piovani, che ho avuto nelle mie squadre, si ricordino di me per come amministravo il gruppo, aiutando nel miglior modo possibile i giovani. Perché se vuoi vincere bastano i calciatori, ma se vuoi vincere con continuità servono gli uomini".
Jaconi è ancora molto amato a Livorno, piazza non certo facile, dove per lui hanno coniato un sopraano,Vodz: "Una domenica allo stadio comparve uno striscione con la scritta Jaconi Vodz. Né io né i giornalisti ne conoscevamo il significato, per cui mi rivolsi alle Bal, la tifoseria del Livorno. Vodz in cirillico significa Capo, Guida. Un enorme attestato di stima per me e non smetterò mai di ringraziarli". Il tecnico di Mandello sul Lario è da tanti anni nel panorama calcistico nazionale. Sarebbe quasi scontato dargli dell'allenatore all'antica, ma non è così, anzi...". Sono un patito della tecnologia, sono un curioso di natura e mi piace stare al passo con i tempi. Anche per questo uso l'Ipad a supporto del mio lavoro, uno strumento molto utile. Se non restassi al passo con i tempi, poi, cosa potrei insegnare ai miei calciatori? Credo che la tecnologia sia sempre utile e vedo nel futuro un ampio uso di questi strumenti anche nelle scuole". Mister Jaconi ha allenato diversi calciatori importanti. Ma ce n'è uno rimasto particolarmente nel suo cuore? "Potrei dire tutti quelli che hanno fatto la serie A ma credetemi dovrei citare molti ragazzi ai quali sono molto legato. Gente come Protti, Di Carlo, Vanigli, Cei, Chiellini, Piovani. Grandi professionisti, grandi uomini. Ma come dicevo in precedenza, ho grande soddisfazione nel vedere che giovani che ho lanciato io in Prima Squadra in serie C poi hanno sfondato in serie A. A Savoia per esempio, nella Berretti c’era un certo Migliaccio...mi piaceva e l'ho fatto esordire giovanissimo in Prima Squadra, ora calca da molto tempo i più grandi palcoscenici d’Italia".
Dalla scorsa stagione Jaconi siede sulla panchina del Bassano Virtus, team che milita nel girone B di Prima Divisione e di proprietà di Renzo Rosso, patron della Diesel, il colosso del denim: "Un paio di anni fa in questa piazza c'era un po' di delusione, sembrava quasi che la proprietà volesse mollare ma il Direttore Generale, Stefano Braghin, col quale ho lavorato e vinto un campionato ad Ivrea ha pensato di contattarmi. Ho incontrato la proprietà il Presidente Stefano Rosso ed il Vicepresidente Roberto Masiero che mi hanno da subito fatto una grande impressione. Io allenavo la Civitanovese, ero a casa e non avrei mai immaginato di rimettermi in gioco, ma cambiai idea e da li, complice anche il ripescaggio in Prima Divisione, grazie ad una straordinaria cavalcata ottenemmo anzitempo la salvezza con una squadra costruita per fare un campionato di vertice in Seconda Divisione, una grande soddisfazione. Quest'anno le cose stanno andando un po’ diversamente, anche perché a causa di svariati motivi non sono quasi mai riuscito a schierare gli stessi 11 giocatori per più partite consecutive, pagando anche gli infortuni di lungo corso dei giocatori cardine della squadra. La nostra mancanza fino a questo momento, secondo me, è quella di non aver portato dalla nostra parte alcuni episodi. Con qualche accortezza in più avremmo potuto mettere più punti in cascina ma sapevamo che quello che ci aspettava sarebbe stato un campionato di sofferenza, vista anche la qualità degli avversari. Ma i ragazzi sono compatti, c'è grande consapevolezza che c'è da pedalare forte e ciò significa che tutti remano dalla stessa parte. Di questo devo ringraziare anche il Dg Braghin, che dopo il mercato invernale nel quale ci siamo rinforzati molto, negli spogliatoi ha fatto un discorso che valeva la pena di registrare per farlo ascoltare agli aspiranti Dg, da quanto è stato incisivo. Questa piazza merita la salvezza, faremo di tutto per regalargliela".





pippocece - 22/02/12
Grande scaldo citano' sara' sempre con te
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matt111 - 22/02/12
grande mister, forza bassano!
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dedeuccio - 22/02/12
Non sono più giovane e ricordo Iaconi alle prime armi,giocatore del Teramo Calcio con una visione di gioco fantastica ed un tiro in porta veramente invidiabile. Era,come sul dirsi,"un mancino maledetto",instancabile e di grande attaccamento alla maglia.E' stato sempre amato dagli sportivi locali ed anche oggi tutti lo ricordano con affetto e tanta tanta stima.
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